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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Importanza del voto di laurea in servizio sociale
MessaggioInviato: gio, 02 giu 2016 - 12:02 am 
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Iscritto il: mar, 31 mag 2016 - 9:54 pm
Messaggi: 1
Buonasera a tutti,
Sto per conseguire la laurea triennale in scienze del servizio sociale e mi chiedevo questo: quanto conta il voto di laurea nella professione di Assistente Sociale? Ovvero, chi ha un voto di laurea più basso è molto svantaggiato rispetto a chi ne possiede uno più alto nelle possibilità di trovare un impiego? È un aspetto determinante?
Grazie


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 Oggetto del messaggio: Re: Importanza del voto di laurea in servizio sociale
MessaggioInviato: gio, 02 giu 2016 - 5:08 am 
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Iscritto il: sab, 04 apr 2015 - 7:26 pm
Messaggi: 311
Ciao Valeria, quando ti laurei?
Io dovrei discutere all'Università di Urbino tra il 28 e il 30 giugno.
Non ho idea per la laurea in Servizio Sociale, ma per la mia precedente laurea ti posso dire che il voto conta ben poco ai fini lavorativi...
Certo che un 110 e lode è sempre una bella soddisfazione personale! :D


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 Oggetto del messaggio: Re: Importanza del voto di laurea in servizio sociale
MessaggioInviato: lun, 06 giu 2016 - 9:45 pm 
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Iscritto il: mar, 24 nov 2009 - 8:48 pm
Messaggi: 108
Nei concorsi pubblici conta poco-niente in termini di punteggio. Certo un bel voto dà un'immaggine positiva del candidato, ma le competenze devono essere dimostrare nelle prove concorsuali.
Nel privato lo stesso,qui però le competenze devono essere dimostrate dalle esperienze, formazioni specifiche ecc.
Ciao


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 Oggetto del messaggio: Re: Importanza del voto di laurea in servizio sociale
MessaggioInviato: ven, 10 giu 2016 - 1:12 pm 
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Iscritto il: sab, 16 gen 2010 - 9:32 pm
Messaggi: 252
Effettivamente il voto di nessuna laurea viene minimamente valutato, se non per l'accesso ai dottorati o master. Nei concorsi pubblici vale qualcosa come 0,01. Nei colloqui si valuta, oltre all'esperienza, l'impressione che da il candidato, la flessibilitá, come risolverebbe le situazioni, la capacitá di lavorare in equipe... Aspetti non rispecchiati dal voto. Proprio ieri una collega mi diceva che la sua tirocinante ha voti altissimi ma scarsa maturitá, fa commenti a sproposito, non empatizza con le persone... Il voto non vuol dire assolutamente niente, se non che la persona ha delle capacitá accademiche e di studio, che poco hanno a che vedere con il lavoro reale...

Chiara Leoni

psicóloga perinatal (col. 23449) y mediadora familiar sistémica
Técnica social en Programa Caixa ProInfancia


http://www.psicologiafamilia.es/

https://www.facebook.com/perinatalyciclovital/?fref=ts


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 Oggetto del messaggio: Re: Importanza del voto di laurea in servizio sociale
MessaggioInviato: mar, 14 giu 2016 - 1:27 pm 
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Iscritto il: ven, 04 mag 2007 - 10:22 am
Messaggi: 1723
Località: Forlì
In effetti poco. Col mio 110 e lode mi hanno sempre guardato in faccia e detto "ma questo che vuole"??

Eppure di per sè è un "segnale", vuol dire che sei eccellente nello studio. Nei concorsi mi ricordo che, fino a qualche decennio fa, un punteggio alto dava "punti".

Certo ha ragione Pallaspina: di per sè il punteggio non è nulla, se non corroborato da un vaglio di competenze.

Il problema è appunto questo, ovvero SE (dico "se" grosso come una casa) i processi selettivi vogliono mettere in evidenza le competenze. A me sembra proprio di no, almeno in Italia. Infatti basta vedere i contenuti degli annunci/bandi.

PER RISPONDERE AL QUESITO: il voto ha senso se connesso ad altri aspetti della professionalità. In sè non dice nulla, se non attestare comunque un'eccellenza accademica. Insomma, il voto in sè non basta, ci vuole altro.

E' un pò come una bella carta da regalo: bella quanto volete, però dentro il regalo ci vuole, e pure bello!

Io ho sempre un grande rispetto per i voti alti. Mi aspetto però da chi li ha conseguiti un "di più". Quindi il voto alto "costringe" i geni ad essere tali con i fatti e non con le apparenze.

_________________
Ugo Albano

=============================
CONTATTO DIRETTO:
http://digilander.libero.it/ugo.albano


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 Oggetto del messaggio: Re: Importanza del voto di laurea in servizio sociale
MessaggioInviato: mar, 14 giu 2016 - 1:29 pm 
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Iscritto il: mar, 15 gen 2013 - 4:25 am
Messaggi: 102
daccordissimo.

L.B.


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 Oggetto del messaggio: Re: Importanza del voto di laurea in servizio sociale
MessaggioInviato: mar, 14 giu 2016 - 7:22 pm 
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Iscritto il: sab, 04 apr 2015 - 7:26 pm
Messaggi: 311
Aggiungo: voti molto bassi possono essere indice di scarso impegno, poca serietà o motivazione, desiderio di ottenere il massimo con il minimo sforzo...

Sono amare riflessioni che mi derivano dall'affrontare ora, ultraquarantenne, un secondo percorso universitario.
Vedo tanti ragazzini/e vantarsi per un 18 o un 20 preso "senza aver aperto un libro" o preparando un esame "in 3 giorni" come se l'obiettivo fosse accumulure crediti e non maturare competenze.

E' vero che ai nostri tempi il 110 e lode era più raggiungibile, mentre oggi, alla laurea triennale, con una media ponderata agli esami di 28, si può sperare in un 108 come voto finale. Però che tristezza!


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 Oggetto del messaggio: Re: Importanza del voto di laurea in servizio sociale
MessaggioInviato: mar, 14 giu 2016 - 8:08 pm 
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Iscritto il: sab, 16 gen 2010 - 9:32 pm
Messaggi: 252
Sí, in parte é vero, peró anche io ho preso la seconda laurea, cominciata in Italia e poi finita all'estero, e il livello di difficoltá non era minimamente paragonabile a 20 anni fa. Almeno a psicologia a Firenze, io andavo con un mio amico della mia etá, professore delle superiori, e rimanevamo sempre alquanto stupiti del livello assolutamente basso dell'esigenza accademica. La riforma e l'introduzione dei crediti e del 3+2 ha obbligato a ridurre in maniera vergognosa i programmi, condensando in una specie di latte condensato express che fa apparire la laurea oggi come una latta di pomodori uscita dalla fabbrica (tutti uguali, tutti al minimo politico). Forse la mia visione é troppo triste e non generalizzabile, eh... peró vi posso assolutamente diore che la seconda laurea me l'hanno tirata dietro, se non fosse che siccome non vengono insegnati contenuti molto importanti e indispensabili per entrare in alcune nicchie professionali, l'ultimo anno di psicologia ho dovuto fare doppia carriera: da una parte accontentarli e tirare a fare cose inutili, dall'altra fare il secondo lavoro di seguire corsi e leggere libri su libri come autoformazione, cosa che oggi mi permette di essere dignitosa e vendibile in libera professione.
Quindi sí, il voto alto é bello... ma occorre andare al di lá. Fra un 8 e un 10, per dire, magari il 10 si é imparato a memoria i libri, mentre l'8 magari ha tirato a prendere un pó meno ma a crearsi una propria professionalitá alternativa...
Chiara


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