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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: il counsellor
MessaggioInviato: lun, 19 gen 2009 - 9:44 am 
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Iscritto il: gio, 29 mag 2008 - 5:08 pm
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Località: velletri (Rm)
è ipotizzabile che l'as venga denominato counsellor??
mi rendo conto che il counselling è solo una delle funzioni svolte dall'as, però è vero che si stanno sviluppando sempre di più queste figure che tra la cittadinanza riscuotono un notevole successo tanto da potersi permettere studi privati, a ben vedere però hanno una preparazione che comprende un po' di tutto per un totale di tre mesi, non hanno un albo e la loro professione non è regolamentata (ma come succede in Italia basta che paghi ti fanno fare quel che vuoi).
questo cambio di nome servirebbe a staccare l'as dal nome "assistente sociale" che come detto più volte rimanda a non si sa perchè (o si sa) tutta una serie di luoghi comuni più o meno vari, più o meno negativi.
mi rendo conto che è un po' come dire cambia la forma ma la sostanza è quella, ma per vendere non serve anche quello?in caso un' as volesse esercitare libera professione, il cambio di nome potrebbe aiutare??oppure in un pubblico officio non potrebbe invogliare un po' di più se non almeno non far scappare le persone?? è sottinteso: la sostanza ci deve essere e deve essere di qualità!!!
suona un po' come i consulenti all'americana (praticamente ne esistono di tutti i tipi x qualsiasi tipo di problema tu abbia) e forse corrisponderebbe ai diversi settori in cui è naturalmente divisa la professione..boh che ne dite?
effettivamente si potrebbe anche evitare il termine inglese e dire semplicemente consulente (ce l'abbiamo l'italiano usiamolo!!!e poi crea confusione, si può scrivere con una o due l a seconda se inglese o americano), il che forse rimanderebbe ad un idea più rilassata e meno grigia dell'as sia per l'utente sia per l'as stesso.


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 Oggetto del messaggio: Re: il counsellor
MessaggioInviato: lun, 19 gen 2009 - 10:39 am 
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Baby Utente
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Iscritto il: mar, 13 gen 2009 - 7:02 pm
Messaggi: 39
ciao..:)
l'idea di dare un cambio d'immagine anche solo partendo da "un nome" potrebbe essere considerabile,perchè dopotutto purtroppo a questo mondo l'apparenza conta molto,soprattutto quando quella che ci viene cucita addosso la gran parte delle volte è un immagine negativa dettata spesso da ignoranza o purtroppo (perchè accade anche questo) da un'incompetenza reiterata di qualche nostro collega che fa emergere il pregiudizio generalizzato.
A mio avviso però più che fare questo bisognerebbe creare o meglio rafforzare la cultura della professione di assistente sociale, attraverso forme di pubblicizzazione che non solo valorizzino la categoria, ma diano modo di capire ad un esterno cosa realmente fa, le reali competenze e le potenzialità di questo lavoro, che pregiudizi e persone poco esperte del settore potrebbero limitare. Mi rendo conto che ciò richiede arduo lavoro e impegno, il quale sembra non essere mai abbastanza, perchè non è facile sradicare preconcetti in una tradizione e in una cultura nazionale che poco considera il sociale. Tuttavia anche il descrivere realmente cosa fa un assistente sociale in un qualsivoglia servizio è un'impresa un pò difficile se pensiamo che aldilà del teorico dei libri,delle riviste,degli articoli e dell'identità professionale che noi interni sappiamo appartenerci, a volte ci si ritrova a lavorare anche per gli altri,con la consapevolezza di altri possibili pregiudizi,altre errate impressioni..ecc.
Sta ad ognuno di noi la capacità di cercare di limitare i danni di tutta una tradizione e di pregiudizi sempre in agguato. Bisogna si migliorare l'immagine(anche attraverso l' ipotetica modifica di un nome),ma come pretendere di modificare la forma(doxa=apparenza) se prima non si pensa a migliorarne il contenuto(episteme=sostanza)?


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 Oggetto del messaggio: Re: il counsellor
MessaggioInviato: lun, 19 gen 2009 - 2:19 pm 
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Novizio
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Iscritto il: gio, 29 mag 2008 - 5:08 pm
Messaggi: 136
Località: velletri (Rm)
quella del contenuto è una conditio sine qua non è inutile stare a metter fiocchi e decorazioni, è ovvio, mi suonava un po' come una scorciatioia (forse un po' troppo corta) per poter dare una rinnovata al tutto ma soprattutto ai terminoni che si usano e capisce solo chi è dell'ambito. infiliamoci i panni dell'utente o di un collega che non è as.
sembrerà assurdo ma per molte persone risulta strano anche l'espressione "relazione d'aiuto", per non parlare delle mille accezioni che può rivestire il termine "benessere" spesso usato impropriamente o comunque in contesti in cui vuol dire tutto o niente!!..esempi come questi ce ne sono a decine, io credo che per far conoscere meglio la professione all'esterno bisognerebbe innanzi tutto fare un' opera di semplificazione rispetto alla definizione del professionista, del lavoro che svolge e dei contesti in cui la svolge facendo conoscere il ventaglio delle mille possibilità in cui questo lavoro può essere aperto; una sorta di opera di svecchiamento (partendo dal nome che è un po' il biglietto da visita) che necessariamente deve partire dall'interno, però deve tener conto dei soggetti ai quali si rivolge..un po' una campagna pubblicitaria dove sai cosa devi pubblicizzare (o almeno si spera) e devi proporlo nel miglior modo possibile, in pochi secondi, con un payoff d'effetto.
d'altronde la gente compra quello che vede e se non lo si fa vedere non lo comprerà mai!
guai però a fare pubblicità ingannevole...!


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 Oggetto del messaggio: Re: il counsellor
MessaggioInviato: lun, 19 gen 2009 - 3:06 pm 
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Baby Utente
Baby Utente

Iscritto il: mar, 13 gen 2009 - 7:02 pm
Messaggi: 39
Infatti guai alla pubblicità ingannevole!...ma se non si pubblicizza come si può pretendere di raggiungere un target?Se non parli come pretendi che ti ascoltino? L'ideale sarebbe sempre quello di evitare di parlare male.. rischiando di mercificare o falsare un servizio/prestazione sociale, utilizzandolo come mezzo per raggiungere altro invece di garantire un reale beneficio per l'utenza e un competente esercizio del professionista...
Concordo sullo "svecchiamento"e sul fatto che lo si debba fare in maniera più idonea per l'utenza...ma pur sempre farlo...è necessario andare al passo coi tempi e non solo tenedo conto della mutevole impostazione della domanda ma anche di quella dell'offerta....
Arrivare alla gente nn è facile ma per lo meno ci si deve sforzare di farlo con il "massimo discernimento possibile"..cosa che purtroppo non è mai abbastanza..(un'altra piccola- grande impresa in un ambito come quello sociale costituito da persone e quindi mutevole,imprevedibile e complesso...)
Tanto per cambiare ne abbiamo di sfide ;)


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