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 Oggetto del messaggio: irreperibilità anagrafica e attivazione dei servizi sociali
MessaggioInviato: gio, 15 lug 2010 - 8:38 am 
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sono qui a porvi un quesito sperando che colleghi esperti possano darmi qualche dritta. (MonicaB e Ugo ci siete? :oops: ).

Mi si è presentato il caso di un signore che era residente fino a 5 anni fa nel comune dove lavoro. Ora la persona risulta da 5 anni irreperibile ed è stato cancellato dalle liste anagrafiche.
In questo periodo ha vissuto presso un amico in un paese vicino e non ha preso la residenza.

L'amico non può più ospitarlo e chiede a me, vecchio comune di residenza, di attivarmi per trovargli un alloggio alternativo. (Peccato che il signore non abbia reddito e bevucchi i pochi soldi che guadagna in nero.... :? )

Ho già verificato che non può presentare domanda per le case popolari perchè deve aspettare un eventuale bando. La condizione di indigenza infatti non è un canale di accesso.

Mi chiedo:
- se non è più residente nel mio comune sono tenuta a garantirgli dei servizi? se sì quali?
Mi pare infatti che non esista più il domicilio di soccorso...
- non sarebbe meglio segnalare il caso all'anagrafe del comune dove ha dimorato fisicamente per inserirlo nelle loro liste anagrafiche dei senza fissa dimora?

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Ash Nazg
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 Oggetto del messaggio: Re: irreperibilità anagrafica e attivazione dei servizi sociali
MessaggioInviato: gio, 15 lug 2010 - 11:07 am 
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Caio cara, per un caso analogo con quesito all'ufficio legale della regione ci era stato risposto che se il comune è così visrtuoso da effettuare i controlli e la cancellazione anagrafica della persona irreperibile perché poi dovrebbe farsene carico se non ha più la residneza lì. Il domicilio di soccorso non esiste più. Ora partendo da questo e dal regolamento anagrafico ci sono due strade. La prima parte dall'assunto che lui deve mettere la residenza da qualche parte altrimenti per lo Stato italiano NON ESISTE, sia dal punto di vista sanitario, che sociale, che di accceso ad una qualunque prestazione pubblica. Deve infatti anche pagarsi l'assistenza sanitaria se per esempio viene ricoverato. La residenza la può mettere o nel Comune di domicilio o in subordine e come ultima istanza nel comune di nascita, da lì il comune di residenza diviene competente per gli interventi assistenziali. Se lui per scelta o quant'altro non vuole iscriversi all'anagrafe non si può fare nulla, a meno che il comune di domicilio (quindi non quello di vecchia residenza) accetti di farsi carico degli interventi assistenziali per una persona non residente. Nel mio caso lui non era residnete da nessuna parte e l'azienda sanitaria ha chiesto a noi come comune di ultima residenza il pagamento delle spese attinenti ad un ricovero, ma forti del parere della regione e della 328 noi ci siamo opposti ed ha pagato il comune in cui la persona era domiciliata. Io comuque inviterei la persona a prendere la residenza da qualche parte altrimenti non puoi fare nulla, anche per le case popolari si può chiedere l'assegnazione nel comune di residenza o di lavoro, salvo i certificati 104 e quindi....


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 Oggetto del messaggio: Re: irreperibilità anagrafica e attivazione dei servizi sociali
MessaggioInviato: gio, 15 lug 2010 - 11:10 am 
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P.S. sono molto lusingata dall'accostamento con Ugo..... :D


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 Oggetto del messaggio: Re: irreperibilità anagrafica e attivazione dei servizi sociali
MessaggioInviato: gio, 15 lug 2010 - 12:49 pm 
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Questo è uno dei tanti buchi della Legge-quadro...............

Da noi a Ravenna questi soggetti li iscriviamo ad un indirizzo fittizio (che è la sede dell'Ente), appunto per assicurar loro la residenza ed un recapito.

Alcuni Comuni hanno creato un "indirizzo fantasma".

Il problema è che, quando il Comune non provvede, questi signori restano "fantasmi".

D'altra parte l'ev. assenza di "residenza fittizia" può costringerci a "spremerci le meningi". Per esempio, se è necessario ricostruire un minimo di rete, magari c'è una famiglia che da decenni non lo vede più,..magari con l'ipotesi del diritto alla pensione ci si può muovere... beh, andrebbe giocata la carta. Oppure cercare "sponsor", tipo parroci o volontari o altri, per la concessione della residenza, magari in una casa vuota o "sgarrupata" (dal napoletano: diroccata), basta convincere il vigile a non fare storie............. Alcuni Centri Caritas fanno così......

Il problema è l'emersione di questi cittadini nascosti. Alcune normative regionali richiamano "l'ultima residenza", per cui può pure far fede dove era iscritto prima della cancellazione.............

Un' ipotesi (un pò estrema, ma che ho visto praticare da questi soggetti) è quella di commettere reati: la detenzione, per paradosso, permette loro la messa in regola della residenza................. ahimè, che stato sociale abbiamo..............

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Ugo Albano

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 Oggetto del messaggio: Re: irreperibilità anagrafica e attivazione dei servizi sociali
MessaggioInviato: gio, 15 lug 2010 - 1:13 pm 
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Bè adesso ci saranno altre frontiere da esplorare, la scorsa settimana il ministro Maroni ha firmato il decreto di attuazione del registro dei senza fissa dimora previsto nella legge sicurezza, tutto da capire....


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 Oggetto del messaggio: Re: irreperibilità anagrafica e attivazione dei servizi sociali
MessaggioInviato: gio, 15 lug 2010 - 1:50 pm 
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E' tutto da capire sì. C'è un risvolto di ordine pubblico non da poco, se pensi agli "scomparsi"

Si tratta di "mettere mano" non solo a gente che perde la residenza, ma anche e specialmente di far uscire allo scoperto persone che si sono eclissate volontariamente.

E' una "massa" che si sta ingrandendo sempre di più, dai vecchi "barboni" ai tanti lavoratori senza casa, per non dimenticare i separati e tutto il resto.

All'estero ci lavorano già tanti colleghi, è lo streetsocialwork. Da noi il volontariato.............

Alla barba del "soccorso sociale" citato in L.quadro come livello essenziale e quasi mai attuato.......... speriamo quest'anno, visto che è l'anno europeo contro la povertà...... ma sono pessimista: i poveri non votano. Anzi, senza residenza bisogna vedere se possono votare.......

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Ugo Albano

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 Oggetto del messaggio: Re: irreperibilità anagrafica e attivazione dei servizi sociali
MessaggioInviato: gio, 15 lug 2010 - 3:25 pm 
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Iscritto il: lun, 22 feb 2010 - 3:50 pm
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fresca fresca di stamattina, proprio prima di uscire dal lavoro: famiglia composta da genitori e 2 figli minori stranieri cancellati per irreperibilità dal mio comune.....
decreto d'urgenza TM --> allontanamento dei 2 minori sulla base di 2 segnalazioni dei CC ( genitori irregolari trovati ubriachi con figli in macchina una volta sul territorio comunale, un'altra volta in un comune limitrofo) :(
I genitori ai carabinieri indicavano come dimora abituale ( seppur da irregolari ) un'abitazione di un comune poco distante. La tutela minori dell'AULSS procederà in queste ora a rendere esecutivo il decreto.
Il mio comune è l'ultimo comune di residenza.... Mi chiedo, però , così a caldo...
1) se in questi casi c'è la possibilità di riiscrivere persone irreperibili nel luogo in cui ricompaiono da irreperibilità...anche se da irregolari, viste le segnalazioni dei CC e le dichiarazioni a loro rese
2) Le linee guida regionali del Veneto sulla tutela e la protezione del minore del 2008 " nel caso di minori privi di residenza anagrafica (COME i minori str non accomp)il comune chiamato al pagam della retta è quello di PROVVISORIA DIMORA DEL MINORE


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 Oggetto del messaggio: Re: irreperibilità anagrafica e attivazione dei servizi sociali
MessaggioInviato: gio, 15 lug 2010 - 4:31 pm 
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MonicaB ha scritto:
Caio cara, per un caso analogo con quesito all'ufficio legale della regione ci era stato risposto che se il comune è così virtuoso da effettuare i controlli e la cancellazione anagrafica della persona irreperibile perché poi dovrebbe farsene carico se non ha più la residneza lì.


hai modo di farmi avere tale parere????

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Ash Nazg
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 Oggetto del messaggio: Re: irreperibilità anagrafica e attivazione dei servizi sociali
MessaggioInviato: ven, 16 lug 2010 - 10:42 am 
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Iscritto il: ven, 06 ott 2006 - 4:03 pm
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Per Nazg: sarà difficile perché non lavoro più in quel Comune e sono passati diversi anni (almeno sei), mi sento però sicura nel dirti che la persona deve necessariamente prendere la residenza da qualche parte per poter accedere agli interventi sociali. Uno non può mica andare dove gli gira e vedere se quel comune fa qualcosa per lui. L'iscrizione anagrafica è un obbligo per la persona che dà vita a tutta una serie di diritti. Il regolamento anagrafico dice che ci sono addirittura 20 giorni di tempo dal momento in cui la persona stabilisce la propria dimora abituale in un luogo per procedere all'iscrizione anagrafica. Anche il recente decreto del ministro Maroni sui senza fissa dimora segue questa linea, l'iscrizione nel registro deve avvenire nel luogo di domicilio. Che legame potrebbe avere la persona con il tuo Comune dato che ha il domicilio da un'altra parte e non vi è più residente?
Per Gabry: al primo quesito rispondo che si possono reiscrivere le persone cancellate per irreperibilità se: rimettono la dimora abituale in quel Comune oppure se il Comune è quello di nascita, ma se sonio domiciliate da un'altra parte direi proprio di no. Sull'imputazione della spesa il Tribunale emetterà un decreto di affidamento all'ente che sarà il Comune di domicilio immagino dato che non hanno più residenza da nessuna parte e quindi sarà quello il Comune che si farà carico della spesa, il comune appunto di provvisoria dimora del minore che da quanto ho capito non è il tuo
Per Ugo: no, non possono, l'iscrizione alle liste elettorali è vincolata alla residenza, tranne per gli italiani all'estero iscritti AIRE. Ci sono diversi ordini di problemi con il registro dei senza fissa dimora, lo straniero irregolare che commette crimini, per cui era stato pensato il registro non verrà per ovvi motivi mai iscritto. Si riuscirà a iscrivere il classico barbone ch enon fa male a nessuno e che magari ha anche fatto una scelta di vita, che strumenti avrai per "stanare" chi volontamriamente scompare? E pii pensiamo ad una grande città con uno scalo ferroviario importante, quanti homeless verranno iscirtti? Come si dovranno comportare i servizi?


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 Oggetto del messaggio: Re: irreperibilità anagrafica e attivazione dei servizi sociali
MessaggioInviato: ven, 16 lug 2010 - 11:37 am 
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Iscritto il: ven, 06 ott 2006 - 4:03 pm
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Vediamo se questo può servirti, dal sito Comuni.it

Giorgio



Registrato: 03/12/02 09:05
Messaggi: 171

Inviato: Gio 21 Ago 2003 - 9:49 am Oggetto: Senza fissa dimora

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Chiedo lumi sul concetto di senza fissa dimora.
Un individuo, già cancellato per irreperibilità al censimento, ricompare e mi dichiara di abitare in un camper (che mi mostra parcheggiato fuori del municipio) che è la sua casa con il quale è sempre in giro, anche all'estero, e non sapeva dell'obbligo di censirsi etc. Mi dà in chiusura un recapito presso una signora in una grande città del Nordest.
Io mi pongo delle domande: se costui sia davvero un senza fissa dimora, dato che i vigili mi comunicano che viene visto spesso aiutare la figlia in un esercizio commerciale sito nel Comune confinante.
Sto pensando di respingere la pratica, inoltrando nel contempo segnalazione sia al Comune confinante (ove la figlia aveva in precedenza anche la residenza, essendo stata cancellata per irreperibilità nel maggio 2001) sia al Comune della grande città, sulla base di quanto segue:
E' chiaro che trattandosi di senza fissa dimora, entra in gioco il DOMICILIO.
Può esservi domicilio in questo comune dove il signore non lavora (è pensionato), non ha parenti, non ha recapito, non ha niente e chiede quindi l'iscrizione solo perchè vi era iscritto prima della cancellazione per irreperibilità?
Secondo il mio avviso, no.
Che ne dite?

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Sereno.SCOLARO



Registrato: 27/09/02 09:22
Messaggi: 35097

Inviato: Gio 21 Ago 2003 - 2:30 pm Oggetto:

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Come prima cosa va definita la persona senza fissa dimora come la posizione di chi non dispone di una dimora, oppure che ne dispone ma senza carattere di abitualità, oppure che dispone di più dimore, nessuna delle quali assuma carattere di abitualità. Mancando, per tali persone, la condizione di dimora abituale (= residenza) ed essendo gli obblighi delle registrazioni anagrafiche estese alla generalità delle persone dimoranti sul territorio nazionale o dovunque dimoranti ma aventi la cittadinanza italiana, ai fini dell’iscrizione anagrafica si fa ricorso ad una fictio (... si considera ...) per la determinazione del comune in cui sussista l’obbligo dell’iscrizione anagrafica, cioè con riferimento al comune di domicilio e, se manchi il domicilio o questo non possa essere provato, nel comune di nascita.

Il domicilio e', come ben noto, la sede, avente il carattere della principalità, degli affari e degli interessi di una persona, sia essa fisica o giuridica. Il domicilio non dispone di una propria specifica registrazione amministrativa, avendo riguardo a componenti, quali gli affari ed interessi, soggetti a mutabilità nel tempo e rilevando non tanto la “sede” in sé, assunta in modo generico, quanto la sede principale, laddove la principalità deriva da un’analisi comparative della diversa rilevanza degli affari ed interessi, caso per caso presi in considerazione. Mancando di una propria, e specializzata, registrazione amministrativa, esso può essere provato, di volta involta, attraverso la comparazione dei diversi affari ed interessi, ciascuno dei quali può disporre di differenti e specifici titoli di prova, volta a determinare empiricamente la sede che risulti principale. Ad esempio: attraverso le registrazioni camerali, la partita IVA, il luogo di tenuta delel scrittura contabili e fiscali, dato che affari ed interessi hanno riguardo alle attivita' patrimoniali, economiche, finanziarie della persona. Di norma, il domicilio sussiste come fatto oggettivo, e va di volta in volta individuato con riferimento a situazioni altrettanto oggettive; tuttavia, quando ciò sia previsto dalla legge, per determinati, singoli o plurimi, affari ed interessi o per il compimento di singoli atti, il domicilio può anche essere determinato volontariamente, attraverso la c.d. elezione di domicilio, cosa che non puo' certo essere fatta valere per il criterio residuale di adempimento dell'obbligo dell'iscrizione anagrafica.

Conseguentemente ove non possa farsi ricorso al comune di domicilio, occorrera' fare ricorso all'ulteriore criterio residuale, e fittizio, dell'art. 2, comma 3 L. 24/12/1954, n. 1228, cioe' al comune di nascita.
Per l'indirizzo si rinvia alla "famosa" via territorialmente non esistente e da istituire nell'ossrvanza dell'art. 41 dPR 30/5/1989, n. 223 (Istat, Anagrafe della Popolazione Residente, Metodi e Norme, Serie B, n. 29, ediz,. 1992, pagine 45 e 46, facendo attenzione alla numerazione ... che dovrebbe essere, nel caso, quella dispari.


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