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concorso
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Autore:  Mariangela Bungaro [ mer, 30 ott 2019 - 9:01 pm ]
Oggetto del messaggio:  concorso

Buonasera, avrei bisogno di una delucidazione in merito ad un argomento di concorso. Vorrei sapere cosa s' intenda con metodi e tecniche professionali del servizio sociale, in particolare se, con il termine metodi, ci si riferisce al processo metodologico del problem solving mentre con il termine tecniche agli strumenti che vengono utilizzati, quali colloquio, visita domiciliare, ecc.?
Il dubbio nasce dalla presenza del secondo argomento sul processo d'aiuto ( il quale dovrebbe riferirsi al problem solving)

Autore:  indeciso [ lun, 09 dic 2019 - 1:56 pm ]
Oggetto del messaggio:  Re: concorso

Dopo quel «se» non va la virgola perché quella non è una proposizione incidentale (infatti se la togli il periodo perde di senso compiuto).

Non esiste una regola univoca.
Io una volta ho fatto un concorso il cui bando richiedeva, oltre alle solite materie giuridiche, in fondo a tutto, «teorie e tecniche della comunicazione», o una cosa del genere. Mi presi un bel manuale di teorie delle comunicazioni di massa (il Melvin-DeFleur, il più famoso anche se un po' datato) e mi ripassai le principali teorie. Quel manuale riporta solamente le teorie di derivazione sociologica, psicologica (con particolare riferimento all'approccio cognitivista) e psico-sociale; quelle di tipo linguistico e filosofico (ivi comprese le teorie semiotiche) sono considerate teorie dei linguaggi, non teorie della comunicazione.
Quando andai a sostenere il concorso, nella prova scritta c'erano domande giuridiche, poi c'era una domanda di tecniche delle comunicazioni (veniva richiesto di redigere un piano di comunicazione integrata che comprendesse brand identity e coordinamento dell'identità visiva, se non ricordo male) e infine c'era la famosa domanda di teoria della comunicazione. Domanda per me incomprensibile, poiché mi chiedeva di illustrare la teoria di un certo autore che neanche ricordo chi fosse. Tuttavia dalla modalità in cui era formulata la domanda si comprendeva che aveva qualcosa a che fare con l'area delle scienze dell'educazione più che delle scienze della comunicazione; in effetti la pedagogia pure si è occupata di comunicazione, e la media education ha tutta una parte teorica. Comunque non risposi alla domanda; del resto non c'era l'obbligo di rispondere a tutte le domande, che erano appositamente concepite in sovrannumero rispetto al tempo a disposizione (mi pare fossero sei quesiti da sviluppare in tre ore, ma ciascun quesito era una vera e propria traccia entro la quale sviluppare un breve saggio, tipo tema scolastico; non erano cioè le classiche domande culturali a risposta sintetica). Al termine della prova, mi consultai con molti altri candidati e nessuno aveva saputo rispondere, ma l'unica che aveva intuito qualcosa mi disse che secondo lei si trattava di qualcosa di didattica. Siccome vinsi quel concorso (arrivai primo, dunque vi lascio immaginare gli altri candidati a che livello stavano :lol:), tempo dopo mi ritrovai come dirigente il presidente della commissione. Solo oggi mi sta venendo in mente che avrei potuto chiedere direttamente a lui lumi su quella domanda, ma, essendo lui laureato in Filosofia, posso immaginare da dove spuntava fuori.
In ogni caso, se qualcuno avesse proposto ricorso sindacando la coerenza tra quella domanda e gli àmbiti disciplinari indicati nel bando, secondo te avrebbe vinto? Ragionevolmente direi di no, poiché il sapere non va a compartimenti stagni.

Per le ragioni di cui sopra, la mia ragione è quella di prendere i programmi di insegnamenti universitari denominati "Metodi e tecniche del servizio sociale", "Teorie e modelli del servizio sociale", "Teorie e pratiche del servizio sociale" o denominazioni simili o comunque equivalente, analizzare un po' i relativi argomenti e studiare quelli, tanto dovrebbero essere cose che già sai e dunque dovrebbe trattarsi di un ripasso. Personalmente presterei attenzione agli insegnamenti che riportino le parole "pratiche", "tecniche" e "prassi", ma anche "teorie" (eventualmente declinata al singolare), perché la parola "metodi" può significare tutto e niente. Tali insegnamenti di solito sono afferenti ai settori scientifico-disciplinari SPS/04 (Scienza politica) e SPS/07 (Sociologia generale) e sono attivi presso qualsiasi struttura (dipartimento, scuola o, ove ancora esistente, facoltà) che abbia corsi di laurea afferenti alla classe L-39.

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