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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: domanda concorso: anziana maltrattata
MessaggioInviato: mer, 01 feb 2012 - 11:52 am 
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Baby Utente
Baby Utente

Iscritto il: gio, 29 dic 2011 - 10:07 am
Messaggi: 12
Buongiorno a tutti, vorrei chiedervi un parere rispetto a questa situazione tipo, seconda prova di un concorso. Voi che interventi avreste attivato?
Testo della prova:viene segnalata da una vicina di casa, la situazione di una signora 80 enne che convive con il figlio 50 enne, ex tox, separato ed HIV positivo. Dalla segnalazione si evince che quando entrambi gli adulti sono a casa, spesso litigano e la signora anziana è vittima di percosse e violenze da parte del figlio. Il tutto è confermato dall'operatrice SAD (il caso è conosciuto dalla as)che dichiara di aver visto ecchimosi e segni di violenza sulla pelle della signora; sono inoltre morosi per l'affitto, e non si capisce bene come si mantengano!Il candidato elabori un progetto di tutela per la signora ed eventualmente x il figlio, indicando i servizi da coinvolgere.
Ok questo è il testo a grandi linee...voi che avreste scritto?
Grazie
Marilena


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 Oggetto del messaggio: Re: domanda concorso: anziana maltrattata
MessaggioInviato: dom, 05 feb 2012 - 10:06 am 
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Dotto
Dotto

Iscritto il: ven, 06 ott 2006 - 4:03 pm
Messaggi: 459
In primis, se la sig.ra anziana è lucida ed orientata, in grado cioè di comprendere e prendere decisioni, il figlio può essere denunciato per le percosse solo da lei, il servizio può agire solo se la sig.ra non è lucida. In ogni caso io procederei così: definiamo il contesto in cui l'ass soc che riceve la segnalazione opera e valutiamo se la domanda è pertinente al contesto. Perchè la vicina presenta la segnalazione in questo momento? Data la condizione che sembra abbastanza nota da tempo, è successo qualcosa di diverso dal solito? Considerato che la situazione è in carico al SAD e quindi già conosciuta dal servizio ci sono degli elementi di aggancio sul problema? Ci sono altri parenti coinvolgibili? Anche il figlio è in carico al servizio sociale? E il Ser.T. c'è o non c'è? Sulla base di queste ipotesi formulo il piano di intervento, proviamo ad immaginare che il tentativo di aggancio col servizio vada a buon fine e la sig.ra anziana chieda effettivamente aiuto, cosa vuole? Aiuto per fare uscire il figlio di casa o per andarsene lei?


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 Oggetto del messaggio: Re: domanda concorso: anziana maltrattata
MessaggioInviato: lun, 06 feb 2012 - 11:00 pm 
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Novizio
Novizio

Iscritto il: mar, 24 nov 2009 - 8:48 pm
Messaggi: 108
Ritengo che il primo intervento sia quello di incontrare la signora e parlare con lei, tanto più che è già conosciuta dalla as. Nel colloquio/i , se la signora è in grado ed è disponibile,si potrà affrontare con lei il problema della morosità, della situazione economica, della presenza in casa di un figlio 50 enne ancora non autonomo,come sta il figlio considerata la separazione le sue malattie ecc. Partendo da questi argomentii sarà più facile riportare alla signora le proccupazioni delle operatrici del SAD sulle sue ecchimosi, chiedendo anche esplicitamente se queste possono essere provocate da litigi con il figlio che vengono anche sentiti dai vicini. Il colloquio poi potrebbe continuare con il figlio per capire come lui vive la sua situazione di vita, la sua mancata autonomia,la separazione, i rapporti con la madre, i problemi di salute. In base alle aperture delle due persone, interessi e disponibilità per un progetto di cambiamento, sarà poi possibile coinvolgere altri servizi come ad esempio il Ser.T,servizi per l'inserimento lavorativo per il figlio,ricerca di una soluzione alloggiativa per lui, centro diurno per la madre o altro. Se non vi sono aperture su nulla allora sarà necessario allertare il SAD per monitorare la situazione esplicitandolo con la signora e con il figlio, in modo che quest'ultimo senta che vi è un allertamento e un controllo esterno sul suo comportamentoe la signora senta che c'è qualcuno interessato a proteggerla.Se la situazione di violenza dovesse continuare sarà necessario valutare altre ipotesi come ad esempio amministratore di sostegno in caso che la signora presenti dei limiti nelle sue capacità psichiche, interventi delle forze dell'ordine per dissuadere il figlio dai suoi comportamenti ecc.
Ti propongo questa sequnza di interventi perchè, sia nella redazione di un caso per un esame sia nella realizzazione operativa nella quotidianità, spesso si parte nel ricercare infinite informazioni e contatti con molti servizi, ma a che servono poi queste informazioni e contatti se non c'è un aggancio con le persone, non si capisce il loro grado di consapevolezza del problema, non si sa se desiderano un cambiamento e verso quali obiettivi. Se si comprendono queste cose, poi si cercano informazioni più coerenti e si coinvolgono più facilmente i servizi giusti.
Ciao ciao


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