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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Saper dire di NO: qualcosa da imparare
MessaggioInviato: gio, 18 nov 2010 - 4:48 pm 
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Iscritto il: mar, 19 set 2006 - 7:49 pm
Messaggi: 6099
Località: Pordenone
Carissimi colleghi,
quando avete valutato che l'intervento non era necessario, ma l'utente era insistente siete riusciti a dire di No?
quando avete valutato che l'intervento non era necessario, ma l'assessore vi ha detto di dare il contributo siete riusciti a dire No?
Quando vi hanno chiesto di fare di tutto di più in meno tempo possibile, siete riusciti a dire No?
Insomma: come siete riusciti a far valere il vostro punto di vista tecnico professionale?

_________________
Ash Nazg
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 Oggetto del messaggio: Re: Saper dire di NO: qualcosa da imparare
MessaggioInviato: gio, 18 nov 2010 - 5:58 pm 
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Iscritto il: ven, 04 mag 2007 - 10:22 am
Messaggi: 1731
Località: Forlì
Io si.

Io credo che dobbiamo considerare che la nostra valutazione può anche andare contro gli stakeholders in gioco (p.e. utente vuole soldi, assessore vuole darglieli). Dobbiamo pensare che è normale, anzi spesso succede.

Dov'è l'equilibrio? Nel fare il nostro pezzettino.

Se io nella mia relazione dico a e qualcun'altro dice b, va bene, l'esito sarà a o b a seconda del procedimento decisionale.

Quel che va evitato è che se io dico a e qualcun'altro vuole che io dico b, se io lo faccio commetto falso ideologico, il che è reato.

Il VERO PROBLEMA è che chi "dice" e non "fa", in verità NON HA POTERE sul procedimento. Anzi, commette abuso d'ufficio (e pure questo è reato).

La difficoltà che io osservo spesso nelle colleghe è la bassa capacità a gestire la c.d. "dissonanza cognitiva". Cioè, stare nel mezzo del conflitto è normale, ma io DEVO starci e prendermi le responsabilità. E' invece più comodo (anche se è reato) dire "si signore".

Non è una questione "da spigolosi", bensì una questione etica, nonchè legale. Noi dobbiamo obbedienza al Diritto, alla Legalità e alla Giustizia. Noi non dobbiamo obbedienza al "consenso politico locale", tantopiù se ci viene imposto l'assistenzialismo ed il clientelismo.

Ancorpiù se, oltre ad essere assistenti sociali, siamo cristiani (ed io so che tu lo sei, come me). Anche Nostro Signore ha detto dei no e gli hanno fatto fare la fine che sappiamo. Sappiamo quindi portare la nostra croce nell'affermare la giustizia e, in fin dei conti, l'uso del denaro pubblico per chi davvero ha bisogno.

Uh, Marianna, forse sono uscito fuori tema...........................

_________________
Ugo Albano

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CONTATTO DIRETTO:
http://digilander.libero.it/ugo.albano


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 Oggetto del messaggio: Re: Saper dire di NO: qualcosa da imparare
MessaggioInviato: gio, 18 nov 2010 - 8:09 pm 
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Dotto
Dotto

Iscritto il: ven, 06 ott 2006 - 4:03 pm
Messaggi: 459
Io anche si, condivido la posizione di Ugo, ma direi anche qualcosa in più. Noi abbiamo un compito di mediazione che non è solo rivolto all'utenza ma anche all'organizzazione nella quale operiamo, dobbiamo essere in grado di motivare adeguatamente il nostro no. Quando ho iniziato a fare questo lavoro mi sono data una regola che dopo tanti anni cerco ancora di rispettare sempre: io sono sempre chiarissima con l'utenza, spiego sempre molto dettagliatamente quello che si può o non si può fare, dico sempre a fronte di una richiesta quale è la mia valutazione e perché, non ho paura di esplicitare che la mia posizione sarà per il no, e mi sono resa conto che è un comportamento che paga. Loro sanno che non racconto fregnacce, che li rispetto, ma comprendono anche che ci sono delle regole e dei limiti. Un po' più difficile è farlo capire agli amministratori che spesso non hanno neppure gli strumenti cognitivi per comprendere. Io ci provo comunque sempre a farmi capire, a convincere, a trovare un punto di incontro (e devo dire che dove lavoro ora sono assolutamente fantastici da questo punto di vista) ma se non si cava un ragno dal buco io faccio la mia relazione con la mia proposta (negativa) dopo di che affari loro


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 Oggetto del messaggio: Re: Saper dire di NO: qualcosa da imparare
MessaggioInviato: gio, 20 gen 2011 - 5:36 pm 
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Baby Utente
Baby Utente

Iscritto il: mer, 12 nov 2008 - 9:28 pm
Messaggi: 24
Sì, sono riuscita a dire No.

Mi unisco a Monica, nel riportare la mia esperienza, quando scrive che risponde all'utente in modo chiaro è completo. E' sempre stata la mia politica (soprattutto nell'esperienza comunale), per correttezza nei loro confronti e per tentare di portarli verso una conoscenza del sistema in cui stavano entrando. Questo mi ha aiutata a dire No quando era necessario, pur a volte a denti stretti.

Dire No può scalfire il senso di "onnipotenza" (ho visto una recente discussione) di un operatore. Il No infatti pone un limite fisico. Più di quel punto non posso o non devo andare.

Ho visto colleghi dire "No, non ci sto" quando non era l'Assessore ma il Sindaco (!!!) a voler erogare un contributo con motivi non condivisi dall'a.s. Li ho ammirati.

Riconosco che delle volte ho assunto la posizione di un No rigido, entrando in conflitto con l'utente. In quel caso me ne sono resa conto e ho ricalibrato i miei colloqui. Perché in effetti anche il No può dare all'operatore un senso di "potere" che può provocare danni.

Ciao


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 Oggetto del messaggio: Re: Saper dire di NO: qualcosa da imparare
MessaggioInviato: mar, 25 gen 2011 - 8:30 am 
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Novizio
Novizio

Iscritto il: mar, 24 nov 2009 - 8:48 pm
Messaggi: 108
Dato per assodato che dietro ad ogni richiesta c'è un mancanza (bisogno/disagio), il problema non è tanto saper dire di no alla richiesta, quanto comprendere il problema sotteso e ipotizzare una risposta più coerente. Se il "no= nulla" trova resistenze nell'utente/collega/amministratore il "no=qualcos'altro" trova una diversa accoglienza perchè significa "io mi faccio cominque carico del problema". Ovviamente l'accettazione di una diversa soluzione dipende anche dalla nostra capacità di argomentare e di spiegare la nostra visione del problema e far comprendere l'utilità e il vantaggio di una diversa risposta.


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