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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Mi hanno detto che non è di loro competenza
MessaggioInviato: mer, 17 nov 2010 - 10:35 pm 
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Iscritto il: mer, 17 nov 2010 - 9:55 pm
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Chiedo un consiglio perché sono quasi alla disperazione.
Sono una mamma single di 4 figli di 17, 15, 12 e 5 anni, vedova del papà dei primi 2 e abbandonata dal papà dei più piccoli, scappato senza riconoscerli (E senza mai corrispondere mantenimento); la bambina più piccola è stata riconosciuta invalida nel mese di giugno (soffre di epilessia ed è farmacoresistente).
Malgrado le difficoltà sono riuscita ad andare avanti con le mie sole forze fino all'inizio di quest'anno: ero in arretrato di 1 anno col riscaldamento, perché per 2 anni di fila mi sono ammalata ogni 2 mesi circa di herpes alla cornea (Avrei voluto lavorare comunque, faccio l'operaia, ma mi veniva impedito l'accesso in ditta per ragioni di sicurezza), e dovendomi mettere spesso in mutua a 15gg alla volta, alla fine mi veniva pagata al 30%, ma avevo sempre pagato regolarmente l'affitto. Grazie al mio medico le recidive sono sparite nel novembre 2009, io ho chiesto di passare al turno serale per guadagnare di più affidando i figli alla nonna materna quando non c'ero, sperando di rimettermi in pari, ma dopo 2 soli mesi la mia bambina si è ammalata di epilessia. Il ricovero è durato 20gg e quel mese presi 300 EURO di stupendio, a fronte di un afitto di 672 EURO: non ho potuto pagare l'affitto. Malgrado il mese successivo abbia pagato, in marzo mi è arrivata la convocazione del Tribunale per l sfratto.
vendo 1 solo mese di affitto arretrato, oltre al riscaldamento, il Giudice mi ha concesso una proroga di 90 giorni per saldare il debito (Quasi 5000 EURO, tra debito, avvocato e spese di tribunale). Ancora una volta pensavo di potercela fare, ma ecco che la malattia di mia figlia è degenerata arrivando a 2-3 attacchi a settimana, e le medicine non facevano effetto. Molti giorni a casa non retribuiti, stipendio medio di 600 EURO, non solo non ho potuto saldare il debito, ma nemmeno pgare gli afitti da maggio in poi.
Da settembre sono a casa con la L. 388, essendomi stata riconosciuta la L. 104 per la bimba: perdo circa 500 euro al mese per il disagio turni e la quota di 15esima, ma almeno posso vivere.
Aspettavo la convocazione per la convalida dello sratto, sapevo che sarebbe arrivata, e infatti agli inizi di ottobre, nemmeno il tempo di ricevere il primo stipendio intero, mi è arrivato il foglietto verde. Dando per scontato fosse la convalida, errore mio, ho letto solo data e ora: 10 novembre, e ho messo via il foglio.
Sono stata all'A.T.C. dove mi han consigliato una proposta da fare al proprietario in Tribunale per il rientro, inserendomi in emergenza abitativa e dicendomi che, però, prima di 6 mesi/1 anno non ci sarebbero state disponibilità, e mi conveniva accordarmi.
Sono stata dagli Ass. Sociali del mio comune, che mi han dato un appuntamento per il giorno stesso dell'"udienza", insistendo perché andassi da un Avvocato che mi rappresentasse in Tribunale. Dissi che se avessi avuto i soldi per un avvocato, avrei pagato prima l'affitto senza trovarmi in quela situazione, e che non ho diritto al Gratuito Patrocinio perché il mio reddito annu lordo supera, benché di poco, i limiti per il Gratuito Patrocinio.
Gli Ass. Sociali mi dissero che avendo io quattro figli a carico il limite doveva essere superiore: dissi di no, perché si trattava di una causa civile. Mi dissero che non si guarda il CUD ma l'ISE: dissi di nuovo di no, ma non mi credettero. Mi congedarono insistendo sul punto che grazie all'ISE avevo diritto al Gratuito Patrocinio e di recarmi da un Avvocato: sapevo che non era così, e lasciai perdere.
Senonché il giorno dell'"Udienza", nel prendere il foglio che avevo così superficialmente letto e accantonato, notai una frase a cui non avevo fatto caso (Perché avevo dato per scontato fosse la con valida!): "Monitoria di sgomero". Mi avrebbero cacciata di casa il giorno stesso, e i fogli della convalida non erano mai arrivati!
Andai di corsa dagli Ass. Sociali che mi dissero che mi avevano detto di andare da un Avvocato e basta, e solo dopo mia insistenza chiamarono un Avvocato di loro conoscenza per scoprire che non avevo diritto, esattamente come dicevo io, al Gratuito Patrocinio. Mi dissero che sarei dovuta andare comunque, obbietti: "Per fare cosa? Caricarmi di ltre spese e debiti che non potrei saldare?". Niente: avevo torto perché loro mi avevano dato un consiglio e non l'avevo seguito.
Chiesi aiuto e mi risposero che non era loro competenza e me la sarei dovuta sbrigare da sola.
Tornai di corsa a casa aspettando l'Ufficiale Giudiziaro a cui chiesi, a titolo personale, una proroga (Ho ancora oggi il dubbio che se fossero venute con me e l'avessero chiesta loro sarebbe stato diverso), il quale mi concesse di malavoglia e quasi dandomi della profittatrice 26 giorni e non uno di più, dicendomi che me la concedeva non certo perché ho 4 figli minori e che per lui era irrilevante anche che una dei figli fosse invalida, e che il 6/12 tornerà col fabbro e mi metterà fuori senza se e senza ma.
Sono tornata dagli Ass. Sociali dicendo che non ho un soldo da parte, chiaramente, per affittare un nuovo alloggio (Dove ti chiedono 3 mesi anticipati, che non ho... ammesso che affittino ad una che ha uno sfratto esecutivo per morosità!) e che non so dove andare con 4 figli. Mi han risposto di andare presso amici o presso parenti: non ne ho. Non ho amici che mi possano ospitare, vivono tutti in monolocali o bilocali, i miei amici son tutti single e hanno case da single, e quanto ai miei genitori vivono già in 4 in un appartamento di 90mq e mi han detto chiaramente che non è affar loro e non mi aiuteranno. Gli Ass. Sociali insistono che non è loro competenza e mi dicono che non faranno nulla. Dico che allora finirò in mezzo alla strada, nei dormitori pubblici, con 4 minorennidi cui una malata, e che non voglio perdere i miei figli per un disagio economico non dipendente dalla mia volontà: mi dicono di nuovo che i problemi abittivi non sono di loro competenza ma che non mi toglieranno certo i figli se non ho un tetto. Cioè: agli Ass. Sociali va bene se in pieno inverno 4 minorenni vivono per strada????
Torno all'A.T.C. dove mi dicono che per la casa non c'è nulla da fare al momento: non ne hanno e anche se ne avessero, e non è così, solo per l'istruttoria della domanda ci vano 2 mesi. Mi dicono anche loro di andare presso parenti. NON.NE.HO!!!!!!!
Torno dagli Ass. Socili: stessa risposta. "Non è nostra competenza, vada presso parenti". Non ho parenti! Mi accusano di averne e non volerlo dire, magari perché non sono in buoni rapporti? Magari perché non ci voglio andare? Magari cerco la soluzione più comoda?
NO! Gli unici parenti che abbia sono mia madre, mio padre e 2 fratelli, vivono tutti nello stesso appartamento e anche se le altre famiglie sarebbero forse più solidali, la mia non lo è mai stata e non mi aiuterà, non mi ospiterà, han già detto che me la devo cavare da sola e che non mi presteranno nemmeno un centesimo. Risposta? "Il disagio abitativo non è di nostra competenza".
Il 6 dicembre è dietro l'angolo e non so dove andare: l'A.T.C. non ha case, i miei genitori se ne sono lavati le mani, e anche gli Ass. Sociali.
Cosa devo fare?
Davvero gli Ass. Sociali in questi casi non intervengono? Davvero non è loro competenza e basta?

Grazie e scusate la lungaggine.


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 Oggetto del messaggio: Re: Mi hanno detto che non è di loro competenza
MessaggioInviato: gio, 18 nov 2010 - 4:42 pm 
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Lei ha raccontato la sua lunga e molto difficile storia familiare, però mi viene difficile esprimere un giudizio in merito al modo di lavorare dei servizi a cui si è rivolta.
Io penso che gli ass.soc. siano tenuti a valutare la sua condizione di bisogno di una donna sola con 4 figli minori a carico e a rischio di perdere la casa.
Gli ass.soc. non sono sempre in grado di trovare case a cittadini bisognosi, ma potrebbero almeno accompagnarla nella ricerca o potrebbero contattare loro stessi i suoi parenti stretti.
In alternativa potrebbero informarsi per capire se ci sono soluzioni alloggiative temporanee dove poter garantire un tetto ai suoi figli in attesa di trovare una soluzione stabile.
Potrebbe anche guardarsi in torno per capire se ci sono relatà informali che danno supporto in situazioni simili (Caritas, parrocchie, associazioni,ecc.).

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 Oggetto del messaggio: Re: Mi hanno detto che non è di loro competenza
MessaggioInviato: gio, 18 nov 2010 - 7:57 pm 
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Iscritto il: mer, 17 nov 2010 - 9:55 pm
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Sono già stata nell'unica associazione di volontariato sul territorio, la quale è legata alla Chiesa: il Parroco mi ha mandato a quest'Associazione dicendomi che loro, come ministri della Chiesa, si occupano solo del lato spirituale e non sono in grado di aiutarmi nemmeno volendo, l'Associazione non mi ha ancora risposto (Il 6/1 è fra sole 2 settimane e 1/2!), ma quando sono stata da loro mi hanno guardata come un'aliena e non so se stiano muovendo qualcosa o meno, comunque ho capito di non poterci sperare troppo perché entrambi, Parroco e Presidentessa dell'Associazione, mi hanno detto che se ne dovrebbero occupare gli Assistenti Sociali e che loro, se ho bisogno, mi possono giusto passare qualche vestito per i bambini (Ma io ho bisogno di un tetto, non di abbigliamento!), e non si capacitavano della risposta delle Ass. Sociali.
Assistenti Sociali le quali non rispondono, nel frattempo, nemmeno più ai miei messaggi nella segreteria telefonica, se mi presento lì o sono sempre impegnate, o mi rispondono sempre che non è loro competenza e di andare presso parenti. Non hanno aperto un fascicolo, non mi chiamano per fare il punto della situazione, non hanno nemmeno guardato la documentazione che ho portato. Tutto tace, da parte loro. Tutto tace e il tempo passa, ed io tempo non ne ho. L'ultima volta mi hanno detto: "Al massimo appena trova una soluzione ce lo faccia sapere.". :?:

Quindi, a fronte di questo atteggiamento, io cosa potrei fare?


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 Oggetto del messaggio: Re: Mi hanno detto che non è di loro competenza
MessaggioInviato: ven, 19 nov 2010 - 7:36 am 
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Mi verrebbe da dirle: scriva al sindaco/assessore del comune oppure al responsabile del servizio sociale.
E se ritiene che l'ass.soc. non abbia rispettato il codice deontologico scriva all'ordine regionale descrivendo la situazione e esplicitando tutti gli elementi necessari per consentire un'accurata valutazione da parte dell'ordine.
Qui può visionare la parte del codice deontologico attinente ai rapporti tra ass.soc. e utente/cliente: http://www.assistentisociali.org/serviz ... lo-III.htm

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