Assistente sociale senza patente: quanto penalizza?

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silvia87
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Assistente sociale senza patente: quanto penalizza?

Messaggio da silvia87 »

Salve a tutti!
Domanda forse sciocca: quanto conta il fatto di guidare o meno per un'assistente sociale?
Io vorrei iscrivermi al Corso di Laurea a breve ma non ho la patente, mai guidato in vita mia. Vado al lavoro e mi sposto con i mezzi pubblici. Mi domando, perciò, se e quanto sia indispensabile avere la patente per l'assistente sociale. Anche perchè, qualora si debbano fare delle visite domiciliari, mi sembra improbabile avere la possibilità e il tempo di spostarsi con i mezzi pubblici (anche se mi riferisco a grandi città come Roma, e non a piccoli paesini sperduti). Tra l'altro, una persona di mia conoscenza è iscritta al medesimo Corso di Laurea e anche lei non guida a causa di un incidente avuto tempo fa a seguito del quale ha deciso di non prendere più la macchina. Cosa ne pensate?
Grazie!
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ugo.albano
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Re: Assistente sociale senza patente: quanto penalizza?

Messaggio da ugo.albano »

Io ho la patente, ma per lavoro mi sposto sempre coi mezzi pubblici, o in bicicletta.
Non ho mai avuto problemi. Si tratta di scegliere uno stile "meno stressante" di movimento.
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Re: Assistente sociale senza patente: quanto penalizza?

Messaggio da Federica72 »

É vero però che certi concorsi per AS includono il possesso della patente di tipo B tra i requisiti di ammissione...
silvia87
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Re: Assistente sociale senza patente: quanto penalizza?

Messaggio da silvia87 »

Grazie per la risposta, Ugo. Mi ha tranquillizzata.
Sì, è anche vero che in alcuni concorsi c'è l'obbligo della patente...ma,al di là di ciò, poniamo di non dover fare nessun concorso e di lavorare, chessò, per una Cooperativa o in un altro ambito che non prevede concorso. La mia perplessità è: dovendo rispettare un orario di "ufficio", come si fa a svolgere eventuali visite a domicilio se non si possiede un'automobile? Certo, non è detto che spostandosi con la macchina si faccia necessariamente prima ad arrivare sul posto, anzi, spesso accade l'esatto contrario,... :D però...ci si può assentare tranquillamente per tutto il tempo necessario alla percorrenza?
Inoltre, nel caso di lavoro in un settore minorile, senza mezzo come si accompagna eventualmente un minore, per ipotesi, in una struttura? In metro? In autobus? Non ho ben capito come funziona...
Fermo restando che gli ambiti di azione possono essere poi i più disparati...ci sono assistenti sociali che non svolgono mai visite a domicilio perché gli ambiti in cui lavorano non lo richiedono.
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Nazg
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Re: Assistente sociale senza patente: quanto penalizza?

Messaggio da Nazg »

Se non avessi avuto la patente non avrei potuto raggiungere il posto di lavoro e neanche occuparmi di tutte le attività fuori ufficio, non solo le visite domiciliari, ma anche gli spostamenti dal comune al distretto o ad altri servizi per eventuali riunioni.
Io faccio riferimento a un territorio in cui mezzi pubblici sono scarsi, e senza patente è davvero impossibile lavorare.
Detto questo so di colleghi che ,lavorando in città, preferiscono muoversi in bicicletta o per brevi tratti a piedi. Nel loro caso riescono ad arrivare prima sul posto rispetto a chi utilizza l'automobile.
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Re: Assistente sociale senza patente: quanto penalizza?

Messaggio da indeciso »

Non è che esistono solo Roma (peraltro disabitata in rapporto alla popolazione) e i paesi sperduti.
fulmine
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Re: Assistente sociale senza patente: quanto penalizza?

Messaggio da fulmine »

Nella mia esperienza di lavoro a Bologna non ho mai utilizzato l'auto; essendo questa, come altre grandi città, molto ben servita dai mezzi e allo stesso tempo attanagliata dal traffico, io e molti colleghi ci spostavamo esclusivamente a piedi o in bus anche per le diverse attività fuori ufficio, compresi gli accompagnamenti di utenti in carico presso altri servizi.
Il limite maggiore per chi non possiede la patente, escludendo i contesti periferici o servizi che prevedano lo svolgimento del lavoro su aree di competenza vaste, è quello (come è già stato fatto notare) che si presenta proprio al momento in cui si decide di partecipare alle selezioni pubbliche; il problema può però presentarsi anche se si decide di candidarsi presso cooperative che necessitano di professionisti automuniti.
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Re: Assistente sociale senza patente: quanto penalizza?

Messaggio da ugo.albano »

Ci possono essere esigenze oggettive dietro cui è il caso di spostarsi con l'auto: penso a chi lavora su più comuni sulle montagne. Al contrario, nei centri ben serviti dai mezzi pubblici è il caso di spostarsi con l'autobus.

In mezzo c'è una codifica dei tempi: io vedo colleghe che, per fare tutte le uscite programmate, non possono che farlo in macchina. Magari ci riescono pure, ma accumulando stress e costi (parlo dei rimborsi chilometrici). Se il mandante/pagante richiede mobilità, deve però fornire il mezzo o rimborsare i costi (compresa l'assicurazione). Ci sono quindi vincoli a prescindere dalla scelta personale.

Insisto però sull'opzione: se si può, preferite i trasporti pubblici: in qualche modo sono un rallentamento dell'iperstress, a cui siamo soggetti. Per esempio: se il carico di lavoro è esagerato, non è che la soluzione è andare in macchina, bensì farsi ridurre il carico. Per non parlare dell'aspetto ecologico, a cui dovremmo essere sensibili....
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Re: Assistente sociale senza patente: quanto penalizza?

Messaggio da lisaflor »

Io invece vi pongo un quesito molto simile. Un capo della struttura per cui lavoro può secondo voi costringermi a raggiungere un servizio (in questo caso il CSM) con la mia auto, da sola, accompagnando una paziente psichiatrica? Vi spiego, io da sola ci potrei arrivare benissimo con i mezzi pubblici o facendomi accompagnare ma dato che devo accompagnare a visita questa persona sono costretta in un certo senso a prendere l'auto. Secondo voi posso chiedere al mio capo di mettere a disposizione qualcuno per accompagnare me e la persona in questione presso questo servizio?
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Re: Assistente sociale senza patente: quanto penalizza?

Messaggio da Federica72 »

lisaflor ha scritto:Io invece vi pongo un quesito molto simile. Un capo della struttura per cui lavoro può secondo voi costringermi a raggiungere un servizio (in questo caso il CSM) con la mia auto, da sola, accompagnando una paziente psichiatrica? Vi spiego, io da sola ci potrei arrivare benissimo con i mezzi pubblici o facendomi accompagnare ma dato che devo accompagnare a visita questa persona sono costretta in un certo senso a prendere l'auto. Secondo voi posso chiedere al mio capo di mettere a disposizione qualcuno per accompagnare me e la persona in questione presso questo servizio?
Noi non possiamo, per questioni assicurative. Gli educatori sono autorizzati a tasportare gli utenti, ma con l'auto di servizio (si tratta quasi sempre di minori). Nei casi come quello che descrivi, un tempo il mio comune metteva a disposizione l'auto e l'autista. Oggi, dobbiamo cavarcela coi mezzi pubblici oppure l'utente raggiunge il servizio per conto suo e noi andiamo con la nostra auto. Nel tuo caso, la persona non è in grado di raggiungere il servizio in autonomia, o accompagnata da parenti o volontari, col taxi, ecc.?
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Re: Assistente sociale senza patente: quanto penalizza?

Messaggio da ugo.albano »

L'accompagnamento in sè, inserito in un progetto di aiuto, può essere un compito dell'assistente sociale. Io l'ho fatto tante volte, ma non da "autista", bensì da "prestatore di aiuto": non vedrei problemi.
Se le remore sono altre (pericolosità del soggetto, insicurezza di gestione da parte del collega) queste vanno esplicitate all'organizzazione sempre.
Poi c'è la questione assicurativa, i danni causati a persona con disturbi, se di questi si era a conoscenza, non sono coperti. E' per questo che esistono le auto di servizio.
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Re: Assistente sociale senza patente: quanto penalizza?

Messaggio da luca »

Io devo utilizzare ogni giorno la macchina perchè lavoro in cooperativa e consegno pasti a domicilio. Vado a fare i corsi di formazione in macchina. Vado a fare i concorsi in macchina. Si è troppo condizionati con gli orari con i mezzi pubblici.
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