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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: insegnamento
MessaggioInviato: sab, 24 nov 2007 - 10:38 am 
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Iscritto il: mar, 29 mag 2007 - 9:29 am
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Volevo sapere se un laureato in servizio sociale può insegnare in qualche liceo...che so un psicopedagogico o simili...qualcuno lo sa?...e se si quale procedura bisogna seguire per farlo? grazie

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 Oggetto del messaggio: insegnamento
MessaggioInviato: sab, 24 nov 2007 - 11:25 am 
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Risposta negativa.
L'insegnamento prevede che per insegnare occorre aver frequentato la SISS (biennale) dopo la laurea specialistica.
INOLTRE: la laurea specialistica in servizio sociale non è contemplata tra quelle per l'accesso alla SISS. Me ne sono occupato direttamente con il Ministero dell'Istruzione in qualità di segretario nazionale del SUNAS.
Certo che il "problema" non è sentito tra i colleghi,.....purtroppo!!
Ugo


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MessaggioInviato: sab, 24 nov 2007 - 1:54 pm 
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peccato...comunque grazie mille...

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MessaggioInviato: sab, 24 nov 2007 - 4:15 pm 
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un vero peccato :cry:

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Ash Nazg
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MessaggioInviato: lun, 26 nov 2007 - 2:46 pm 
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Iscritto il: gio, 28 giu 2007 - 1:34 pm
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Ma io alla triennale avevo docenti assistenti sociali di cui alcuni cn il vecchio diploma di laurea e altri che non hanno fatto la specialistica, anzi la mia prof di tirocinio, come del resto altre prof, si è iscritta alla specialistica l'anno scorso e sta studiando.. quindi??Io la triennale l'ho finita a luglio di quest'anno... a me piacerebbe moltissimo insegnare.


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MessaggioInviato: lun, 26 nov 2007 - 5:38 pm 
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credo che sia diverso il percorso per diventare docenti universitari...dovrebbe essere legato a qualche dottorato o cose del genere...ma in relatà non lo so esattamente come funziona...

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MessaggioInviato: lun, 26 nov 2007 - 5:52 pm 
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Iscritto il: mar, 29 mag 2007 - 9:29 am
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infatti...per curiosità, se ti può interessare ho trovato questo dal sito dell'università di pisa...

Prendiamo come esempio il termine "professore". Per ottenere tale titolo occorre superare un concorso pubblico, le cui modalità sono variate nel corso degli anni. Il docente di un corso universitario non è però necessariamente un professore, ma viene nominato da un consiglio (di cui parleremo alla fine) scegliendo tra diverse figure accademiche. Può risultare utile spendere alcune parole in proposito, ricordando che possono esserci le dovute eccezioni come ogni tentativo di classificazione.

Le figure strutturate sono tre: ricercatore, professore associato (o di seconda fascia) e professore ordinario (o di prima fascia). Rappresentano la progressione di carriera di persone stabilmente assunte dall'Università (mediante la conferma in ruolo) dopo un periodo iniziale di prova di tre anni. Si inizia come ricercatore e, possibilmente, si termina la propria carriera come professore ordinario. Ciascuna tappa non è automatica ma avviene mediante concorso; tuttavia, non è obbligatorio rispettare tutte le tappe. Per esempio, un ricercatore particolarmente attivo può diventare professore ordinario. Oppure una persona proveniente da una struttura di ricerca non universitaria può diventare direttamente professore tramite concorso.

Bisogna ricordare che l'Università si occupa di didattica e di ricerca scientifica, nonché di amministrazione e di gestione delle proprie risorse. Degli ultimi due aspetti se ne occupa a tempo pieno il personale non docente, ovvero amministrativi e tecnici di vario genere. Ai primi due aspetti i professori dedicano parte considerevole del loro tempo, gestendo inoltre le strutture connesse alle loro attività. Anche i ricercatori si occupano di didattica, seppure dedicando più tempo alla ricerca scientifica. Talvolta si identifica con "il ricercatore" la persona particolarmente impegnata in attività di ricerca scientifica. Può essere un professore o un ricercatore, ma anche una delle altre figure non strutturate che gravitano attorno all'Università (gli "assistenti" non sono quindi figure professionali attualmente in concorso; lo sono state molto tempo fa con altri obiettivi).

Le figure non strutturate sono ricoperte per un periodo limitato (dai due ai quattro anni, a seconda dei casi). La prima figura è quella del dottorando o specializzando ed è lo studente del terzo livello di studi dopo la laurea specialistica, ovvero il dottorato di ricerca o la scuola di specializzazione. Viene formato per svolgere attività di ricerca dopo aver superato un concorso mediante titoli ed esami. In molti casi usufruisce di una borsa di studio. Tipicamente lo sbocco consiste nello svolgere attività di ricerca e/o dirigenziale nelle aziende oppure nel mondo accademico, per esempio sostenendo il concorso per ricercatore. Un'altra figura è l'assegnista di ricerca, anch'essa dotata di borsa di studio mediante concorso. È un ruolo rivestito normalmente da un dottorando dopo aver conseguito il titolo di dottore di ricerca. Gli permette, al pari delle altre figure appena menzionate, di occuparsi di ricerca.

Passiamo alla didattica. Chi è il docente? La risposta è un professore o un ricercatore. Oppure il professore a contratto (a titolo gratuito o meno) che viene nominato in quanto esperto della materia insegnata per un periodo limitato (un semestre o un anno accademico) ma rinnovabile. Non è necessariamente un professore o un ricercatore, in quanto non ha sostenuto un concorso come loro, però durante il periodo di nomina può fregiarsi del titolo di professore (il che contribuisce ad accrescere la confusione negli studenti). Tipicamente proviene dal mondo dell'industria e delle aziende oppure da una struttura pubblica di ricerca come il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).

Il docente può essere affiancato da un esercitatore, da un cultore della materia o da un supporto alla didattica. L'esercitatore fornisce un complemento alle lezioni del docente mediante le esercitazioni. Può essere un altro professore o ricercatore, un dottorando o un assegnista. Il cultore della materia coadiuva, a titolo gratuito, il docente durante lo svolgimento degli esami ma non può svolgere altro tipo di didattica. Infine, il supporto alla didattica affianca il docente durante lo svolgimento dei laboratori. Può essere anche uno studente degli ultimi anni, se impiegato in un laboratorio dei primi anni.

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 Oggetto del messaggio: docenze
MessaggioInviato: ven, 30 nov 2007 - 5:17 am 
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Iscritto il: ven, 04 mag 2007 - 10:22 am
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..........infatti!

L'accesso all'insegnamento universitario avviene per concorso tra ricercatori, anche se i "docenti a contratto" sono eccezione e ogni anno diminuiscono sempre di più.

L'insegnamento alle scuole superiore, come detto, ci è negato per la non comprensione della nostra L.S. tra i requisiti di accesso alla SISS.

Ugo


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MessaggioInviato: ven, 30 nov 2007 - 5:59 pm 
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Uff............................. :?


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 Oggetto del messaggio: Re: docenze
MessaggioInviato: sab, 01 dic 2007 - 9:11 am 
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ugo.albano ha scritto:
L'insegnamento alle scuole superiore, come detto, ci è negato per la non comprensione della nostra L.S. tra i requisiti di accesso alla SISS.
Ugo


:x ...mmmm...e quali sono queste caratteristiche?

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 Oggetto del messaggio: Re: insegnamento
MessaggioInviato: mer, 23 lug 2008 - 10:51 am 
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Iscritto il: ven, 04 mag 2007 - 10:22 am
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Cari amici,

abbiamo richiesto in questi giorni col nostro Sindacato al Ministro Gelmini una modifica ministeriale per permettere anche ai laureati specialisti l'insegnamento nella scuola media superiore. Ho personalmente curato la cosa con il Segretario Generale.

Un mio breve articolo ed il testo della lettera sono pubblicati sul sito del SUNAS www.sunas.it
nell'area "news".

Occorrerà comunque tornare alla carica a settembre col Ministro. Noi avremmo bisogno anche dell'appoggio di voi giovani colleghi con la LS. Al di là se volete o meno aderire al nostro sindacato (fatto di soli assistenti sociali), anche un'appoggio morale è importante. Anche una mail al nostro sindacato sunas@tin.it è importante per dire che questa è una battaglia su cui continuare.

Le "spinte" su questa questione sono assai deboli, io ho preso a cuore la questione specialmente parlando con voi su questo forum......... ma il resto tace, mi pare.

Buona giornata.

Ugo Albano

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Ugo Albano

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CONTATTO DIRETTO:
http://digilander.libero.it/ugo.albano


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 Oggetto del messaggio: Re: insegnamento
MessaggioInviato: lun, 24 lug 2017 - 10:38 pm 
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Iscritto il: gio, 24 lug 2014 - 8:19 am
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Caro Albano e colleghi tutti,

ci sono novità in merito all'insegnamento nelle scuole pubbliche esclusa l'università visto che quest'ultima prevede un iter diverso?

Per insegnare nella primaria, pare ci voglia il diploma magistrale-pedagogico, o la laurea in scienze della formazione. Nelle medie superiori di secondo grado, la magistrale della materia idonea (la nostra magistrale qui ha valore? e chi ha la specialistica 57/s con iscrizione all'Albo A, come può fare?). Nelle medie inferiori di primo grado, che titolo è richiesto?

Noi possiamo lavorare in almeno qualche scuola/convitto ed educando anche in ruoli differenti da quelli dell'insegnamento tipo ATA ma per ruoli da laureati anche semplicemente classe 6?

Aprire nuove opportunità lavorative ci permette d'inserirci meglio sul mercato, dando più valore e visibilità alla nostra professione. Ritengo che con tutto lo studio fatto ossia anche pedagogia, sociologia, ricerca, etc, delle varie fasce d'età ivi compresa infanzia ed adolescenza, la nostra professione sia molto idonea negli istituti psico-socio-pedagogici in tema di ricerca e walfare. Aiuterebbe a sensibilizzare i giovani anche verso una società che sta diventando totalmente priva di valori necessari alla vera sopravvivenza dell'uomo, oltre che alla cittadinanza attiva (io reinserirei la "vecchia" educazione civica"...va beh!)

Spero arrivino notizie positive.

Albano, c'è qualche raccolta firme presso qualche Ordine o Sunas stesso, dove possiamo firmare per supportare la causa e dare più voce alla nostra professione su questo tema?

Grazie


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 Oggetto del messaggio: Re: insegnamento
MessaggioInviato: mar, 25 lug 2017 - 4:18 am 
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Iscritto il: sab, 04 apr 2015 - 7:26 pm
Messaggi: 323
C'è stata questa recente novità:
http://www.cnoas.it/Press_and_Media/News/2017_440.html
Ciao


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 Oggetto del messaggio: Re: insegnamento
MessaggioInviato: mar, 25 lug 2017 - 9:30 am 
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Baby Utente
Baby Utente

Iscritto il: gio, 24 lug 2014 - 8:19 am
Messaggi: 16
Ciao Federica 72,

grazie del link! Leggendo questo: “I laureati magistrali in servizio sociale e in politiche sociali – ha spiegato - che già erano ammessi come docenti nelle materie scienze giuridiche ed economiche (A 46) sono stati ora ammessi all’insegnamento anche nelle materie filosofiche e delle scienze umane (A 18). Un obiettivo importante di cui possiamo essere fieri”. ....mi chiedo: e i laureati alla SPECIALISTICA con iscrizione all'Albo A, come possono insegnare? Come avere il riconoscimento alla laurea magistrale? Vorrei evitare, se possibile, l'iscrizione all'università e nuovi esami, ancora di più sapendo che spesso sono gli stessi e che le opportunità lavorative sono scarse

Qualcuno inoltre sa se nelle scuole possiamo svolgere anche altre mansioni, oltre che l'insegnamento? Ad esempio coordinamento degli educatori nei convitti ed educandi?

Grazie in anticipo a chi risponderà! :)


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 Oggetto del messaggio: Re: insegnamento
MessaggioInviato: sab, 02 set 2017 - 8:01 pm 
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Dotto
Dotto

Iscritto il: ven, 06 ott 2006 - 4:03 pm
Messaggi: 459
L'accesso alle cdc A046 (per insegnare diritto ed economia) e alla A018 (per insegnare filosofia e scienze umane) quindi nessuna delle materie caratterizzanti il nostro specifico professionale è possibile solo previa integrazione di 96 cfu in pratica un'altra laurea e solo (ed ovviamente) per i laureati magistrali. Stessa integrazione necessaria per l'accesso al concorso di ammissione al fit che ci sarà forse il prossimo anno anche per la classe sostegno,con in piú il conseguimento di altri 24 cfu


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