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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: presa in carico minore psicoterapia e patria potestà
MessaggioInviato: mar, 12 feb 2013 - 6:24 pm 
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Dormiente
Dormiente

Iscritto il: mar, 12 feb 2013 - 5:46 pm
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Ciao a tutti! Sono uno psicologo psicoterapeuta e vorrei chiedervi informazioni relativamente alla patria postestà e la presa in carico di minore per psicoterapia. Oggi a colloquio ho visto una madre straniera che vorrebbe che prendessi in carico la figlia di 14 anni, durante il colloquio la signora mi riferisce che sono i servizi sociali che hanno la tutela della ragazza.
A dire il vero il genitore non ha saputo spiegarmi se trattasi di vigilanza su minore a rischio, affidamento ai servizi sociali o tutela e io voglio essere ben sicuro di come procedere rispetto ai servizi sociali del comune interessato (anche perché per vedere la ragazza serve il consenso informato di chi esercità la patria potestà). Se ho ben capito i servizi sociali non possono avere la tutela di un minore ma possono vigilare sull'osservanza delle condizioni che il tribunale ha stabilito. Restano la vigilanza su minore a rischio e affidamento ai servizi sociali; in questi casi la patria potesta è sempre del genitore ed è a lui che posso chiedere il consenso informato per la psicoterapia del figlio? Oppure bisogna che contatti anche l'assistente sociale - previa comunicazione al genitore - già fin da subito per l'ottenimento dell'autorizzazione di vedere la minore?
Ringrazio in anticipo chiunque mi risponda..

Cristian


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 Oggetto del messaggio: Re: presa in carico minore psicoterapia e patria potestà
MessaggioInviato: mer, 13 feb 2013 - 12:04 pm 
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Dotto
Dotto

Iscritto il: ven, 06 ott 2006 - 4:03 pm
Messaggi: 459
Se la minore è affidata alla madre mi parrebbe strano un provvedimento della decadenza della potestà genitoriale francamente, molto più probabile che ci sia un affidamento all'ente per sostegno e controllo. Altrettanto strano è che la madre non sappia in cosa consiste la "tutela del servizio sociale", io mi farei portare copia del provvedimento che le è stato notificato per dirimere ogni dubbio. Se c'è stato provvedimento lei ne ha copia.


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 Oggetto del messaggio: Re: presa in carico minore psicoterapia e patria potestà
MessaggioInviato: mer, 13 feb 2013 - 6:07 pm 
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Apprendista
Apprendista

Iscritto il: dom, 01 mag 2011 - 12:12 pm
Messaggi: 53
scusate, posso fare un intervento/domanda.cosi mi chiarisco eventuali dubbi anche io e si capisce meglio anche come collaborare in questi casi.

io credo che appunto ci sia qualcosa di anomalo, come ricordava Monica tra decadenza patria potestà e affidamento alla madre.

il provvidemento decreto del tribunale è il documento più importante.

contiene le prescrizioni e le modalità con cui intervenire nel programma di assistenza che monitorato dai servizi sociali che hanno l'obbligo di tenere il giudice informato su come si intende svolgere il programma su come si sta svolgendo e anche su eventuali consulenze di tecnici esterni in questo caso l'intervento psicoterapeutico.
questi interventi dovrebbere comunque essere contenuti nel provvedimento eventualmente.
poi, esprimo un parere ma non so se dico giusto, non ho esperienza lavorativa a riguardo, direi che l'aut aut che pone lei non sia esattamente coerente con un dialogo interdisciplinare.

aldilà del discorso legato al provvedimento è sempre buona prassi contattare e spiegare, ripeto, soprattutto nel caso che il programma di assistenza sia attributo ai servizi sociali,come e quando si colloca nel programma di presa in carico psico-sociale l'intervento di un altro professionista che in questo caso attiva un dialogo di collaborazione per un intervento specifico e non una consulenza separata dal programma di assistenza.

inoltre attenzione. perchè ci sono casi in cui il minore abbia diritto ad un audizione, qualora ovviamente l'intervento non vada contro i suoi interessi fondamentali. quindi agire anche con la partecipazione del minore prima di decidere contibuti tecnici aggiuntivi.

non so, lascio la parola a qualche altro contributo esperto.


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 Oggetto del messaggio: Re: presa in carico minore psicoterapia e patria potestà
MessaggioInviato: mer, 13 feb 2013 - 9:47 pm 
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Dormiente
Dormiente

Iscritto il: mar, 12 feb 2013 - 5:46 pm
Messaggi: 4
Grazie per le risposte, la signora e la figlia mi sono state inviate da una collega del SerD presso il quale la madre è in "trattamento", anche se sembra che non abbia alcun problema con le sostanze... domani provo a chiedere a questa collega. Forse è il caso che chieda anche copia del provvedimento del giudice perché la madre mi ha chiesto di redigere relazione da portare in tribunale.
Cristian


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 Oggetto del messaggio: Re: presa in carico minore psicoterapia e patria potestà
MessaggioInviato: gio, 14 feb 2013 - 8:29 am 
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Dormiente
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Iscritto il: mar, 12 feb 2013 - 5:46 pm
Messaggi: 4
A Davide:

non c'è alcun aut aut, altrimenti non sarei qui. Sicuramente mi metterò in contatto anche coi servizi sociali del comune, mi sono già fatto dare il nome dell'assistente sociale dalla madre. Volevo chiederti anche cosa intendi per "audizione".
Grazie.

Cristian


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 Oggetto del messaggio: Re: presa in carico minore psicoterapia e patria potestà
MessaggioInviato: gio, 14 feb 2013 - 12:02 pm 
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Apprendista
Apprendista

Iscritto il: dom, 01 mag 2011 - 12:12 pm
Messaggi: 53
no mi scusi, mi sono spiegato ed espresso anche male, ieri stavo scrivendo in viaggio su un treno e internet non aiuta.
no all'aut aut nel senso che intendevo dire che mi sembra un caso in cui sia necessaria la collaborazione interdisciplinare.

per cui aldilà della prassi formale dei contatti, aldilà della conoscenza specifica del provvedimento del tribunale, per cui si dovrebbe fare riferimento ai servizi sociali che controllano il provvedimento,e aldilà della documentazione precis di tutti questi contatti,
non si dovrebbe anche sentire il parere del minore sull'intervento di assistenza, se è un soggetto con capacità di discernimento?
audizione in questo senso.
magari non formale come avviene in ambito giudiziario nei procedimenti penali, ma comunque importante per il contributo che se ne può trarre in chiave multidisciplinare e per dare elementi e chiave di lettura maggiori a tutti. a lei,ai giudici e ai servizi sociali. perlomeno se io stessi lavorando su un caso simile avrei chiesto un incontro con tutti.

poi ripeto le mie sono domande a mò di chiaccherata, perchè non conosco la prassi ma sono incuriosito.


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 Oggetto del messaggio: Re: presa in carico minore psicoterapia e patria potestà
MessaggioInviato: gio, 14 feb 2013 - 1:40 pm 
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Dormiente
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Iscritto il: mar, 12 feb 2013 - 5:46 pm
Messaggi: 4
Sì, al prossimo colloquio vedrò tutti i membri della famiglia ovvero la madre e le figlie. Purtroppo il padre si è suicidato e a seguito anche di questo evento (in genere piove sul bagnato) la figlia più piccola ha iniziato a stare male. Ritengo importante lavorare in rete con tutti coloro che stanno fornendo sostegno alla famiglia e alla ragazza. Quello che mi preme è l'aspetto burocratico e formale su cui mi sento meno sicuro, ci sono troppe leggi e questo genera confusione.


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 Oggetto del messaggio: Re: presa in carico minore psicoterapia e patria potestà
MessaggioInviato: gio, 14 feb 2013 - 1:57 pm 
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Iscritto il: sab, 16 gen 2010 - 9:32 pm
Messaggi: 252
Salve a tutti, indubbiamente bisogna prendere contatti con il servizio sociale e visionare insieme il decreto del Tribunale per capire come muoversi. Poi, vi dico che il famoso "affidamento al servizio sociale" (di cui probabilmente si tratta in questo caso) non é un affidamento vero e proprio. É un provvedimento LIMITATIVO della potestá genitoriale ai sensi dell'articolo 333 del codice civile, ma il genitore esercita comunque la potestá, per lo meno in parte. In realtá, l'affidamento al servizio sociale non é molto divreso dalla prescrizione al servizio sociale di "vigilare sulla situazione". Lo dico perché a volte alcuni colleghi hanno pensato che essendo il Servizio "affidatario" avesse poteri molto ampi, mentre non é cosí. Faccio un esempio: mettiamo il caso che la ragazza sia collocata presso la mamma ma affidata al servizio sociale (é solo una ipotesi, fino a che non si legge il decreto non si puó sapere...) e si debba fare la scelta della scuola superiore. Chi firma é la mamma, sebbene debba concordare la decisione con i servizi. Mettiamo il caso che la ragazza abbia una attestazione di handicap: chi va al PDF in qualitá di ·genitore é la mamma, non l'assistente sociale. Per l'intervento dello psicologo, la mamma deve essere al corrente. Se per ipotesi la mamma non fosse d'accordo che la figlia parlasse con lo psicologo ma l'assistente sociale ritenesse che é indispensabile, l'assistente sociale non puó forzare il colloquio ma deve rivolgersi al Tribunale e chiedere che, eventualmente, sia questi a dirimere la questione. Per la questione se la ragazza ha diritto di decidere se parlare con lo psicologo o no: la legge dice che a 12 anni il minore deve essere "sentito" nel corso di un procedimento giudiziario che lo riguarda e, se il giudice lo ritiene opportuno, anche prima dei 12 anni. Per le questioni di altro tipo (esempio: fare una psicoterapia) il minore puó sí essere sentito informalmente da qualsiasi operatore con il consenso del genitore o tutore, ma non é che poi la sua decisione é vincolante. Certo, c'e' da dire che informare il minore e parlare con il minore é sempre auspicabile e positivo, quanto meno per mostrargli attenzione; e c'e' anche da dire che non so quanto una psicoterapia o comunque un sostegno psicologico che il minore si rifiuta di portare a termine sia effettivo.... Se non ne vuole sapere, se ne sta a bocca chiusa e ciao.... quindi in questi casi, con ragazzi di questa etá, la cosa perfetta sarebbe se la richiesta venisse da un'esigenza del soggetto o perlomeno che l'assistente sociale, lo psicologo, l'educatore o chi ci lavora provasse a "lavorare" per costruire un contesto collaborativo. Quindi per esempio, non "da domani vai dal dottor X a fare terapia perché cosí é bene per te", ma con molta pazienza provare a fargli capire quanto sarebbe importante costruire un rapporto con uno specialista che lo puó aiutare in relazione a una serie di cose che sicuramente sono carenti nella sua vita (l'aggancio puó essere una difficoltá a scuola, o nella relazione con la madre, il rapporto con l'altro sesso...). Poi essendo la ragazza straniera si apre un mondo relativo a verificare a che punto é dell'inserimento nel Paese, se si é integrata, se ci sono delle criticitá culturali ecc. ecc.
Spero di non aver confuso le idee....


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 Oggetto del messaggio: Re: presa in carico minore psicoterapia e patria potestà
MessaggioInviato: gio, 14 feb 2013 - 3:18 pm 
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Iscritto il: dom, 01 mag 2011 - 12:12 pm
Messaggi: 53
grazie pallaspina, a me hai fatto ordine :) ah ecco, quindi 12 anni. e anche prima eventualmente.
si conferma praticamente la centralità del provvedimento del tribunale per tutti.

certo vista l'importanza di un simile documento, chiedo, come appunto sostiene Cristian con quanta flessibilità la giustizia segue gli interventi psico-sociali? cioè quanto la burocrazia/tribunale agisce in maniera riparativa rispetto invece ad un autonomia professionale che deve necessariamente essere flessibile?
per questo io sarei un sostenitore dell'assoluta centralità del minore in questo caso, priorità dell'intervento poi da allargare in chiave sistemica. considerato anche i fatti avvenuti nella vita familiare e il contatto col sert è sicuramente un intervento ad alta intergrazione socio-sanitaria.

in bocca al lupo, buon lavoro a tutti.


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 Oggetto del messaggio: Re: presa in carico minore psicoterapia e patria potestà
MessaggioInviato: gio, 14 feb 2013 - 9:35 pm 
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Militante
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Iscritto il: sab, 16 gen 2010 - 9:32 pm
Messaggi: 252
guardate, questo é interessante per inquadrare il tema:
http://www.formazionesocialeclinica.it/ ... minore.pdf


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