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 Oggetto del messaggio: L' assistente sociale tra professione e semi professione.
MessaggioInviato: lun, 14 gen 2013 - 10:27 am 
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Ciao a tutti,
spero sia la sezione giusta.
Nel caso non lo fosse chiedo che la discussione sia spostata.

In un libro del 1998 (il più recente nella biblioteca della mia facoltà) ho letto queste righe:
Cita:
"Il servizio sociale in Italia è stato caratterizzato dalla disomogeneità e dalla frammentazione delle sedi di formazione, separatezza e settorialità delle sedi di lavoro, per lo più enti autonomi e distinti. Nonostante questo grazie all' Assnas e soprattutto ad iniziative individuali si è potuto costruire una cultura professionale largamente diffusa e apprezzata"


Volevo sapere da chi ha esperienza nel settore dell' assistenza, se la situazione, più o meno è ancora così! Siamo ancora ignorati dalle sfere alte della politica?

Grazie

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Bigliografia:
Avviamento al servizio sociale (Masini; Sanicola)_1998_Carocci editore
La voce nel silenzio: la violenza assistita (Depalmas; Cilio)_2012_Aracne
L' assistente sociale ruba i bambini? (Cirillo; Cipolloni)_1994_RaffaelloCortina editore


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 Oggetto del messaggio: Re: L' assistente sociale tra professione e semi professione
MessaggioInviato: lun, 14 gen 2013 - 11:55 am 
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Caro/cara Freddy,

la questione della professione/semiprofessione riguardo all'assistente sociale io l'ho affrontata in due diversi libri ("il professionista dell'aiuto" e "servizio sociale e libera professione", entrambi editi da Carocci).

La questione è assai particolare: se in sociologia le tipologie sono chiare, lo stesso tema ha bisogno di una declinazione ad hoc riguardo al lavoro dell'assistente sociale.

Non a caso la tua citazione fa riferimento all'organizzazione, la quale può richiedere (o no) professioni, mentre questo è solo un focus del problema. Essere o meno professionisti dipende pure dal singolo, oppure dalle "regole comuni" del gruppo.

Insomma, se recuperi questi miei due libri, lì c'è scritto tutto (edizione 2008!).

Nei miei corsi sulla libera professione io parto proprio da questo aspetto. Infatti si può essere semiprofessionisti dipendenti, ma nel mercato occorre essere professionisti. Ma, oltre alle parole, bisogna chiarire cosa ciò significhi. Nel corso infatti decliniamo il professionismo non in generale, bensì rispetto a come si è di persona.

Essere o meno professionisti dipende anche, in buona sostanza, da come si è "di persona": creatività, gestione del rischio, capacità di mediazione, ecc.

OK??

Se mi scrivi in privato magari mi spiego meglio.

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Ugo Albano

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 Oggetto del messaggio: Re: L' assistente sociale tra professione e semi professione
MessaggioInviato: lun, 14 gen 2013 - 12:03 pm 
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Ti ringrazio della risposta Ugo.

Cercherò sicuramente i testi che mi hai segnalato.

ma, chiedo a te con esperienza, l' assistente sociale a quale disciplina si deve riferire per svolgere il suo lavoro? ci sono tantissime leggi sparse e poi naturalmente il codice deontologico. Nei paesi anglossassoni ho notato una disciplina unitaria e precisa.

Federico!

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 Oggetto del messaggio: Re: L' assistente sociale tra professione e semi professione
MessaggioInviato: lun, 14 gen 2013 - 12:12 pm 
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Ci avrei scommesso sul fatto che sei un maschio! Muoversi in una direzione è prerogativa nostra (lo dicono le neuroscienze!).

Il problema è infatti proprio di quel tipo: una direzione confusa e bislacca sia sul piano normativo, sia nell'assestamento scientifico, sia nei percorsi di ricerca.

Facemmo anni fa una "ricerca di consenso", ahimè, ferma lì. La professione non vuole decidere in che direzione andare.

Battutaccia: non sapere dove andare (o sapere un pò di tutto, ma nulla di specifico) è tipico della semiprofessione, secondo Greenwood.

Saluti.

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Ugo Albano

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 Oggetto del messaggio: Re: L' assistente sociale tra professione e semi professione
MessaggioInviato: gio, 17 gen 2013 - 11:03 am 
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Iscritto il: lun, 07 gen 2013 - 10:08 pm
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cosa pensi di questa definizione:

Cita:
"compito dell' assistente sociale è prevenire e risolvere situazioni di bisogno in un costante rapporto di comunicazione/negoziazione tra risorse istituzionali e risorse sociali formali e informali; individuali e collettive"


Deriva dal problema scatenato negli anni 70 dalla nascita delle regioni e del welfare state e quindi dalla posizione dell' assistente sociale che da una parte aveva le amministrazioni e dall' altra gli utenti.

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 Oggetto del messaggio: Re: L' assistente sociale tra professione e semi professione
MessaggioInviato: gio, 17 gen 2013 - 11:23 am 
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E' una definizione general-generica, tipica degli anni 70.

Oggi i profili richiedono una traduzione competenziale.

Il cuore del problema nostro è questo.

Saluti.

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Ugo Albano

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 Oggetto del messaggio: Re: L' assistente sociale tra professione e semi professione
MessaggioInviato: gio, 17 gen 2013 - 11:32 am 
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Iscritto il: lun, 07 gen 2013 - 10:08 pm
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Questa discussione é illuminante, ti ringrazio.

In un testo di recente pubblicazione ho trovato questa definizione
Cita:
Disponibilità a mettersi a disposizione, differenziandosi dal termine lavoro, inteso come attività produttiva...diretta a procurare una retribuzione e non solo la realizzazione personale di chi lo svolge
.

Praticamente ogni decennio c'è una nuova definizione che però non va in contrapposizione con le precedenti ma in qualche modo le completa.

Del resto é impossibile dare una definizione unitaria ma si possono sicuramente delimitare il campo di intervento con lo scopo finale della realizzazione personale

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 Oggetto del messaggio: Re: L' assistente sociale tra professione e semi professione
MessaggioInviato: gio, 17 gen 2013 - 11:48 am 
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Caro Federico,

concordo su tutto e lo so che ogni cosa arricchisce le precedenti.

Insisto: occorra tradurre in competenze.

Fà un confronto tra i profili delle diverse figure: le altre definiscono competenze specifiche, noi siamo ancora sulle metacompetenze.

Come sai, le metacompetenze sono appannaggio di tutti, mentre le competenze specifiche sono riservate.

Quanto tu scrivi a me sembrano metacompetenze.

Il risultato è l'attuale disoccupazione degli assistenti sociali a fronte di un welfare che assume.

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Ugo Albano

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 Oggetto del messaggio: Re: L' assistente sociale tra professione e semi professione
MessaggioInviato: gio, 17 gen 2013 - 11:55 am 
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Quindi, se non ho capito male, tu mi dici che l' assistente sociale ad oggi non ha delle competenze specifiche e definite, si basa su soli modelli teorici al contrario delle altre professioni che operano nello stesso ambito.

Corretto?

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MessaggioInviato: gio, 17 gen 2013 - 1:35 pm 
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No, ho detto che il profilo (cioè la definizione da legge) è poco orientata alle competenze.

Per ritornare al quesito iniziale: è la presenza di competenza specifica che differenzia professione e semiprofessione.

Saluti.

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 Oggetto del messaggio: Re: L' assistente sociale tra professione e semi professione
MessaggioInviato: gio, 17 gen 2013 - 1:37 pm 
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Ok perfetto!!
Ti ringrazio :wink:

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