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lavoro nel settore dell'esecuzione penale esterna e posso assicurare che i controlli della PS sono obbligatori (come noi assistenti sociali dobbiamo redigere periodicamente relazione sociale così la questura deve inviare al Magistrato di Sorveglianza rapporti sui controlli). sul come vengano effettuati i controlli vi è molta discrezionalità da questura a questura, o meglio da pattuglia a pattuglia. noi operatori sociali, in linea di massima, non possiamo indicare alla ps quando e come controllare gli affidati: siamo enti diversi con procedure differenti. dico in linea di massima in quanto è capitato, nella mia esperienza, di conforntarmi con comandanti per capire se vi fossero dei problemi particolari, ad esempio su un soggetto disabile psichiatrico che veniva controllato spesso e, a causa della terapia, non si svegliava e doveva la mamma 90enne alzarsi, aprire la porta e portare l'agente in camera da letto per fargli vedere il figlio a letto. come vede su casi particolari nessuno ci vieta di fare una telefonata, ma la risposta, tra l'altro molto cordiale del comandante, è stata: "dobbiamo redigere rapporto dei controlli ...".
io credo (lo dice il nostro stesso ordinamento penitenziario e la storia sociologica sul concetto della pena) che la pena eseguita in affidamento in prova al servizio sociale, anche se il suo scopo è la rieducazione, ha uno sfondo di afflittività che si traduce con le prescrizioni e i controlli. penso che le prescrizioni e i controlli siano come le sbarre delle celle per i detenuti negli istituti penitenziari, dure da digerire ma presenti nella vita di chi deve scontare una pena sia all'interno degli istituti penitenziari sia all'esterno con il beneficio dell'affidamento.
in bocca al lupo e portia pazienza, non è detto che più avanti i controlli siano meno serrati
Angela
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