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 Oggetto del messaggio: Puntata de "LE IENE": presi in causa colleghi toscani
MessaggioInviato: lun, 29 apr 2013 - 1:55 pm 
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Servizio shock delle Iene, ieri sera, sulla Comunità di accoglienza "Il Frutteto" di Mugello.
Presi in causa anche gli Assistenti Sociali del Comune, ovviamente, perchè non hanno saputo cogliere la reale condizione dei minori affidati.

Non so, io non riesco a farmi una ragione che dei colleghi abbiano agito in maniera così leggera. Voglio dare loro una possibilità, voglio credere che ci siano delle ragioni che "i più" non riescono a vedere.

Dite la vostra, se avete visto il servizio e vi siete fatti un'idea. Ma vi prego di evitare la gogna pubblica.

_________________
...perchè nei sogni entriamo in un mondo che è interamente nostro. Lasciamo che navighi nell'oceano più profondo, o che si liberi al di là delle nuvole.


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 Oggetto del messaggio: Re: Puntata de "LE IENE": presi in causa colleghi toscani
MessaggioInviato: lun, 29 apr 2013 - 2:43 pm 
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Cara collega, ti rispondo con il cuore, essendo una ex collega tra l'altro toscana. Preciso che non ho mai lavorato con quella comunitá e, stranamente, nei 12 anni che ho lavorato in trincea con molte situazioni di minori che spesso avevano necessitá di un collocamento di quel tipo, ho sempre sentito parlarne, dalle colleghe piú anziane, in termini analoghi: "Eh, sarebbe adatta quella comunitá, ma purtroppo, entrare lí é piú difficile che vincere un concorso.... Sai per quel minore X, ho fatto loro il filo per dei mesi, ci ho provato e riprovato, ma sempre mi hanno detto di no...". Insomma, una specie di "Isola che non c'e'", ideale e perfetta ma impossibile da raggiungere, per cui io personalmente mi ero creata il mio giro piú "umano" e reale di disponibilitá all'accoglienza. Anche se devo dire, negli ultimi anni, con i bilanci in caduta libera, l'inserimento in comunitá proprio non lo consideravamo piú.... qualora non fosse possibile l'affido eterofamiliare, o si inventavano cose tipo una accoglienza diurna, un progetto di sostegno alla genitorialitá, un collocamento protetto "leggero", insomma qualsiasi cosa che si potesse in qualche modo giustificare con una cifra pari o inferiore alle 400 euro dell'affido.... O l'intervento non si faceva proprio.... Suona brutto, ma a volte abbiamo detto al Tribunale che non avevamo proprio le risorse (sí, anche se i media ci dipingono come quelli che si divertono a sottrarre minori alle famiglie, io PREGAVO che non mi arrivasse un decreto di allontanamento perché sapevo che poi i responsabili mi avrebbero fatto un sacco di storie....).
Premesso questo, io credo che una autocritica come categoria ce la dobbiamo fare, e non parlo del solito argomento trito e ritrito dei "colleghi che si fanno un mazzo cosí" e altri che "scaldano la sedia". Avendo lavorato sul campo 12 anni, il mio vissuto era che fossimo una categoria che, in quanto debole (debole per formazione, globalmente carente; debole per inquadramento contrattuale, penoso....) si ottunde con le prassi. Non so spiegarmi meglio, forse. É come il calzolaio, che ti dice: io sono ignorante, non ho un titolo di studio, MA ho portato all'estremo la mia perizia nel fare questo rammendo e se non ti piace, vai da un altro calzolaio o comprati le scarpe nuove, ma un rammendo cosí ti posso assicurare che é perfetto. Ecco, questo lo vedo nella nostra categoria. Molte altre categorie professionali con le quali spesso ci confrontiamo, cito i medici e gli psicologi, hanno un limite di arroganza anche maggiore, peró la cosa diversa é che loro si basano sul tecnicismo portato all'estremo e quindi ti citeranno 20000 studi e manuali che dimostrano che il loro lavoro é fatto bene bla bla bla (magari poi quegli studi sono metodologicamente scorretti, peró sono stati pubblicati... misteri dell'etica professionale). Noi invece cosa rispondiamo alla domanda del perché abbiamo fatto una valutazione di un certo tipo? Perché.... SÍ (risposta tautologica e autoreferenziale). Cosí, non mi fa fatica immaginare che i colleghi per anni abbiano seguito una prassi perché si faceva cosí, magari loro pure ne dubitavano, ma per esperienza personale, l'ultima sbarbatella assistente sociale di 24 anni che arriva tra i mammuth, se si prova a dire che "forse il Re é nudo", viene letteralmente MOBBIZZATA in quanto non degna di contraddire le sacre prassi basate sul... nulla. Sul fatto che magari si faceva cosí tre colleghe fa, tutto qui.
Poi c'e' un'altra cosa da considerare. Non voglio dire che i colleghi sapessero e non parlassero, questo onestamente non lo voglio pensare. Ma ci sono a volte delle sensazioni, quel certo non so che, chiamiamolo "vissuto", che a volte non ti fa quadrare le cose. Il fatto é che un operatore dovrebbe essere un minimo addestrato (diciamo cosí, il termine sarebbe "training") a lavorare con le sue sensazioni. Altrimenti, le tue sensazioni diventano qualcosa di desbordante che o ti fa fuggire, o ti fa comprensibilmente mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi. E non puó essere altrimenti, é in gioco la tua salute mentale e il tuo lavoro pagato 1200 euro al mese come il messo comunale, non la vale. Non so se rendo l'idea. Non é un discorso che tutti gli assistenti sociali devono fare psicoterapia (cosa che, personalmente, trovo auspicabile per tutti ma in special modo per chi lavora con le persone e si trova a operare con sentimenti, tragedie, dolore), ma che ci deve essere l'insegnamento alla manutenzione dello strumento principe del nostro lavoro: noi stessi!


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 Oggetto del messaggio: Re: Puntata de "LE IENE": presi in causa colleghi toscani
MessaggioInviato: lun, 29 apr 2013 - 5:43 pm 
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E' stato un servizio molto forte. Mi ha lasciato perplesso.
A ruota libera queste sono le mie riflessioni:
1. Mi sono interrogato su chi avrebbe dovuto sapere che il "responsabile" della struttura era una persona già condannata per maltrattamenti.
Mi sono risposto che effettivamente io come ass. sociale non avrei potuto avere questa informazione. Mica noi abbiamo accesso al casellario giudiziale! O sbaglio? Forse su questo avrebbe potuto essere informato chi ha dato le concessioni o gli accreditamenti vari, sempre che vi fossero.
2. Altra cosa è saper leggere i segnali di disagio che un minore sta vivendo. Effettivamente non so se potesse essere così facile capire e "leggere" quello che si viveva all'interno.
3. Altra cosa ancora è non aver "raccolto" determinate rivelazioni che uno dei minori sostiene di aver fatto. Su questo non so proprio che dire...
4. Da ultimo, se lì dentro ci sono ancora minori in affidamento, credo che dopo tutto quanto è accaduto siano anche scattate delle indagini da parte della Procura. Quest'utlima con gli strumenti che ha a disposizione dovrebbe essere in grado di raccogliere elementi tali, se vi sono, per tenere in libertà quelle persone o sottoporle a misure restrittive della liberta!


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 Oggetto del messaggio: Re: Puntata de "LE IENE": presi in causa colleghi toscani
MessaggioInviato: lun, 29 apr 2013 - 7:12 pm 
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sapete qual'è il link del servizio delle iene?

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 Oggetto del messaggio: Re: Puntata de "LE IENE": presi in causa colleghi toscani
MessaggioInviato: lun, 29 apr 2013 - 7:30 pm 
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E' strano, sul sito non mi appare il video di questo servizio. Forse qualcuno ha fatto problemi per metterlo in streaming?


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 Oggetto del messaggio: Re: Puntata de "LE IENE": presi in causa colleghi toscani
MessaggioInviato: lun, 29 apr 2013 - 7:38 pm 
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http://www.lanazione.it/firenze/cronaca ... uali.shtml
io ho trovato questo, ma non c'è il video.

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 Oggetto del messaggio: Re: Puntata de "LE IENE": presi in causa colleghi toscani
MessaggioInviato: lun, 29 apr 2013 - 9:08 pm 
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http://www.video.mediaset.it/video/iene ... abusi.html

dovrebbe essere questo....
l'ho visto tutto e sono rimasta sconvolta...

spero solo che questa storia serva a tanti colleghi a riflettere sul loro operato per poter veramente tutelare tanti bambini...

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 Oggetto del messaggio: Re: Puntata de "LE IENE": presi in causa colleghi toscani
MessaggioInviato: lun, 29 apr 2013 - 10:39 pm 
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Ho appena terminato di vedere il filmato... oltre lo strazio di sentire vissuti tanto drammatici resta il rammarico di colleghe che ne documentano il lavoro di verifica (se c'è stato...) e tantomeno portano una riflessione ...


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 Oggetto del messaggio: Re: Puntata de "LE IENE": presi in causa colleghi toscani
MessaggioInviato: mar, 07 mag 2013 - 2:56 pm 
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Comunicato stampa del 06 maggio 2013

Il Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Assistenti Sociali sulla vicenda del Forteto

Il Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Assistenti Sociali, in seguito ai servizi di Pablo Trincia sul Forteto, trasmessi da Le Iene, su Italia 1, domenica 28 aprile e domenica 5 maggio 2013, preoccupato dalla gravità di quanto raccontato, vuole prendere le distanze da chi, in merito alle situazioni accadute nella Comunità, non ha svolto correttamente il proprio compito di vigilanza a tutela dei minori affidati.

“I fatti che stanno emergendo al Forteto sono inquietanti - dichiara Edda Samory, presidente nazionale dell'Ordine degli Assistenti Sociali. Preoccupa il dover riscontrare che per anni decine di minori sono stati affidati ai membri della Comunità “Il Forteto” che ha continuato ad esistere e operare come struttura di accoglienza per i minori con difficoltà familiari nonostante le denunce di cui è stata oggetto già da anni. Chi ha sbagliato deve pagare, per ridare un minimo di giustizia a chi ha subito un torto e, aggiungerei, un po’ di credibilità alle Istituzioni.

Come Ordine ci teniamo a precisare che la signora che appare nel programma Le Iene, presentata come Responsabile dei Servizi alla Persona del Comune di Vicchio, non è un’Assistente Sociale. Questo comunque non ci esime dall’appurare se gli Assistenti Sociali coinvolti hanno svolto al meglio il loro lavoro.

Può sembrare un paradosso che una Professione costantemente esposta a giudizi sommari e negativi dai media si senta di ringraziare Pablo Trincia e Le Iene – continua Samory - per avere fatto emergere la gravità di questi fatti che non sono degni di un Paese civile.

Chiediamo pertanto che venga letto con la massima attenzione quanto esposto dal documento del Consiglio Regionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Toscana che evidenzia in modo puntuale quanto la professione ha fatto ed è tenuta a fare.”

Come Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali diamo la nostra massima disponibilità a collaborare con le Autorità competenti, a sostegno in primo luogo dei minori, ma anche degli Assistenti Sociali che giorno dopo giorno svolgono il loro lavoro con coscienza e responsabilità.



Roma, 6 maggio 2013

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 Oggetto del messaggio: Re: Puntata de "LE IENE": presi in causa colleghi toscani
MessaggioInviato: lun, 13 mag 2013 - 7:27 pm 
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Iscritto il: dom, 01 mag 2011 - 12:12 pm
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Salve ragazzi. ero curioso di vedere il servizio delle iene, volevo chiedervi dall'estero non si vede c'è mica qualche link dove posso vederlo senza ncessariamente entrare nel sito di mediaset?

poi volevo solo spendere una parolina un pò polemica, in merito alle comunicazioni dell'ordine nazionale e regionale che scrivono molte frasi..ne cito alcune che mi hanno sinceramente lasciato l'amaro in bocca. poi magari qualcuno puà aiutarmi a capire....

"I fatti emersi, se confermati, sono terribili e siamo fiduciosi nell'operato della magistratura,per chiarire eventuali inadempienze"
Ci teniamo, inoltre a far notare che spesso gli Assistenti Sociali da parte dei mass media,sono additati come i principali colpevoli quando, in situazioni simili,si evidenzia una trascuratezza delle istituzioni nel compiere i loro doveri."
si parla di reatà complessa e professionalità molteplici. e si legge: "Per quanto da noi conosciuto il forteto è una cooperativa agricola, una fondazione e un’ associazione, ma non una comunità destinata per legge all’accoglienza di minori e non rientra quindi nelle fattispecie previste dalla normativa nazionale e regionale, per le quali è prevista l' attività di vigilanza attuata da una commissione deputata a questo.."


e poi ancora: "....Un affidamento di un minore a un singolo o a una coppia è disposto dal Servizio Sociale ma deve essere autorizzato dall’Autorità Giudiziaria;

e ultima..."Gli Assistenti Sociali sono quindi coinvolti su i singoli casi e ogni minore ha un suo Assistente
Sociale di riferimento"

in ultimo finalmente si fa un accenno al lavoro d'equipe.

ora io esprimo una opinione da esterno, senza molti documenti a supporto, ma ciò non toglie che uno non si possa fare un'idea dopo un episodio cosi grave.
mi chiedo visto e considerato la tragicità, la gravità della situazione, che non solo non è da paese civile, ma peggio, per non dire altro. segnalatico dello stato di superficialità in cui vive la professione.

mi stavo chiedendo non è stato fatto un singolo accenno da parte dell'ordine regionale e nazionale sul sistema organizzativo che ha la responsabilità di creare le premesse della presa in carico, del controllo e dalla valutazione degli interventi.
non è stato fatto un singolo accenno al fatto che forse gli A.S anche spesso non coinvolti direttamente nelle decisioni finali, hanno la responsabilità di mettere al centro il minore non solo lavorando sul singolo caso ma lavorando sul territorio sulle organizzazioni a livello regionale e nazionale.

non è stato fatto un singolo accenno a come sia possibile che l'equipe non esistano non funzionino, e che forse c'è un mancato collegamento di prassi e di comunicazione tra magistratura e servizi sociali, dandone quasi la responsabilità all'autorità giudiziaria che ora deve fare luce.

si dice da metodologia professionale che questi casi complessi devono essere seguiti da equipe multidisciplinari però quando ci sono errori, l'ordine regionale parla di "assistenti sociali" e istituzioni complesse e non di equipe e di programmazioni politico sociale degli interventi.

ma perchè l'assistente sociale è fuori dall'equipe???è fuori dalle istituzioni e dal territorio?
ma la comunicazione organizzativa tra i vari livelli?

mi stavo chiedendo poi, ma se non c'è stata la "preziosa collaborazione" con medici, pedagogisti e psicologi a cosa li aprono a fare i corsi di laurea magistrale con esami come "integrazione sociosanitaria"?

leggendo i due comunicati avverto un senso di non presa di posizione, una senso di "scusate siamo impotenti", un senso come se le cose cadono addosso e ..tutti si chiedono boooh.. e come mai?ma soprattutto da dove iniziamo a capire?
e poi...aspettiamo che la magistratura faccia le sue indagini??e noi?

proteggere i diritti dei bambini è il nostro ruolo...e non significa "gli AS sono coinvolti sui singoli casi.." questo è servizio sociale anni 70.
gli AS sono coinvolti nell'organizzazione socio-politica-professionale che ruota attorno ai minori dalle leggi, alle comunicazioni con la magistratura, al funzionamento dell'equipe, al ruolo dei servizi e dell'accreditamento, al territorio.

non ci sono categorie separate di funzionamento o di ruoli o di prassi.
la tutela ai minori è un processo, cosi come tutto il lavoro dell' AS.
non una procedura!
se da decenni avvengono questi episodi l'ordine dovrebbe ribaltare tutto il sistema socioassistenziale in materia di tutela e affidamento, con ripercussioni anche a livello nazionale e parlamentare.

questi fatti secondo me capitano per essere letti, per farsi domande. ma a me sembra che si subiscono gli errori e non si costruisce da essi.


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 Oggetto del messaggio: Re: Puntata de "LE IENE": presi in causa colleghi toscani
MessaggioInviato: mar, 14 mag 2013 - 5:45 am 
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Iscritto il: sab, 16 gen 2010 - 9:32 pm
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Esatto, Davide. Complimenti per l'analisi. Invito i colleghi di questo Forum a non sminuire questo vissuto dicendo che "la vita é bella e il nostro lavoro lo é di piú". No, signori. Io ho lavorato 12 anni in trincea e ho sperimentato sulla mia pelle queste dinamiche: la termenda solitudine dell'operatore di fronte al sistema. A parole, tutti parlano di collaborazione e di sistema; a fatti, quando sbagli, sbagli TU, nome e cognome, che "avresti dovuto sapere". Lo psicologo non sbaglia mai, eppure lui sí studia la diagnosi psicologica e lui sí DEVE sapere. Ma guardacaso, la colpa é sempre dell'assistente sociale perché, ti dicono, la presa in carico dell'intero intervento socio-assistenziale é nostra.
Come tu dici Davide, stiamo parlando di un modello anni 70, il casework, importato da un sistema totalmente diverso dal nostro e ormai caduto in disuso in tutto il mondo. Ma ancora nei servizi si ha questa visione dell'assistente sociale alla scrivania, con il computer e il telefono, che, chissá come (questa sí sarebbe sciamaneria....) DEVE leggere e interpretare i segnali di disagio dei suoi "assistiti", tra un progetto della Regione e una commissione assistenza, tra un modulo di attivazione SAD e un corso di formazione sull'intervento amministrativo....


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 Oggetto del messaggio: Re: Puntata de "LE IENE": presi in causa colleghi toscani
MessaggioInviato: mer, 15 mag 2013 - 8:58 am 
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Iscritto il: lun, 25 feb 2013 - 4:09 pm
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Ho visto il servizio in tv.....posso solo dire che ci sono delle indagini in corso e sono fiduciosa nella magistratura.
Da telespettatore pero' l'assistente sociale (anche se l'Ordine ha chiarito che non e' a.s.) non ci ha fatto una bella figura....anche il Sindaco.....non so.....mi ha dato l'idea che non la stimasse....boh....non so se l'avete notato....l'ha zittita come fosse una deficiente.... :roll:


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