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 Oggetto del messaggio: l'assistente sociale e la politica
MessaggioInviato: sab, 27 mag 2017 - 10:01 am 
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Carissime/e,

ma secondo voi l'assistente sociale italiano è di DESTRA o di SINISTRA?

Parliamone e, specialmente, argomentiamo le nostre opinioni.

Grazie!

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Ugo Albano

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 Oggetto del messaggio: Re: l'assistente sociale e la politica
MessaggioInviato: gio, 01 giu 2017 - 8:01 pm 
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Scusa Ugo, ma la tua domanda sembra un trabocchetto!

Comunque, proprio stamattina ho sentito un parziale elenco di alcune riforme ferme al Parlamento, che, nel caso di elezione ad ottobre, non verranno approvate prima - durante la campagna elettorale (chissà dopo?!!!): riforma giustizia, fine vita, legalizzazione della cannabis, introduzione reato di tortura, etc...

L'approvazione di queste riforme cambierebbe parecchio il panorama attuale in cui si collocano le diverse politiche sociali, abituate a rincorrere i problemi anziché prevenirli. La promozione di interventi sociali è tarata su legislazioni che rappresentano una società statica con un welfare altrettanto debole.


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 Oggetto del messaggio: Re: l'assistente sociale e la politica
MessaggioInviato: ven, 02 giu 2017 - 6:47 am 
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Ma sai, Riccardo caro, c'è politica e politica. O meglio certe "riforme" (come dici tu) volute da una parte politica ed altre dall'altra.

Io chiedo invece COME l'assistente sociale si pone in questa diatriba. Per esempio il fine-vita o la cannabis: fermo restando che sono temi nei quali lavoriamo, c'è un dibattito tra di noi? Oppure - in assenza di questo - ognuno aderisce al proprio schieramento? E se così è -destra e sinistra - a quale ci ispiriamo?

La domanda sembra banale, ma sotto c'è tanto da dire. Politica però significa "fare delle scelte" ed abbandonare questo abito di (falsa) neutralità che la professione a volte insiste a mantenere.

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Ugo Albano

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 Oggetto del messaggio: Re: l'assistente sociale e la politica
MessaggioInviato: ven, 02 giu 2017 - 10:06 am 
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Iscritto il: ven, 10 dic 2010 - 3:22 pm
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Io vedo gran poco dibattito, nonostante ci sarebbero una marea di cose cose da dire e da fare.
Non vedo neanche troppo semplice aderire al proprio schieramento, vista la crisi e la scarsa fiducia che c'è.
Sono d'accordo sull'abbandono di una "sperata" neutralità, che il più delle volte si scontra con un offerta poco coerente tra i diversi attori.

Dal canto mio posso dire che qualunque ingiustizia urta la mia sensibilità, a prescindere dall'ambito di lavoro di cui mi occupo.
La progressiva riduzione delle risorse fa scontrare le priorità di intervento, che non facilita la promozione di interventi nuovi, anzi restringe i destinatari, alimentando uno scenario di mancate risposte che a suo volta alimenta conflitto.
L'atteso aumento delle risorse: per gli utenti, per assumere colleghi, per abbassare i carichi di lavoro e per stipendi più alti, per quanto ultra-legittima, a me sembra una vana speranza (a prescindere dal colore politico).

Detto questo, se penso alla categoria, posso provocatoriamente aggiungere che assistere quotidianamente alle manipolazioni, fallimenti, sprechi e inefficienze dei Servizi, degli utenti etc... non consente all'assistente sociale di provare ad investire sulle scelte e sui cambiamenti politici, forse perché credono poco al raggiungimento di risultati diversi.


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 Oggetto del messaggio: Re: l'assistente sociale e la politica
MessaggioInviato: ven, 02 giu 2017 - 12:31 pm 
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Iscritto il: ven, 04 mag 2007 - 10:22 am
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Vedi che stiamo parlando di politica?

Dico "politica", non "partitica".

La "partitica" è in crisi, ciè è evidente.

Ma la "Politica" no. Anzi, oggi come non mai stiamo uscendo dal binomio destra-sinistra e stiamo cercando nuove vie, ovvero pensieri che aggreghino in maniera diversa le persone verso responsabilità collettive.

Ecco, se io vedo un gran fermento su queste tematiche - dalla giustizia mondiale ai modelli di sviluppo - vedo una categoria assente.

E' una storica "neutralità" che è abbastanza ipocrita, perchè in verità gli assistenti sociali italiani sono sempre stati COL potere e DENTRO il potere.

INOLTRE tanti problemi che tu enuclei (dai carichi di lavoro alle risorse) non hanno visto la professione fare Lobby, almeno per tutelare noi stessi.

Possibile che in un welfare in espansione noi non abbiamo "usato la politica" per avere più posti di lavoro? Possibile che l'idealismo per il prossimo poi si ferma davanti al chiedere legittimazione per poi questo prossimo poterlo aiutare? Possibile che in maggioranza ci si dichiari di sinistra senza capire che questa attua politiche di destra?

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Ugo Albano

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 Oggetto del messaggio: Re: l'assistente sociale e la politica
MessaggioInviato: dom, 04 giu 2017 - 6:51 pm 
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Iscritto il: mar, 15 gen 2013 - 4:25 am
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Secondo me l'assistente sociale nasce di sinistra. Solo che poi la sinistra non se la fila, solo che l'a.s. non se ne accorge. Io vedo la destra però più attenta al sociale, il Movimento Sociale aveva un buon radicamento nelle masse popolari.

LB


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