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 Oggetto del messaggio: Omofobia: CNOAS 'Parlamento approvi al più presto la legge'
MessaggioInviato: lun, 18 mag 2015 - 8:08 pm 
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Omofobia: Consiglio nazionale 'Parlamento approvi al più presto la legge'

Comunicato stampa del 18 maggio 2015

Roma, 17 maggio 2015. “Ci auguriamo che al più presto il Parlamento italiano doti il nostro Paese di una norma - attualmente è in discussione al Senato la proposta di legge Cirinnà - che disciplini le unioni civili tra persone dello stesso sesso che, prevedendo un regime giuridico equiparabile a quello previsto dal matrimonio, risponda all’obbligo del rispetto dei principi di uguaglianza e di realizzazione della persona sanciti dalla nostra Costituzione. La definizione di un quadro normativo che renda effettivamente esigibile il diritto a vivere liberamente l’identità sessuale di tutti è, inoltre, fondamentale per il superamento di comportamenti discriminatori che restano, tuttavia, fenomeni prettamente culturali e che, come tali, vanno affrontati nei processi educativi delle famiglie e della scuola.”

fonte:
http://www.cnoas.it/Press_and_Media/Com ... 5_261.html

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 Oggetto del messaggio: Re: Omofobia: CNOAS 'Parlamento approvi al più presto la leg
MessaggioInviato: mar, 19 mag 2015 - 6:59 am 
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Mi sconcertano non poco comunicati-stampa come questi. Specie su questi temi sensibili l'Ordine dovrebbe evitare una presa di posizione di parte, a mio modesto avviso.

Io sono contrario alle unioni civili tra omosessuali, ancorpiù se (come recita il comunicato) in direzione di equiparazione al matrimonio. Mi dissocio personalmente da questa presa di posizione.

Credo di non essere il solo....

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Ugo Albano

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 Oggetto del messaggio: Re: Omofobia: CNOAS 'Parlamento approvi al più presto la leg
MessaggioInviato: mar, 19 mag 2015 - 10:20 am 
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Speriamo, Ugo, a mio modesto avviso, che tu sia da solo a pensarla così :D
La tutela dei diritti delle persone omosessuali e delle loro famiglie è una battaglia che tutte e dico tutte le organizzazioni europee e non di assistenti sociali stanno portando avanti; semmai la domanda è perchè il nostro Ordine non sia intervenuto prima in tal senso; senza nulla togliere al credo religioso, secondo me è proprio una questione deontologica; pure il nostro codice ce lo dice...
33. L´assistente sociale deve contribuire a promuovere una cultura della solidarietà e della sussidiarietà, favorendo
o promuovendo iniziative di partecipazione volte a costruire un tessuto sociale accogliente e rispettoso dei diritti
di tutti; in particolare riconosce la famiglia nelle sue diverse forme ed espressioni come luogo privilegiato di
relazioni stabili e significative per la persona e la sostiene quale risorsa primaria
34. L´assistente sociale deve contribuire a sviluppare negli utenti e nei clienti la conoscenza e l´esercizio dei propri
diritti-doveri nell´ambito della collettività e favorire percorsi di crescita anche collettivi che sviluppino sinergie e
aiutino singoli e gruppi, soprattutto in situazione di svantaggio.
35. Nelle diverse forme dell´esercizio della professione l´assistente sociale non può prescindere da una precisa
conoscenza della realtà socio-territoriale in cui opera e da una adeguata considerazione del contesto culturale e
di valori, identificando le diversità e la molteplicità come una ricchezza da salvaguardare e da difendere,
contrastando ogni tipo di discriminazione.
36. L´assistente sociale deve contribuire alla promozione, allo sviluppo e al sostegno di politiche sociali integrate
favorevoli alla maturazione, emancipazione e responsabilizzazione sociale e civica di comunità e gruppi
marginali e di programmi finalizzati al miglioramento della loro qualità di vita favorendo, ove necessario,
pratiche di mediazione e di integrazione.
37. L´assistente sociale ha il dovere di porre all´attenzione delle istituzioni che ne hanno la responsabilità e della
stessa opinione pubblica situazioni di deprivazione e gravi stati di disagio non sufficientemente tutelati, o di
iniquità e ineguaglianza.
[/i]

Chi se non le persone omosessuali sono tra quelle che vedono i propri diritti calpestati e non riconosciuti? Ci dimentichiamo poi di tutti quei bambini nati all'interno di una famiglia omogenitoriale che hanno meno diritti rispetto a quelli nati da una famiglia eterosessuale?
E ci dimentichiamo di tutte quelle persone che vengono picchiate, sono vittime di bullismo e a volte pure si suicidano perchè presi in giro per la loro omosessualità?
Quindi per favore, in generale, e senza rivolgermi a nessuno in particolare, mi piacerebbe che certi colleghi smettessero di fare i cattoassistentisociali retrogradi, e sottolineo retrogradi, che si dimenticano di vivere in una paese LAICO e lottassero un pò di più per i diritti di tutti, compresi quelli degli omosessuali! Certi discorsi mi ricordano le colleghe/i leghiste e razziste che vorrebbero bruciare gli immigrati...sarebbero tutte/i da segnalare come irrispettose/i del codice deontologico...
Comunque, Evviva questo Ordine coraggioso!!!e Laico!Finalmente!
Caterina Zanella


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 Oggetto del messaggio: Re: Omofobia: CNOAS 'Parlamento approvi al più presto la leg
MessaggioInviato: mar, 19 mag 2015 - 11:02 am 
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Iscritto il: ven, 04 mag 2007 - 10:22 am
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Che dirti?

Ognuno ha le proprie idee, ma sono idee personali. Altra cosa è una presa di posizione istituzionale. La mia critica è a questo, non agli omosessuali e alle loro istanze.

Bollare invece chi la pensa deversamente come "....cattoassistentisociali retrogradi, e sottolineo retrogradi, che si dimenticano di vivere in una paese LAICO e lottassero un pò di più per i diritti di tutti, compresi quelli degli omosessuali......" è chiaro indice di intolleranza e di basso senso della democrazia.

Io sono cattolico, ma non retrogrado. Anzi l'essere cristiani è da sempre un lottare a favore dei diritti. Dipende da ciò che si ritiene un diritto.

Per cortesia: evitiamo i pregiudizi e colleghiamo la spina mentale quando parliamo. Almeno tra colleghi.

Saluti.

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Ugo Albano

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 Oggetto del messaggio: Re: Omofobia: CNOAS 'Parlamento approvi al più presto la leg
MessaggioInviato: mar, 19 mag 2015 - 12:21 pm 
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"La mia critica è a questo, non agli omosessuali e alle loro istanze".
Ti ricordo che hai scritto: "Io sono contrario alle unioni civili tra omosessuali"
Mi pare che questa sia una critica contro le istanze degli omosessuali (e pure forte) e secondo me, pure contraria al codice deontologico.

"è chiaro indice di intolleranza e di basso senso della democrazia": mah, questione di punti di vista. Io credo che se un assistente sociale è cattolico o qualsiasi altra cosa, la sua visione e il suo credo non può andare contro la tutela laica di diritti laici di una comunità vessata e discriminata. Questo piuttosto mi pare indice di intolleranza e di basso senso della democrazia e di una visione ristretta e miope.
Conosco molti assistenti sociali cattolici che la pensano come me, per fortuna; come assistente sociale non posso che prendere atto che chi continua a discriminare gli omosessuali dicendosi contrario alle unioni civili o ad altri riconoscimenti LGBT per me è un retrogrado e anche un pò omofobo, la cui visione è accecata dalle proprie convinzioni personali. Non è mica un'offesa, è una constatazione, perchè io come assistente sociale devo tutelare i diritti di tutti, anche se vivono in un modo diverso dal mio e che non fa del male a nessuno.

"Dipende da ciò che si ritiene un diritto": appunto. Se tutelare una comunità discriminata non è un diritto, ho paura a chiedere quali siano per te i veri diritti, Ugo. Se un ragazzino che si suicida per bullismo omofobico, dimmi tu se non è un diritto che ci sia una legge contro l'omofobia. Se due uomini o donne si amano da quarant'anni, convivono, dimmi tu se non è un diritto che possano avere le stesse tutele che hanno gli eterosessuali.

"Per cortesia: evitiamo i pregiudizi e colleghiamo la spina mentale quando parliamo. Almeno tra colleghi": la mia spina mentale ti assicuro che è ben collegata.

Queste affermazioni, ripeto, contrarie a tutte le battaglie delle varie comunità di assistenti sociali presenti nel mondo, mi fanno davvero paura e lotterò fino alla fine per rappresentare la voce delle persone discriminate.

Sarebbe interessante che qualche altro collega intervenisse.
Saluti.


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 Oggetto del messaggio: Re: Omofobia: CNOAS 'Parlamento approvi al più presto la leg
MessaggioInviato: mar, 19 mag 2015 - 1:00 pm 
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Iscritto il: mer, 01 dic 2010 - 4:03 pm
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E aggiungo: l'Ordine degli Assistenti Sociale è LAICO. Perchè mai non dovrebbe prendere posizione su questa tematica dei diritti LGBT e delle unioni civili? Capisco se fosse un'organizzazione di stampo religioso, ma non lo è. Quindi io sono fiera, fierissima, che finalmente si sia interessato a questa tematica e che prenda posizione, proprio perchè affine deontologicamente al nostro codice!
Finalmente al passo con i tempi!
Caterina


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 Oggetto del messaggio: Re: Omofobia: CNOAS 'Parlamento approvi al più presto la leg
MessaggioInviato: mar, 19 mag 2015 - 2:24 pm 
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Anche io ho accolto con entusiasmo questo comunicato del CNOAS... Finalmente!!
Questa a mio avviso non è una presa di parte ma un passo verso la tutela dei diritti di tutti. Ricordiamoci che una società più accogliente e più equa verso una minoranza (che è stata resa tale...) rende la società intera più vivibile, accogliente ed equa per tutti.
L'empatia non è uno degli elementi fondamentali del Servizio Sociale? Come può non suscitare indignazione il fatto che una grossa fetta della popolazione possiede una cittadinanza di serie B e non può esercitare appieno i propri diritti solo a causa del proprio orientamento sessuale?
Il codice deontologico, come ha ben puntualizzato Caterina, contiente degli articoli bellissimi e vanno applicati nei confronti di tutti.
invito a leggere questo articolo che mi sembra ben centrare la questione http://www.internazionale.it/opinione/c ... ta-diritti

Cordialmente,
Giada


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 Oggetto del messaggio: Re: Omofobia: CNOAS 'Parlamento approvi al più presto la leg
MessaggioInviato: mar, 19 mag 2015 - 10:55 pm 
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Iscritto il: mer, 22 mag 2013 - 5:37 pm
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Ad Ugo Albano dico che certamente non è solo,
alla comunità professionale esprimo alcuni pensieri.

Non è attaccando chi non la pensa come te che una comunità professionale cresce; il confronto si fa sulle idee, sul codice deontologico e sui principi di fondo che supportano le regole di civiltà. Le etichette sono facili da mettere, ma non aiutano.
Il tema dei diritti e della non discriminazione è ampio, serio e delicato; mette in gioco soprattutto una visione antropologica dell'uomo e non va scisso dal tema dei doveri.
Una politica che si preoccupa principalmente di riconoscere diritti senza pensare ai doveri ed all'impatto che le norme avranno sulla società è a mio avviso miope e populista, nel senso che è facile accontentare le richieste, ma forse alla lunga non regge. Se tutto può diventare diritto, alla fine niente rimane diritto. Questo lo esprimo in senso molto generale, vengo ora al tema. E ne parlo in senso laico, nel senso vero del termine, cioè razionale, non ideologico e non confessionale.

1. Mi chiedo quale sia la visione di persona che supporta il riconoscimento dei cd. diritti LGBT; documentandomi, non ho trovato molto di diverso da ciò che qui sintetizzo (consapevole che un riassunto rischia spesso di semplificare troppo, ma se serve, chiarirò meglio): i diritti sono una specifica richiesta di un gruppo (non importa qui il numero che lo compone) che pone al centro dell'attenzione alcuni desideri e comportamenti che dalla sfera individuale si vorrebbero disciplinati come diritto. Ebbene, mi chiedo: ogni desiderio deve diventare diritto? Se così fosse, penso che si aprirebbe la strada a molto altro, in diversi settori: voglio aprire sale slot all'uscita di scuola, desidero vendere alcolici ai minorenni, mi piacerebbe avere tre mogli, voglio vendere il mio sangue anzichè donarlo, mi piacerebbe comperare il figlio della mia vicina che poverina non ha soldi per mantenerlo, voglio che il medico mi faccia morire a spese dello Stato, ecc. Sono volutamente temi disparati, ma c'è un filo che li lega: il concetto di persona, le relazioni umane, il futuro della società, la tutela dei più deboli. Il tema del matrimonio in qualche modo li contiene tutti.

2. Matrimonio. Se la Costituzione va cambiata, parliamone: ma su questo tema è chiara, e molto. Non è un caso se la Costituzione riserva al matrimonio ed alla famiglia un posto specifico con articoli dedicati. Per chi non sapesse, il dibattito della Costituente sul matrimonio ha trovato d'accordo destra e sinistra: è un istituto pienamente laico e che guarda al futuro della società.

3. Inventare un nuovo istituto giuridico che somigli quasi del tutto al matrimonio non ha senso. Se è una cosa diversa quella che si vuole istituire è bene che lo sia nel senso e negli obblighi che ne derivano, altrimenti l'istituto matrimoniale esiste già, ed è collaudato ... da qualche millennio. Chi si sposa sa che stipula una sorta di contratto che impone obblighi e riconosce diritti; "se non ti vanno bene, non ti sposare!".

4. Le carenze o le discriminazioni che vengono spesso citate sono già disciplinate da norme esistenti, percui il ddl Cirinnà risulta superfluo; le tutele per i conviventi in tema di assistenza sanitaria, i permessi retribuiti, l'assistenza ai detenuti, l'equiparazione dei figli, l'assegnazione degli alloggi, il risarcimento del danno, ... sono già riconosciuti dal nostro ordinamento.

5. L'adozione. Questo è un nodo centrale. Non serve essere cattolici per dire che un figlio nasce da un uomo e da una donna, basta il buon senso per dire che la crescita richiede la figura paterna e quella materna. Poi sappiamo che madri e padri inadeguati lo possiamo essere tutti, ma - par condicio! - lo possono essere anche le persone LGBT. Per i bimbi orfani c'è già una normativa. Si tratta allora di soddisfare un desiderio dell'adulto: mi chiedo se normare in tal senso rappresenti il bene migliore per un bimbo. Si chiede quindi di accontentare un desiderio, pur seriamente motivato possa risultare (nessuno mette in dubbio la buona fede), contrapponendolo alle esigenze naturali del bambino. E per me il più debole è il bimbo, ed il diritto, se deve scegliere, deve preferire lui (... che purtroppo non vota e deve essere difeso e sostenuto dagli adulti).

6. La discriminazione. E' vero che ogni fenomeno discriminatorio va condannato, ed ogni discriminazione che porta a tragiche conseguenze va repressa e punita, non per il tipo di discriminazione, ma per il male arrecato, per qualsiasi motivo. Una norma anti-omofobia rischia allora di determinare gli offesi di serie A (una persona con orientamento omosessuale) e quelli di serie B: quelli che non hanno una legge che punisca chi deride gli anoressici, i lentigginosi o i figli dei contadini (ovviamente senza offesa per i summenzionati). E' a livello educativo che bisogna agire, come sempre.

7. Distinguere non significa discriminare, significa chiamare le cose col loro nome. Se per non discriminare, livello tutto in un mucchio indistinto, faccio un torto alla verità delle cose, anche a quelli che vorrei non discriminare, giacchè paradossalmente li omologo agli altri. Fare parti uguali tra diseguali, non sembra essere una buona operazione giuridica nel senso di dare ad ognuno il suo riconoscendo le differenze che di fatto ci sono.

In buona sostanza la domanda di fondo è: il diritto da che parte deve stare? Dalla parte del più debole o del desiderio dell'adulto?

Mi pare di avere risposto in senso laico e di non avere offeso nessuno; se l'avessi fatto chiedo scusa, ma non era nelle mie intenzioni.

Il tema antropologico richiede qualche riga in più, ma mi pare di avere scritto già troppo.
Colgo però l'occasione, per chi volesse, di segnalare il mio libro che affronta in parte queste riflessioni. Non è una propaganda per l'acquisto in quanto è scaricabile gratis:
http://www.ericksonlive.it/catalogo/gen ... -famiglia/

Un caro saluto a tutti.
G. Marco


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 Oggetto del messaggio: Re: Omofobia: CNOAS 'Parlamento approvi al più presto la leg
MessaggioInviato: mer, 20 mag 2015 - 9:08 am 
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Rispondo solo ad alcuni punti e in modo veloce.

1. essere omosessuali non è un desiserio è un modo d'essere. Come essere uomini, donne, eterosessuali, africani, cinesi.
i tuoi discorsi sui desideri mi ricordano quelli che si facevano in America sui neri non troppi anni fa: un nero che prende l'autubus con un bianco? e poi cosa vorrà? Magari pure sposarsi con una bianca? oppure i diritti delle donne...Vuole pure la lavastoviglie? e poi, cosa vorrà? Pure fare carriera sul lavoro?
Ecco, questi sono i discorsi che mi fanno paura, ma tanta, perchè la storia si ripete.

2. La Costituzione è stata scritta in un periodo storico un pò diverso da quello che stiamo vivendo adesso. Le cose cambiano. E poi, nella Costituzione, mica si parla di famiglia come formata da uomo e donna, ma solo di coniugi. Ma qesto è un discorso lungo e complesso, molto complesso.

3.Le persone omosessuali pure si sposerebbero, eh, solo che non possono.

4. Eh no, qui non dobbiamo dire cose non vere. Le carenze e le discriminazioni ci sono, eccome. Se per esempio convivo con una donna e muoio, la mia compagna non riceve nulla in eredità di diritto. Uno dice; fai testamento. Eh già peccato che possa lasciarle sono due terzi dei miei beni, perchè un terzo è riservato alla mia famiglia d'origine.
Oppure parliamo di bambini? Se io sono figlia di una coppia di fgay, e per la legge italiana solo uno dei due è il mio papà legalmente, se questo muore, sai che può succedere? Che io vada in adozione, perchè l'altro per la legge italiana è praticamente nessuno. Se questo è tutelare i bambini..

5: Non parliamo di buon senso, parliamo di studi scientfici e di realtà di fatto. I bambini nati e cresciuti in famiglie omogenitoriali esistono già, ma da tempo e sono pure tanti. QUindi mentre qui ci stiamo ad arrovellare sull'adozione, la realtà di fatto supera i massimi sistemi e richiede tutele, non chiacchere.

6. Auguro a tutti quelli che dicono che non serve una legge contro l'omofobia, di avere un figlio, una persona cara, un amico gay, vessato, picchiato ogni giorno solo per il fatto di essere omosessuale.
TRoppo facile parlare quando certe cose non si vivono sulla propria pelle.

Sai cosa penso Marco? NOn lo so se questo sia il tuo caso e spero di no, ma dietro questi discorsi, che sento da anni, ci sta un'omofobia interiorizzata, di quelle sottili, di quelle che sì, io accolgo tutti, ma per carità, che facciano le cose a casa loro, perchè in fondo si, sono gay, sono checche, lesbicacce, sono sbagliati, noi siamo quelli normali, e questi ci fanno pure paura, non sarà che sono contagiosi poi e diventiamo tutti omosessuali?

ed è per questo che attacco duramente chi continua a non voler tutelare gli omosessuali; perchè non può esserci dialogo con chi, sottilmente, alla fine è solo razzista (nel suoa concezione più ampia).

Saluti


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 Oggetto del messaggio: Re: Omofobia: CNOAS 'Parlamento approvi al più presto la leg
MessaggioInviato: gio, 21 mag 2015 - 11:18 am 
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Chiedo scusa, ma c'è stato un refuso: intendevo omofobia latene, non interiorizzata.
Saluti ancora.
Caterina


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 Oggetto del messaggio: Re: Omofobia: CNOAS 'Parlamento approvi al più presto la leg
MessaggioInviato: dom, 24 mag 2015 - 8:43 am 
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Ho letto tutto e resto assai perplesso sulla polarizzazione dei discorsi. Pur restando della mia opinione sul tema (concordo con quanto elegantemente scritto da Gian Marco) mi fa paura il modo con cui si tratta un argomento semplicemente attaccando l'altro.

In Italia c'è ovviamente bisogno di far sviluppare le culture - addirittura il Papa invita ad un atteggiamento di ascolto e di fratellanza vera con gli omosessuali - , ma credo che sia sbagliata questa teatralità con cui lo si affronta.

Senza offesa:ma se paragoniamo le (assai presunte) discriminazioni verso gli omosessuali alla segregazione razziale tra bianchi e neri, siamo fuori da ogni equilibrio percettivo e dalla stessa realtà.

Io non vedo roghi o crociate in Italia contro gli omosessuali. Eppure io vivo in Italia. Mi fa riflettere però questa veloce fuga rivendicativa verso i diritti quando non c'è ancora un dibattito serio. Quà non si tratta di negare diritti, si tratta di connettere questi ad un quadro logico di società.

Non è un fatto personale: non è che io, eterosessuale, a priori sia contro gli omosessuali. Ognuno è libero di essere come vuole. Con tanto di rispetto, beninteso.

Quando però si traduce questo rispetto in regole, il cortocircuito in base al quale "siamo tutti uguali" produce questa pretesa nel diritto, che però ha le sue dinamiche.

E poi, scusate, il dibattito riguarda le norme contro l'omofobia, NON i diritti civili degli omosessuali, o sbaglio?

Il dibattito sulla masculinità e femminilità è importante, oggi come oggi, ribadire che una famiglia è composta da maschio e femmina significa ribadire assunti in cui si riconosce la maggioranza della popolazione. Ribadirla NON significa essere contro gli omosessuali, significa ribadire la naturalità delle coppie eterosessuali. Si può pure non essere d'accordo, ma se noi oggi esistiamo, è perchè da millenni funziona così.

Questo è il mio pensiero.

RIPETO: essendo questo un tema delicato, mi sarei aspettato dall'ON una "uscita" più equilibrata. Con tutto quello che c'è da rivendicare.......ahimè....

Buona domenica!

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Ugo Albano

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MessaggioInviato: dom, 24 mag 2015 - 1:39 pm 
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Fuga veloce rivendicativa?percezione distorta della realtà?discriminazione assai presunte? sempre senza offesa,ma qui mi pare ci sia molta ignoranza sul tema....innanzitutto gli omosessuali sono largamente discriminati sia sul piano dei diritti che nella società di tutti giorni diciamo....le cose stanno cambiando,per fortuna,ma ci dimentichiamo ad esempio che gli omosessuali furono insieme a ebrei,rom, etc perseguitati durante il fascismoe il nazismo?No,giusto per non andare troppo in llà con gli anni....
Se arriviamo ad oggi,basta pensare a tutti quei ragazzi che stanno nell'ombra,perché altrimenti sarebbero presi in giro...e pesantemente....oppure pensiamo a una coppia di donne e uomini che stanno insieme da una vita e che se uno sta male ed é in ospedale,l'altro per lo stato italiano é nessuno?Ma io dico,chi siete voi eterosessuali,noi,per dire:mi dispiace sai,ma siccome io sono contro le vostre unioni <riconosciute>,anche se a casa tua puoi fare quello che vuoi,se per caso uno dei due sta male,e vabbé pazienza,arrangiati,mica te l'ho detto io di essere omosessuale.
A me questi discorsi fanno rabbrivvidire.si lo so che non avete scritto queste parole,ma sotto sotto é questo che si pensa,che gli omosessuali siano sbagliati,malati.
Gli omosessuali esistono da sempre.
Il resto del mondo ci ride dietro,del resto,pure l'Irlanda ci é arrivata.
A me fa specie che degli assistenti sociali facciano questi discorsi.mi fa un po vergognare della mia categoria professionale,perché il codice deontologico dice tutt'altro e noi dovremmo rispettarlo.poi le opinioni personali sono un'altra cosa.
Ugo,io non so se tu abbia mai avuto un parente,un amico gay,ma io ne ho tantissimi e ti posso assicurare quanto sia dura per loro,per le discriminazioni che subiscono ogni giorno sul lavoro,etc etc.le cose stanno cambiando,ma molta strada c'é ancora da fare...
Non é questione di fare teatrino.io continuo a pensare che certi discorsi sotto intendano un razzismo -omofobia latente,culturale che per me é da scardinare.
Saluti a tutti


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MessaggioInviato: dom, 24 mag 2015 - 5:26 pm 
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Tabellina,

che vuoi che ti dica? A me dispiace che non ci capiamo. Per capirsi, poi, bisogna avere una base comune, vedo però che questa non c'è. La tua è una difesa dell'omosessualità mentre in realtà nessuno fa le crociate o le persecuzioni. C'è semmai una certa concezione sull'uomo e ci sono diverse sensibilità interpretative, ma nessuno discrimina nessuno, mi pare.

Ti faccio un esempio: una frase (la tua) del tipo...."a me fa specie che degli assistenti sociali facciano questi discorsi.mi fa un po vergognare della mia categoria professionale"....per te sicuramente è un forte e sentito richiamo a ciò in cui credi, per me è invece, al contrario, un'offesa gratuita nonchè dimostrazione di intolleranza. Parliamo però della stessa frase, diversamente percepita.

Per esperienza devo dire che su internet (in cui non ci si conosce, in cui non ci si vede in faccia) nelle discussioni un pò complesse è probabilissimo "non capirsi". E' quello che succede, quindi la finisco qui.

Lasciamo parlare gli altri. E specialmente, non parliamo di noi, ma del fatto iniziale, che è il comunicato-stampa.

Si parlava di omofobia e non di diritti, mi pare....

Mi taccio, quindi. Il forum è di tutti.

Un abbraccio.

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Ugo Albano

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Ciao,
su questo siamo d'accordo: su un forum è difficile capirsi, se non altro perchè non si capisce il tono dell'altro.
Detto ciò, anche io mi taccio, e spero che qualche altro collega intervenga.
Però il comunicato stampa parla sia di diritti che di omofobia, anzi di riconoscimento di diritti che serve come base contro l'omofobia (concetto di minority stress, largamente studiato nei paesi anglosassoni) insieme ad una fondamentale e necessaria educazione contro le discriminazioni.
Credo che il concetto di minority stress sia l'approccio giusto per affrontare queste tematiche, e non solo per quanto riguarda gli omosessuali, ma in generale per tutte le categorie discriminate.
Saluti.
Caterina


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Rispondo a Caterina e riprendo il tema partendo da alcune sue considerazioni, che riporto virgolettate, per chiarezza.

1. “essere omosessuali non è un desiderio è un modo d'essere. Come essere uomini, donne, eterosessuali, africani, cinesi.”
R: Possiamo chiamarlo come preferisci, la comunità gay usa diverse espressioni, e mi pare preferisca ad esempio “orientamento sessuale” (cfr. http://gaynet.it/wp-content/uploads/201 ... stampa.pdf, p. 16). Sui termini bisogna fare molta attenzione, per rispetto e correttezza; io distinguerei tra l’orientamento, il comportamento e i desideri che da questi derivano o possono derivare.
In senso generale, io metto in discussione la pretesa di vedere riconosciuto come diritto un desiderio o una specifica volontà che contrasta con l’attuale assetto giuridico, non giudico il fatto che uno si dichiari omosessuale (o che lo sia o che abbia quel tipo di orientamento).
Per fare un altro esempio, non giudico chi volesse avere tre relazioni stabili contemporaneamente (se mai ci riuscisse …), discuto sul fatto che lo voglia vedere riconosciuto legalmente.

2. “La Costituzione è stata scritta in un periodo storico un po’ diverso da quello che stiamo vivendo adesso. Le cose cambiano”.
R: Appunto, se la vogliamo modificare, parliamone. Non però penso che possiamo trattare la Costituzione in due modi, a seconda del tema trattato:
a) quando ci piace: come legge fondamentale e da applicare,
b) vecchia e superata, quando non ci piace;
mi pare una modalità opportunista.
Il matrimonio è di per sé orientato alla procreazione (orientato non vuol dire che i figli debbano ‘per forza’ esserci), quindi prevede la differenza sessuale. E’ un concetto laico, non religioso. Il matrimonio religioso ha altre valenze che qui non serve richiamare.

3.”Le persone omosessuali pure si sposerebbero, eh, solo che non possono.”
R: La natura del matrimonio è la stessa in tutte le culture e latitudini, indipendentemente da religioni o altre variabili; questo lo dice, tra i tanti, C. Levy-Strauss, antropologo certo non filo-cattolico, in “Razza e storia e altri studi di antropologia”, 1967, p. 149.
Si possono comunque pensare istituti diversi per cose diverse: giustizia non significa dare a tutti lo stesso, ma dare ad ognuno il suo, lo diceva anche Marx. Livellare tutte le situazioni significa disconoscere la specificità di ognuna; e comporta in ogni caso fare un torto a qualcuno.

3. La tutela dei bambini.
R: Io porrei la seguente distinzione. Un conto è cercare di sistemare (passatemi il termine) l’esistente: è il caso dell’adozione dei bambini che ci sono già, e una legge che la disciplina esiste; altro è invece normare una situazione ancora non esistente in previsione che si verifichi: prevedere che un bambino venga concepito o acquisito come figlio di una coppia non composta da un uomo e una donna (che è il dato naturale incontrovertibile) significa sancire che questo sia il suo bene migliore; ebbene, questo mi pone molti interrogativi. Non discuto la capacità di amare delle persone, non sta a me giudicarla, ma la condizione di partenza nella quale quel bambino viene a trovarsi dal suo concepimento in poi. Un bambino ha bisogno, a mio parere, di un papà ed una mamma che si amano, di un utero che lo accolga, di una mamma che, dopo averlo partorito, lo possa anche allattare (il biberon può andare bene come ripiego, ma … vuoi mettere?), di tutto l’amore possibile e di altre cose a completamento (calore, casa, istruzione, stabilità economica, …). Penso di non essere fuori strada, a meno che non riteniamo che l’umanità abbia sbagliato fin qui e che la natura non abbia un suo proprio messaggio (che certamente non è confessionale).
Dire che c’è bisogno di amore, mi sta bene, ma non mi basta. Se basta l’amore, allora perché non riaprire gli istituti (contro i quali il servizio sociale si è giustamente battuto per anni) e li facciamo gestire da personale qualificato e pieno di voglia e capacità di amare?

Due parole sulla tutela o assistenza in ospedale per dire che non è assolutamente vero che al convivente non è riconosciuta la possibilità di essere informato o di prestare assistenza (cfr. ad es. art. 3, L. 91/1999 in tema di trapianti, tanto per citare un argomento particolarmente delicato). In linea generale, non c’è un interrogatorio di stato civile prima che uno venga fatto entrare in camera di degenza a far visita a qualcuno (e se c’è, è illegale): i legami affettivi, tutti, sono riconosciuti; invece, sono le persone non gradite al degente (anche i familiari), che vengono eventualmente invitate ad allontanarsi.

5: “Non parliamo di buon senso, parliamo di studi scientifici e di realtà di fatto”.
Qui indico due questioni: di studi ne possiamo portare tutti, andrebbero visti con attenzione, partendo ad esempio dalle modalità di reclutamento del campione esaminato. Non vado oltre.
Un fatto esistente è certamente un dato di realtà, spero non si pensi che il dato di realtà basti come metro di misura per dire che qualcosa che esiste richiede di per sè un riconoscimento giuridico: è come dire che se mio figlio sa guidare a 15 anni gli devo dare la patente o che se l’amicizia esiste (ed esiste sì!) le devo fare una legge che la disciplini.

” … dietro questi discorsi, che sento da anni, ci sta un'omofobia interiorizzata (o latente)”
Penso che il confronto non si debba condurre sulla base di etichette o pensieri attribuiti ad altri, su cose che uno non pensa e non ha detto. Se il pensiero arbitrariamente attribuito ad altri giustifica attacchi o offese, temo qualche brutta deriva. Confrontiamoci invece su ciò che viene detto e agito, mi pare più corretto.

Per quanto riguarda il comunicato del CNOAS, ritengo si opportuno agire prudenza e riflessione, che se c’è stata immagino sia il frutto di una discussione avvenuta in sede di Consiglio Nazionale, della quale mi piacerebbe conoscere i contenuti, ad esempio un verbale.
Il nostro Codice deontologico al titolo II, parte dai principi ed indica la priorità che va data alla centralità della persona, al rispetto dei diritti universali, al non giudizio di valore sulle persone, al cambiamento, alla non discriminazione; richiama anche i fondamenti etici e scientifici, l’indipendenza di giudizio, il ricorso alla scienza e coscienza. Il Codice non dice, per fortuna, che dobbiamo pensarla tutti allo stesso modo.

Cari saluti a tutti.
G. Marco


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