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 Oggetto del messaggio: laurea triennale L39 senza abilitazione
MessaggioInviato: dom, 27 dic 2015 - 11:31 am 
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Iscritto il: dom, 27 dic 2015 - 11:23 am
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Buongiorno a tutti.
Vorrei perfavore sapere eventuali sbocchi professionali senza essere ancora iscritta all esame di abilitazione all albo B. Vi ringrazio anticipatamente per le risposte.
Cordialmente
Alessandra mazzoni


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 Oggetto del messaggio: Re: laurea triennale L39 senza abilitazione
MessaggioInviato: dom, 27 dic 2015 - 7:47 pm 
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Tutto ciò che trovi come laureata in servizio sociale,non puoi fare l'assistente sociale, ma x es. l'educatrice si


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 Oggetto del messaggio: Re: laurea triennale L39 senza abilitazione
MessaggioInviato: lun, 28 dic 2015 - 8:14 am 
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Scusate, questa cosa mi fa' un tantino arrabbiare. Per fare l'educatrice esiste un titolo specifico che è la laurea in Scienze dell'educazione. Solo in alcuni ambiti (es. l'assistente educatore per l'handicap in ambito scolastico) è ammesso il diploma generico (ma di solito vengono preferiti diplomi inerenti). Lavoro negli asili nido e in questo settore ogni legge regionale disciplina i titoli di accesso alla professione educativa: la Regione Lombardia è molto lassista purtroppo, ammettendo anche diplomi triennali di Operatore servizi sociali e naturalmente la laurea L39, ma per esperienza posso affermare che i laureati in servizio sociale difficilmente sono buoni educatori (di asilo nido, almeno). A volte non hanno sostenuto neppure un esame di pedagogia!!!
Quella degli educatori/pedagogisti purtroppo è una semiprofessione altrimenti sarebbero da denunciare abusi da tutte le parti... Manca una categoria professionale che sia in grado di autodiscilinarsi e richiedere un meritato riconoscimento normativo. Figurarsi che per fermare uno scempio quale quello della trasmissione "Tata Lucia" è dovuta intervenire l'Associazione Nazionale dei Pediatri, perchè noi pedagogisti dormiamo!!!
Scusate lo sfogo.

Per tornare al quesito iniziale di Alessandra, conosco laureati in Scienze del Servizio Sociale che lavorano genericamente come operatori sociali senza abilitazione, nelle associazioni o cooperative ad esempio, a volte in settori innovativi. Puoi seguire corsi specifici per diventare Facilitatore di gruppi o Mediatore sociale o altro ancora. Ma perchè non ti interessa sostenere l'esame di Stato?


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 Oggetto del messaggio: Re: laurea triennale L39 senza abilitazione
MessaggioInviato: lun, 28 dic 2015 - 11:07 am 
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Iscritto il: ven, 04 mag 2007 - 10:22 am
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Calma Federica, non ti arrabbiare.

La laurea in scienze dell'educazione permette di svolgere l'attività di "educatore professionale".

Ora, piaccia o non piaccia, i contratti collettivi prevedono figure "ibride", connesse al solo titolo di scuola media superiore, tipo "operatore", "educatore", ecc.

Certo, con la L39 senza abilitazione non puoi fare l'assistente sociale, ma (con la maturità) altro ci fai. Molti colleghi lo fanno, al pari di tutti gli altri (a cominciare dagli psicologi fino ai sociologi). Dov'è il problema?

Buone Feste!

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Ugo Albano

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 Oggetto del messaggio: Re: laurea triennale L39 senza abilitazione
MessaggioInviato: lun, 28 dic 2015 - 3:58 pm 
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Iscritto il: ven, 06 ott 2006 - 4:03 pm
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Mi spiace che ti arrabbi, ma quello che tu dici è vero solo in parte. Ci sono impieghi e settori nei quali è richiesto il laureato in scienze dell'educazione o l'educatore professionale sanitario ed impieghi e mansioni in cui è richiesto il laureato in scienze dell'educazione o lauree affini. Con il mercato del lavoro attuale il laureato in servizio sociale deve uscire dalla logica che solo ed esclusivamente l'assistente sociale può fare, non è vero (per fortuna), e dato che i laureati in psicologia lo hanno capito già da tempo (e non lo vedono come uno svilimento professionale) non vedo perché noi non lo possiamo fare. Alessandra questo chiedeva. Ti dirò di più, nella coop dove lavoro cercavamo educatori per disabili e la selezione era aperta a diverse lauree....che delusione ragazzi, i laureati in servizio sociale li abbiamo contati sulle dita di una sola mano, con tutti che si lamentano perché non trovano lavoro.......


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 Oggetto del messaggio: Re: laurea triennale L39 senza abilitazione
MessaggioInviato: lun, 28 dic 2015 - 9:40 pm 
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Iscritto il: sab, 04 apr 2015 - 7:26 pm
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MonicaB ha scritto:
nella coop dove lavoro cercavamo educatori per disabili e la selezione era aperta a diverse lauree....che delusione ragazzi, i laureati in servizio sociale li abbiamo contati sulle dita di una sola mano, con tutti che si lamentano perché non trovano lavoro.......


Capisco la delusione ma anche la difficoltà per un laureato in servizio sociale a candidarsi per quel ruolo. Va bene lo spirito di adattamento, ma per educare - ribadisco - serve (servirebbe) una preparazione specifica, non basta il buon cuore nè è utile il metodo scientifico proprio del servizio sociale. O si unificano i profili (come all'estero dove nella categoria dei social worker sono compresi anche i pedagogisti sociali, i nostri educatori professionali) creando un percorso formativo unico, oppure continuo a rivendicare la specificità dei due ruoli.

So bene che anche psicologi e sociologi si addentrano in terreni che non sono propri, ma sempre a spese del terreno che dovrebbe essere degli educatori / pedagogisti, i quali invece viceversa al massimo fanno i counselor (ma l'ordine degli psicologi da tempo medita a come stroncare il diffondersi del fenomeno...).

Personalmente sto studiando per migrare dalla (non)categoria dei pedagogisti a quella degli assistenti sociali perchè ho bisogno di sentire lo spirito di appartenenza ad una famiglia professionale riconosciuta. Ne ho bisogno per continuare a crescere professionalmente e perchè come dipendente pubblico un profilo "inesistente" è molto più a rischio di un profilo ritenuto (chissà ancora per quanto) essenziale nei LEA.

Per questo il mio sfogo è solo dovuto all'amarezza che sento, non vuole essere assolutamente polemico. E mi scuso con Alessandra per aver utilizzato il suo topic...


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 Oggetto del messaggio: Re: laurea triennale L39 senza abilitazione
MessaggioInviato: mar, 29 dic 2015 - 5:15 am 
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Cara Federica,

capisco il senso di quel che dici e lo condividerei pure se vivessimo in uno Stato in cui ad ogni profilo sono ascritte delle precise competenze, ma così non è.

La verità è che le competenze sono (ormai o meno male?) trasversali.

La questione non è "letterale": quando c'è qualcosa che inizia con "educa.." o "pedagogico..." NON E' che è solo dell'educatore e gli altri sono incompetenti per definizione. Così come "psico..." richiama solo lo psicologo.
Anche perchè una tale impostazione richiederebbe poi un approccio "spezzettato" sulla persona: un pò quel che succede in medicina.

Poi bisogna essere chiari: educatore professionale e pedagogisti sono due cose diverse, mi pare: come per gli assistenti sociali, c'è un livello di base ed uno magistrale, non facciamo confusione.

Dal mio punto di vista osservo che negli ultimi anni/decenni, anche per via di una chiara deregulation legislativa (ricordo che l'art.12 della L.quadro non è stato applicato, poi la riforma del titolo V ha fatto il resto...) ogni professione (a cominciare dagli psicologi) ha cercato di accaparrarsi delle competenze altrui, spacciandole per proprie. A ciò si è aggiunto la formazione universitaria poco orientata al profilo giuridico che invece le competenze le contempla.

Insomma da questo gran casino è poi normale che si creino leggende metropolitane in base alle quali solo certi "unti dal Signore" siano capaci di esercitare certe funzioni.

Tutto ciò a livello di professioni normate: ben so che gran casino c'è tra le professioni "non normate", Ma parliamo di "professioni", almeno.

Quello di cui si parla richiama invece il livello semiprofessionale: fare l'educatore/operatore NON E' un ripiego per il professionista, semmai si tratta di un campo compreso nelle competenze. Per esempio (assurdo?) è come se si chiedesse ad un medico, in assenza di infermiere, di svolgere funzioni infermieristiche: non penso che sia incompetente.

Bisogna capire cosa fa l'educatore/operatore. La risposta è semplice: se svolge funzioni per cui l'assistente sociale (al pari del pedagogista, sociologo, psicologo,...ci metto pure i tanti laureati in scienze politiche...) ha competenze, beh, PERCHE' NO?

Eviterei di cadere nella "trappola intellettuale" in base alla quale il welfare ha bisogno di soli professionisti. Il welfare (intendo le imprese che vi lavorano) hanno invece bisogno di tanti semiprofessionisti.

Io raccomando sempre ai giovani colleghi di "adattarsi" a funzioni semiprofessionali, se ciò permette loro di lavorare. Anzi, invito a valorizzare queste esperienze: proprio passando per esperienze semiprofessionali si è poi capaci di capire meglio il lavoro quando poi si opera secondo la propria qualifica.

Oggi è comunque così: tanti colleghi, pur di lavorare nei servizi alla persona, si adattano a livelli diversi, e va bene così. Se ciò non è vissuto come un demansionamento e se altri "unti dal signore" la smettono di considerare come "propria riserva" i servizi, ne godremo tutti.

Se in Italia c'è guerra tra le professioni (e la guerra c'è, anche se nessuno ne parla), beh, confrontiamoci sulle competenze e le funzioni e non sulle "riserve di Legge" (o "riserve mentali").

Non so se mi spiego. Se un assistente sociale abituato ad identificarsi con le scartoffie va a svolgere il lavoro di aiuto (come operatore domiciliare, per fare un esempio), non è che fa "altro", svolge funzioni ascritte al profilo.

Io cito sempre l'esempio del lavoro di strada: ma come mai lo "streetsocialworker" (che è un assistente sociale nel mondo anglosassone) in Italia diventa un "operatore di strada" e poi "educatore di strada" e poi "educatore professionale", proprio perchè magari si esercita Lobby sul legislatore regionale? La vogliamo smettere con questi giochetti da "asso piglia tutto"?

Colleghi: in un welfare (checcè se ne dica) in espansione dobbiamo noi assistenti sociali essere al centro delle opportunità e non accontentarci delle briciole. E' così in tutto il mondo, perchè mai dovrebb'essere diverso da noi?

Buona giornata.

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Ugo Albano

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 Oggetto del messaggio: Re: laurea triennale L39 senza abilitazione
MessaggioInviato: mar, 29 dic 2015 - 6:43 am 
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Ugo ha centratp in pieno.noi cercavamo educatori,non insegnanti di sostegno o assistenti alla persona,ma educatori che all'interno della scuola e della famiglia fornissero un supporto al ragazzo disabile nell'area delle autonomie personali e delle relazioni,perché non dovremmo sapwrlo fare? Quei 4 ass soc che son venuti....tutti molto snob,molto convinti che il mondo avesse bisogno di loro,superiori a tutti,e nel colloquio ti dicono che sono lí perché non hanno trovato altro......una tristezza infinita.....


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 Oggetto del messaggio: Re: laurea triennale L39 senza abilitazione
MessaggioInviato: mar, 29 dic 2015 - 6:23 pm 
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Il dibattito si fa interessante, ma credo che stiamo mischiando tante questioni diverse.

Sulla capacità di adattamento, con me sfondate una porta aperta. A 19 anni, dopo la maturità, sono andata a fare un anno di volontariato in una comunità per tossicodipendenti. Qui ho imparato a zappare l'orto, liberare la dispensa dai topi, mettere lo stucco alle finestre e soprattutto ho incontrato tanta umanità che mi ha rimotivato su basi diverse all'idea di un lavoro "per gli altri". Ne sono uscita con 2 metri in meno di altezzosità sopra la testa!
Come primo lavoro da laureata in Scienze dell'Educazione, ho fondato con alcune colleghe una cooperativa sociale, in cui facevo la presidente, l'educatrice, l'amministrativa e pure la donna delle pulizie! Facevo, con le altre, semplicemente quello che c'era da fare, senza alcuna "pretesa".

Quindi non si discute sulla necessità che un professionista, qualunque professionista, se vuole essere tale, debba sperimentarsi e mettersi alla prova in mansioni anche umili.

Quello che non condivido è l'implicita gerarchia tra assistente sociale ed educatore, come se le competenze richieste per la prima professione comprendessero quelle richieste per la seconda (ma attenzione, non viceversa!). E quindi fare l'educatore potrebbe essere un buon training per chi aspira a fare l'assistente sociale. Potreste accettare il discorso inverso? "Mentre cerchi un impiego come educatore, caro collega, potresti adattarti a fare l'assistente sociale, che ci vuole? Saresti in grado perfettamente. Basta gelosie professionali!"

A dir la verità non sono neppure del tutto d'accordo sul fatto che la mansione "superiore" comprenda quella "inferiore" anche nella stessa famiglia professionale.
Il medico e l'infermiere ad esempio fino a 20 anni fa' avevano percorsi formativi molto diversi, come il pedagogista e l'educatore. Solo i primi ricevevano una formazione universitaria, i secondi invece un training molto pratico in scuole parauniversitarie.
Anche ora che educatore e pedagogista fanno parte di un continuum formativo di tipo universitario (sono i due livelli di laurea come as e as specialista), personalmente porto un rispetto enorme per le mie educatrici di nido, che hanno maturato competenze nel loro lavoro molto diverse dalle mie di pedagogista.

A voi la parola, spero di aver lanciato abbastanza provocazioni per continuare la riflessione!


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 Oggetto del messaggio: Re: laurea triennale L39 senza abilitazione
MessaggioInviato: mar, 29 dic 2015 - 6:25 pm 
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Non sono tutti così. Grazie a Dio.

E' che c'è un "difetto di produzione" all'università. Poi al tirocinio vedono solo scrivanie, al che il guaio è totale.

Ma non disperiamo. Per paradosso è proprio la crisi economica a togliere un pò di paraocchi.

Ma ripeto: non sono tutti così. C'è il "fighetto figlio di papà", ma c'è pure tanta gente che viene dalla gavetta e sa coniugare flessibilità con la giusta predisposizione a giocarsi oltre alle (solite) etichette.

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Ugo Albano

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 Oggetto del messaggio: Re: laurea triennale L39 senza abilitazione
MessaggioInviato: mar, 29 dic 2015 - 6:32 pm 
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Scusa, Federica, abbiamo risposto simultaneamente e non ho letto il tuo post.

D'accordo su tutto. La questione "gerarchica", come da te posta, non è così.

L'equivoco è sempre quello: tu parli dell'educatore professionale (con laurea breve), mentre io parlo di "educatore senza titolo" (così recita il CCNL delle coop.), che ha il solo titolo di maturità.

Ora, se io con la laurea vado a fare un lavoro in cui è richiesto il diploma di maturità - dall'impiegata alla cassiera del discont- perchè non lo posso fare? E se lo faccio sull'educatore senza titolo, dov'è il problema?

Questo equivoco io lo dibatto spesso con i colleghi educatori professionali: ma dove sta scritto che gli educatore semplici devono essere professionali? "Unti dal Signore"???

Solo per capirci, per carità. E' che qua già a capirsi ri risparmierebbe una gran fatica....

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Ugo Albano

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 Oggetto del messaggio: Re: laurea triennale L39 senza abilitazione
MessaggioInviato: gio, 31 dic 2015 - 3:43 pm 
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Allora... Il medico secondo me è capacissimo di fare le funzioni dell'infermiere. Altro discorso e' che un medico appena laureato non abbia spesso idea di come si cambia um catetere o trova una via... Perché soprattutto in Italia lo studio della medicina e' meramente teorico e si rimanda la preparazione vera alla scuola di specializzazione, dove però si sceglie un'area fin troppo specifica e parcellizzata. Le lobbies hanno tutto l'interesse a che si creino percorsi super rigidi e legalistici... Mangiando vere e proprie competenze professionali. Altro discorso e' che un infermiere possa complementare il medico e viceversa. La mia esperienza attuale in Spagna e' secondo me molto particolare. Sono stata assunta come assistente sociale e psicologa e faccio anche da arteterapeuta sia nel mio luogo di lavoro principale che in un altro dove faccio solo quello (arteterapia). Il metodo di lavoro e' tale che io in Italia pur avendo lavorato tanti anni non ho mai visto una cosa del genere. Non esistono gerarchie. E' ovvio che ognuno ha competenze specifiche (solo l'infermiera fa un prelievo e solo io applico il mini mental) però se un giorno telefona un tutore e io non vi sono... Bè ci parla la direttrice che e' fisioterapista e che cominciò a lavorare lì da educatrice (e' una residenza per anziani) così come se una persona vuole alzarsi e io sono lì non aspetto la gerocultrice che magari e' di là con l'infermiera... La alzo io... Personalmente ho anche preso la chitarra e cantato le canzoni di Natale senza aspettare che lo facesse l'educatrice... Ma ora come psicologa organizzerò una formazione sull'ascolto attivo per i colleghi... Insomma... A me piace proprio lavorare così!! Chiara


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 Oggetto del messaggio: Re: laurea triennale L39 senza abilitazione
MessaggioInviato: ven, 01 gen 2016 - 5:35 pm 
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Puoi lavorare cosí anche in Italia basta non arroccarsi sulla posizione dell'assoc duro e puro che si preoccupa piú di pensare "questo non é di competenza di un laureato che ha tanto studiato" ma ti apri alle possibilità professionali.é la differenza che corre tra in laureato in servizio sociale e un assistente sociale.se tenti come me la libera professione te ne rendi conto benissimo di questa differenza e di quante cose puoi fare


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 Oggetto del messaggio: Re: laurea triennale L39 senza abilitazione
MessaggioInviato: ven, 01 gen 2016 - 6:54 pm 
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Ciao Monica... Infatti sono libero professionista. Ho la partita iva e fatturo come psicologa, come a.s. e come arteterapeuta. Per ora a due centri... Con la possibilità che entrambi mi offrano ore ulteriori e con l'idea anche di cominciare a integrare dando terapie individuali. Anche io sono contenta della libera professione. Non ho orari rigidi, non ho capi. Certo i costi non sono bassi (per ora si... Ma al terzo anno arrivano a 300,euro mensili) e io non prevedo di lavorare tante ore anche perché c'è vita oltre al lavoro, però indubbiamente sono più contenta ora di quando lavoravo a tempo indeterminato in comune e quindi non credo che darò concorsi pubblici qui, perché lavorare così e oggettivamente un'altra cosa...
Ciao


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 Oggetto del messaggio: Re: laurea triennale L39 senza abilitazione
MessaggioInviato: lun, 04 gen 2016 - 11:16 am 
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Iscritto il: dom, 27 dic 2015 - 11:23 am
Messaggi: 2
Grazie per le risposte volevo solo sapere se in attesa dell' esame di abilitazione potevo svolgere qualche mansione inerente al Mio Corso di studi in modo da iniziare ad avere un' esperienza pratica, dopo l eccessiva teoria accademica.
Ringraziandovi per le risposte, vi porgo gli auguri per un Felice 2016.
Cordialmente, Alessandra


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