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Vi porgo gentilmente una curisità...
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Autore:  Nonnobisdomine [ mar, 07 apr 2009 - 5:48 pm ]
Oggetto del messaggio:  Vi porgo gentilmente una curisità...

Un ragazzo, figlio di genitori separati può chiedere l' affidamento ad una comunità o casa famiglia?
Se si, a chi si dovrebbe rivolgere? E quale deficenza dei genitori, dovrebbe essere dimostrata?
Grazie in anticipo per le risposte che mi darete...
Buona serata...

Autore:  KIARA87 [ ven, 24 apr 2009 - 2:52 pm ]
Oggetto del messaggio:  Re: Vi porgo gentilmente una curisità...

L INSERIMENTO avviene nel momento in cui si tratta di minori a rischio: figli di alcolisti, nei casi di abuso, maltrattamento, violenza. Nel caso di separati no, a meno che non sussistano situazioni drammatiche e lesive per la situazione esistenziale del minore. Sono generalmente i consultori che si occupano di questo.

Autore:  ugo.albano [ sab, 25 apr 2009 - 8:51 am ]
Oggetto del messaggio:  Re: Vi porgo gentilmente una curisità...

Ragazzi, per cortesia, siate precisi nel dare queste informazioni. Se non lo sapete, astenetevi!! Non fate fare bella figura agli assistenti sociali nel dare queste risposte sballate!!

Attenzione pure alle parole: l'affidamento è ad una famiglia affidataria o ad un Ente terzo (come il Comune). In casa-famiglia si fa l'inserimento.


Caro nonnobisdomine, è il codice civile che disciplina la questione. Il minore è soggetto alla potestà dei genitori, la quale può essere revocata o limitata dal Giudice.

Non si tratta del "minore che vuole andare chissà dove".....è il Giudice che dispone la collocazione fuori dalla famiglia per fondati motivi. E quindi i motivi sono essenziali e vanno verificati....

Se è il minore a volerlo, deve chiederlo al Giudice. Volendo si rivolge ai servizi sociali, i quali indagano e riferiscono al Giudice: è lui che decide.

Ci devono essere motivi gravi per collocare un minore fuori dalla famiglia. Il nostro Ordinamento va invece in senso contrario: sono le famiglie che devono essere aiutate a gestire i figli. Poi, va beh, è normale per un adolescente "andare contro la famiglia": se però gli si dà credito senza valutarne i motivi, ciò mi sembra deleterio e totalmente non professionale, lo dico come assistente sociale.

Poi ogni inserimento costa al Comune: non è che il minore và dove vuole, magari perchè la casa-famiglia lo vuole, e poi si batte cassa al Comune!!! Funziona al contrario: è il Comune che dispone l'inserimento, d'intesa col Giudice e quindi con un bel progetto in risposta ai bisogni specifici.

OK???

Ugo Albano

contatto diretto:
http://digilander.libero.it/ugo.albano

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