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 Oggetto del messaggio: Una delle tante storie
MessaggioInviato: gio, 19 apr 2007 - 11:03 pm 
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Iscritto il: mar, 17 apr 2007 - 7:27 am
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Una delle tante storie.

Contesto:
Struttura residenziale psichiatrica

Storia:
Il signor tizio alla bell’età di 74 anni è accusato da un coinquilino di aver tentato di far esplodere il palazzo lasciando aperto il fornello del gas.
Colpevole o non (questo lo lasciamo decidere al magistrato) è arrestato e messo in carcere.
Una successiva perizia psichiatrica lo riconosca incapace di intendere e volere diagnosticandole una schizofrenia paranoie cronica (DSM-IV) Asse I F220 Disturbo delirante.
A causa della diagnosi psichiatrica il signor tizio è ricoverato in una struttura residenziale psichiatrica (in cui resterà sicuramente per il resto dei suoi giorni).

Ingresso in struttura:
Il Signor Tizio all’ingresso in struttura si presenta in condizioni psico-fisiche ottime, ha una buona autonomia nell’espletamento delle normali attività quotidiane, un’ottima abilità nei lavori manuali, una buona propensione al dialogo. Buone condizioni delle capacità cognitivo-attentiva, livello intellettivo nei limiti della norma. Nell’ideazione sono presenti nuclei deliranti ben strutturati di tipo persecutorio. Tali nuclei appaiono ormai cronicizzati e rari aggredibili dalla terapia farmacologia.
Stimolato dagli operatori il signor Tizio racconta la sua versione dei fatti, sostenendo la propria innocenza.

La versione del Signor Tizio:
Per molto tempo sono stato perseguitato dal figlio del Signor Caio (quel ragazzo era un tossicodipendente) che spesso e volentieri si introduceva nella mia abitazione e mi rubava soldi e oggetti che sicuramente rivendeva per comprarsi la droga.
La notte, e ogni volta che facevo il pieno alla mia moto con una pompa mi svuotava il serbatoio.
Una mattina dopo aver fatto colazione (forse mi sono dimenticato il fornello del gas acceso) sono andato a ritirare la pensione all’ufficio postale, quando sono rientrato ho trovato ad aspettarmi i carabinieri e i pompieri.
I carabinieri mi hanno portato via.

Permanenza in struttura:
Nel primo anno della sua permanenza il Signor Tizio si comporta in maniera impeccabile, stabilendo ottimi rapporti interpersonali sia con gli operatori che con gli altri ospiti residenti.
Le sue condizioni psico-fisiche appaiono buone anche se inizia a sentire gli effetti collaterali della terapia psico-farmacologica.

Rapporto con il personale:
Il Signor Tizio stabilisce un ottimo rapporto di fiducia reciproca in particolare con due operatori (OSS), che lo sostengono abitualmente in tutte le attività riabilitative.
Attraverso iniziative personali, non supportate da adeguato progetto socio-riabilitativo, gli operatori della struttura cercano di aiutare il Signor Tizio al meglio delle proprie capacità professionali.
I due operatori cercano di coinvolgere il signor Tizio in varie attività ricreative mirate all’inserimento attivo nel contesto locale d’appartenenza, il tutto però non supportato da una pianificazione e progettazione adeguata alle reali esigenze del signor Tizio.
In un primo momento il comportamento di Tizio, nei confronti degli operatori in questione, evidenzia una buona capacità relazionale che si mostra in atteggiamenti comportamentali non riferibili alla patologia psichiatrica diagnosticata all’ingrasso in struttura.


Rapporti con gli utenti della struttura:
Il Signor Tizio dopo un primo periodo di normale adattamento, stabilisce un buon rapporto con tutti gli utenti, si rende utile aiutando le persone con particolari problemi, si rende disponibile al dialogo durante i periodi di permanenza in struttura.
In particolare Tizio stabilisce un buon rapporto con X, utente più anziano che proviene da un “manicomio” chiuso anni a dietro.
Il Signor X soffre di una “Sindrome paranoie in forma persecutoria” (1), che le fa sostenere di essere stato raggirato e derubato di un ingente patrimonio (600 miliardi di vecchie lire) dagli operatori della struttura.
Il Signor X sostiene anche che gli operatori in passato abbiano cercato di “eliminarlo” per impossessarsi del restante patrimonio immobiliare.
I discorsi tra il signor Tizio e X vertono, la maggior parte delle volte, su questo aspetto persecutorio del delirio del Signor X.
Improvvisamente il signor X si ammala, dopo qualche mese, muore.

Il fatto:
Durante una delle tante attività socio-riabilitativa, il Signor Tizio decide di comprare un “gratta e vinci”, il gratta e vinci è grattato, con l’autorizzazione del signor Tizio, da uno dei due operatori che costatandone la perdita, dopo averlo fatto vedere al signor Tizio, lo strappa e lo cestina.
Dopo qualche settimana dall’accaduto il signor Tizio accusa i due operatori di truffa nei suoi confronti.
Il signor Tizio sostiene di essere stato raggirato dai due operatori, dichiarando che i due dopo aver grattato e buttato il biglietto lo avrebbero recuperato in un secondo momento riscuotendo così la vincita che ammontava ad 80 mila euro.
A supporto della sua tesi il signor Tizio sostiene di essersi accorto del raggiro dagli atteggiamenti amicanti e sostanzialmente fuori norma dei due operatori.
I due operatori cercano di far ragionare il signor Tizio spiegandogli come si siano veramente svolti i fatti, ma non ottengo che l’effetto contrario.
Durante le attività socio-riabilitative, nei mesi successivi, il signor Tizio non parla d’altro che dell’accaduto, minacciando di querelare i due.

L’evoluzione della storia:
Oggi il signor Tizio non parla più dell’accaduto, però si rifiuta di svolgere qualsiasi attività socio-riabilitativa, le sue condizioni psico-fisiche sono scadute improvvisamente, ha difficoltà nella deambulazione e nell’espletare le normali attività di vita quotidiana che prima svolgeva abitualmente.
Accusa spesso dolori addominali, capogiro, dispnea, secchezza alle fauci, rigidità articolare, ed altri sintomi vari (probabilmente sono gli effetti collaterali della terapia psico-farmacologica).
Il signor Tizio richiede spesso e volentieri l’intervento del medico e degli operatori.
Da accurate visite specialistiche si escludono cause biologiche ai continui malesseri del signor Tizio, si pensa che i malesseri siano causati da fattori psicosomatici.

Possibili interventi socio-riabilitativi:

Io mi sono fatto un’idea sul caso che in seguito esporrò.
Mi piacerebbe conoscere il vostro pensiero.

La storia è stata esposta a grandi linee e sicuramente necessita d’eventuali approfondimenti.
Non esitate a chiedere spiegazioni.

Proviamo a costruire insieme una possibile soluzione al problema del signor Tizio.
Grazie mille del vostro interessamento.


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MessaggioInviato: ven, 20 apr 2007 - 3:51 pm 
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Iscritto il: mar, 19 set 2006 - 7:49 pm
Messaggi: 6029
Località: Pordenone
Il signor Tizio deve aver sofferto proprio tanto della perdita del suo amico... :cry:

La terapia psico-farmacologica è necessaria? cioè raggiunge lo scopo desiderato? :?:

Io gli avrei lasciato il gratta e vinci anche se non era vincente :lol:

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Ash Nazg
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