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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Post lungo,avvicinamento papa' e figlio
MessaggioInviato: mer, 01 dic 2010 - 6:03 pm 
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Dormiente
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Iscritto il: lun, 29 nov 2010 - 4:56 pm
Messaggi: 3
Salve a tutti,
vi scrivo per chiedere consigli su come muovermi e per cercare aiuto al il mio problema,
ora vi spiego la situazine,
sara' un post lungo e ''pesante'',quindi abbiate pazienza.

nel 2004 ho frequentato una donna brasiliana/italiana conosciuta sul lavoro,
e' stato un rapporto subito turbolento per via della nostra incompatibilita' caratteriale e per la situazione,
io vivevo solo gia' da molti anni lei viveva in un appartamento messole a disposizione da un non precisato amico,
non abbiamo mai convissuto ed e' stato un rapporto a intervalli,ci si lasciava un paio di settimane e si stava insieme una tanto per far capire,
nel periodo in cui ci siamo piu' o meno frequentati dopo circa 3 mesi lei mi dice di essere incinta,
periodo in cui ha continuato anche frequentare il suo ex e il ''coinquilino''(non credo un uomo faccia beneficienza ad una ragazza molto carina per beneficenza).

Io la prendo come una bella notizia anche se avevo paura che non saremmo stati assieme a crescere questo bimbo perche' le litigate erano sempre piu' frequenti,non sapevo/sò nulla del suo passato e non sono mai entrato a ''casa sua''...
soprattutto mi chiedevo e reputo giustamente visto l'affollamento,ma sono io il padre?

Le prime due settimane dopo la notizia sono corse relativamente tranquille,
ci siamo frequentati e ricordo era il periodo di Natale ho potuto conoscere i suoi 2 figli a cui voglio molto bene,erano gia' grandicelli 16 e 14 anni,nel fratempo lei mi ha chiesto se era il caso di abortire e io sinceramente le ho detto che certo un figlio mi sarebbe piaciuto averlo ma non in un rapporto cosi' instabile,
non alle condizioni dei suoi affollamenti sentimentali e che ero daccordissimo portare avanti la gravidanza a patto di fare una famiglia unita, smetterla con gli affollamenti sentimentali e che volevo un test DNA...
da qui e' scoppiato l'inferno,
io capisco che per una donna sentirsi chiedere un test e' una cosa brutta ma nonostante sapevo che avrei sofferto perche' mi avrebbe lasciato,
cosi e' stato infatti e' sparita per quasi 2 mesi e non sono piu' riuscito a contattarla,
sapevo solo dai colleghi che fosse tornata in brasile fino quando una sera decido di telefonarle sul cellulare e squilla...mi risponde,parliamo in modo molto calmo e io le chiedo di tornare,di riprovare.

Tempo un paio di settimane di e arriva la sua richiesta di matrimonio,
io le rispondo che gia' abbiamo corso abbastanza,arrivera' perche' no,
che nonostante avessi deciso di seguirla e starle vicino nella gravidanza aiutandola e volendo aggiustare tutta la confusione trovavo giusto fare il DNA alla nascita del bimbo,
qui lei ha reagito in un modo a dir poco assurdo,
dopo avermi distrutto mezza casa se ne e' voluta andare dicendomi che io mio figlio non lo avrei mai visto...nei giorni seguenti mi arrivarono sms pesantissimi dove ripeteva quello che ha detto e
con la minaccia che se avessi agito legalmente sarebbe subito partita per il Brasile,piuttosto addirittura lo avrebbe ucciso o sarebbe scomparsa con il figlio in grembo.

Io logicamente il pensiero che potesse anche essere mio figlio lo avevo,ma anche i dubbi,non sapevo piu' cosa fare e sono caduto in una pesante depressione,lei nel frattempo era sparita nuovamente..
(lavoriamo entrambi in un piccolo paese le cose ''si sanno subito'')

Decido di mettermi da parte fino alla nascita e nel frattempo lei torna in paese,non la vedo perche' in maternita' e io preferisco evitare incontri per non peggiorare la situazione,
una notte vengo messo al corrente da una sua conoscente che e' nato il bimbo,
chiedo di parlare con lei ma non mi e' possibile,cosi' vado al lavoro la mattina e la contatto per andar a trovarla in ospedale,
lei mi risponde e sembra felice di sentirmi.
Ecco che appena terminato il lavoro mi reco all'ospedale subito ma con mio fratello,non solo,mio fratello sapeva che,
come e' stato di fatto,dopo averle fatto gli auguri e anche preso tra le braccia il piccolino le ho fatto la proposta,
le ho detto qui in ospedale la ginecologa(gia' a conoscenza della storia perche' le ho parlato)ci dava la disposizione per un DNA immediato,anzi lo aveva gia' proposto lei ma con un rifiuto,
allora io le ricordo che visto i suoi comportamenti io l'esame lo pretendo,lei si e' trattenuta forse perche' c'era mio fratello e un ambiente pieno di gente e ci siamo salutati in modo distaccato.

Da quando lei e' tornata a casa con il bimbo io la ho contattata ed e' venuta a casa mia un paio di volte con lui,la nostra relazione era bella che distrutta,c'era rancore da parte sua perche' si aspettava la solita richiesta che poi e' arrivata,
mi accollo io tutte le spese le proposi,se il figlio e' mio tu prendi i documenti e me li metti sotto il naso,ma io devo sapere ora e' troppo...

da qui una enorme litigata,il bimbo che piangeva,lei che se ne va'(menomale si e' lasciata accompagnare da me l'altra volta e' uscita di notte a piedi sola..)
ricominciano i messaggi di minaccia e io ero sempre piu' depresso,dopo aver insistito tanto e soprattutto resistito alle sue bizze poi una sera ho preso il telefono dopo un altro suo messaggio in piena notte,
la ho chiamata e le ho detto io domani devo lavorare,
ho telefonato alla polizia e ora il telefono e' soto controllo,
se non fai il DNA allora scappi,sei in torto o non sono io il padre,
la prossima volta io e te parleremo SOLO tramite avvocati le dissi,
ero arrivato alla esasperazione.

Con il tempo sono riuscito a farmene una ragione,
se non mi sono tolto la vita e' stato il pensiero verso mia madre,non lo meritava questo.

Sono passati quasi 6 anni e io il bimbo non lo ho visto solo che di sfuggita...
nel frattempo ho conosciuto una ragazza che Amo ed oggi e' mia moglie ed ecco che la ex quando non appena viene a sapere che mi sto' sposando,che grazie a Dio sto' meglio mi fa' mandare una lettera dal suo avvocato con la proposta di riconoscere il figlio...

Le faccio rispondere dal mio avvocato,dal quale mi ero rivolto gia' quando per capire come muovermi senza incorrere in errore ancora quando lei era incinta ed era sparita,
indubbiamente sono daccordo a patto di avere una prova certa di paternita'.

Ad ora lei mi ha convocato al tribunale dei minori chiedendo cifre stratosferiche per quelle che sono e sono sempre state le mie entrate,gli arretrati cosi' ''castrando'' finanziariamente la mia nuova famiglia,io e ma moglie avremmo cercato presto un figlio ma ora come ora non sappiamo a cosa andiamo incontro economicamente quindi ancora una volta riesce a seminare veleno.

Il tribunale ha predisposto il test DNA finalmente,
e' mio figlio sono gli accertamenti definitivi,
come al solito lei non si e' presentata ne' alla prima udienza per far capire al giudice cosa e' successo,
ne' alla seconda di pochi giorni fa' dove c'e' stato il riscontro di paternita',

ma se lei era certa che il figlio fosse mio perche' ci ha fatti soffrire entrambi per 5 e piu' anni,
possibile che la legge non le metta un freno a questa persona??

io ho presentato qualsiasi documentazione possibile sulle mie finanze,lei non si e' presentata e il giudice ha dovuto obbligarla a portare i vari cud e altro,
ma si andra' a fine marzo e io mio figlio voglio cominciare a frequentarlo quindi in accordo con il mio avvocato abbiamo avanzato la proposta di un riconoscimento direttamente al comune con i legali,
una proposta diciamo per iniziare a frequentare mio figlio,per un avvicinamento oltre la questione giudiziaria,
il giudice ha accettato rivolgendo la proposta all'avvocato della signora,
il mio avvocato mi ha consigliato di avere il supporto di uno psicologo ma qui entrate in gioco (e valete molto)
posso di mia iniziativa usufruire in questo momento di un assistente sociale che riesca a fare da (perdonatemelo) cuscino tra l'odio che si e' formato tra noi aiutando me e mio figlio a instaurare una base?

indubbiamente il tribunale disporra' la assistenza sociale ma se nel frattempo io cominciassi a frequentare mio figlio
solamente con un supporto psicologico non rischieremmo di fare altri danni?
La sola presenza,se lei accettera',di un testimone che sia psicologo o persona conoscente porta' stabilire delle regole al suo comportamento malevolo?

Sono preoccupatissimo per come muovere i primi passi perche' so' bene che io e lei non ci rivolgeremo mai piu' la parola se non per questioni ''obbligatorie'',
l'unica consolazione e' che ora e' legalmente mio figlio e le minacce se le scorda,
perlomeno di fatto...
anche se io e mia moglie ci troveremo fermi nei progetti a causa delle finanze pazienza,ci Amiamo
nel frattempo aspetteremo un po' ma indubbiamente cercheremo anche un altro figlio e se la signora continua a comportarsi cosi'
indignitosamente verso suo figlio,se crede che egli sia unbancomat probabilmente avanzeremo anche una domanda di affidamento per dare un futuro ed un porto sicuro al piccolo perche' mia moglie si e' detta disponibile ad accettarlo ed amarlo,
ma nessuno vuole portare un ulteriore shock al bimbo,
di questo se ne parlera' tra 1000 anni vista la lunghezza della giustizia se la sua madre non inizia a essere un po' piu' una persona che ragiona con il cuore.

Ve lo avevo detto che il post e' lungo ma credo,
visto che avete a che fare con le situazioni piu' disparate,
che qualche chiarimento in piu' e' meglio che uno in meno e
penso che avete una grande forza per convivere quotidianamente con situazioni difficili,
vi stimo molto.

Ora io ho 34 anni,mia moglie 30,mio figlio 6,la madre 40
il tempo passa,
aiutatemi.

GRAZIE


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