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PIANO ASSISTENZIALE PERSONALIZZATO
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Autore:  sim [ mar, 18 giu 2013 - 5:15 pm ]
Oggetto del messaggio:  PIANO ASSISTENZIALE PERSONALIZZATO

Qualcuno mi potrebbe dire per cortesia chi è chi programma il piano assistenziale per un anziano?

Grazie!!

Autore:  ugo.albano [ mer, 19 giu 2013 - 6:48 am ]
Oggetto del messaggio:  Re: PIANO ASSISTENZIALE PERSONALIZZATO

Nella mia pratica lo faccio io, ma l'opinione non è condivisa con i colleghi.

Ci sono pure prassi in cui il Piano Assistenziale è frutto di equipe, ma, per mia esperienza, prevalgono più le gerarchie lavorative che non i bisogni della persona............

Poi ognuno ha la sua teoria, ahimè,.....

Che cos'è un piano assistenziale per me? E' la disamina dei problemi specifici di una persona, una rassegna delle competenze residue (che vanno stimolate) e di quelle compromesse (che vanno esercitate a posto suo). Stabilito ciò, va scritto "nero su bianco" chi fa che cosa, come e ogni quando. Inoltre per ogni azione vanno individuati indicatori di efficacia.

Se restiamo sul solo livello dei bisogni primari, parliamo quindi delle ADL, per quelle compromesse l'esecuzione è demandata alle oossss, alla badante, al familiare o all'infermiere, a seconda di dove si è e con chi si è. L'assistente sociale in tutto ciò governa il PAI (o come altro si chiama...), lo struttura, chiarisce agli attore chje devono fare e (ogni tanto...) verifica che le azioni vengono esercitate, MAI dimenticando di verificare il gradimento del beneficiario, il quale dovrebbe (uso il condizionale) rientrare in un counseling continuo....

OK??

Saluti.

Autore:  sim [ mer, 19 giu 2013 - 8:39 am ]
Oggetto del messaggio:  Re: PIANO ASSISTENZIALE PERSONALIZZATO

ok si ho capito grazie :) tu hai detto anche che il piano assistenziale è frutto anche di un equipè ma quale cioè è compito dell'UVG o dell'ADI ideare il piano assistenziale? Questo non ho capito purtroppo..

Autore:  ugo.albano [ mer, 19 giu 2013 - 9:03 am ]
Oggetto del messaggio:  Re: PIANO ASSISTENZIALE PERSONALIZZATO

Io credo che tu debba avere un tuo modello di PAI in quanto assistente sociale. Ciò perchè nell'interlocuzione con gli altri dev'essere chiaro cosa fai.

Ti consiglio vivamente di farlo.

Se non lo fai, fai decidere le tue competenze agli altri. E questo è pericoloso, perchè ti verranno assegnati compiti residuali (le carte, le comunicazioni, prendere appuntamenti.....puro segretariato).

Io nelle valutazioni multidimensionali vado "armato" di baionetta ed eletto. Io porto un PAI già pronto, c oncordato e mediato, chiedo ai medici non il placet, bensì la LORO valutazione clinica.

Se io mi allargo su competenze mediche, loro mi bacchettano. Se però si permettono di toccare il PAI io li bastono.

Il problema è quello di trovarmi medici abituati a "assistenti sociali incompetenti", per cui il conflitto è facile. Ma il problema non è mio, è loro.

E' però pure un problema grosso come una casa quello di avere assistenti sociali che non si definiscono nel PAI e quindi si fanno definire dagli altri.

Non so se mi spiego. Sei tu a definire te stessa, le tue competenze ed i tuoi ambiti. Se sei chiara tu, almeno si sa cosa mediare. E sicuramente fai bella figura.

OK???

Autore:  Nazg [ mar, 25 giu 2013 - 3:46 pm ]
Oggetto del messaggio:  Re: PIANO ASSISTENZIALE PERSONALIZZATO

sim ha scritto:
o dell'ADI

siccome in base alla zona si usano abbreviazioni diverse mi puoi dire cosa vuol dire per te ADI?

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