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 Oggetto del messaggio: Denuncia o segnalazione anonima agli assistenti sociali
MessaggioInviato: ven, 21 dic 2012 - 8:38 am 
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Iscritto il: sab, 01 set 2012 - 12:15 pm
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Salve, mi interesserebbe sapere se è possibile effettuare una segnalazione anonima agli assistenti sociali per una situazione familiare ai limiti. Mi trovo in un condominio dove vive una famiglia con dei gravi problemi economici (casa e beni pignorati) dove i bimbi di 6, 8 e 12 anni vengono spesso lasciati da soli in casa con tutti i pericoli che un appartamento può offrire a dei bambini. Sembra che in casa ci sia un impresa edilizia tanto quello che questi bambini sono capaci di fare.
Inoltre, essendo le mura condominiali molto sottili, sento spesso che le bimbe più piccole vengono spesso picchiate dalla mamma. E per non dire che piangono per tutto il periodo in cui sono sveglie, ai limiti dell'assurdo.
Chiedo se è possibile fare una denuncia anonima in quanto sono dei tipo molto particolari (spesso si sono vendicati sugli altri condomini) e ho una bambina di 5 mesi da tutelare, pertanto se fosse possibile farlo bene altrimenti mi spiace tanto per quei bimbi ma devono aspettare almeno fintanto che mi trasferisca in un altro stabile (che penso avverrà quest'estate o inverno 2013).
grazie saluti


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 Oggetto del messaggio: Re: Denuncia o segnalazione anonima agli assistenti sociali
MessaggioInviato: ven, 21 dic 2012 - 10:00 am 
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La denuncia richiede una prassi precisa, ovvero identificarsi alle forze dell'ordine e rappresentare i fatti.

Quì sembra di capire che vuole fare una "segnalazione anonima" per evitare ritorsioni.

Solo che il destinatario non è il servizio sociale, bensì l'Organo giudiziario. Si tratta infatti di vagliare fatti, fare sopralluoghi ed effettuare verifiche.

Basta una telefonata alla polizia in cui segnalare i fatti e, per paura di ritorsioni, chiedere tutela. Le nostre forze dell'Ordine sono zelanti in ciò. Logicamente scatta tutto un meccanismo, Giudice compreso, se gli organi di ordine pubblico ravvisano fattio avversi al benessere dei bambini. E' su questo che, normalmente, ci innestiamo noi.

Si fidi delle forze dell'Ordine e faccia la segnalazione!

Saluti.

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Ugo Albano

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 Oggetto del messaggio: Re: Denuncia o segnalazione anonima agli assistenti sociali
MessaggioInviato: ven, 21 dic 2012 - 11:14 am 
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Iscritto il: sab, 01 set 2012 - 12:15 pm
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La ringrazio molto della risposta.
Seguirò il suo consiglio e spero la situazioni migliori per quei bambini

saluti


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 Oggetto del messaggio: Re: Denuncia o segnalazione anonima agli assistenti sociali
MessaggioInviato: lun, 05 gen 2015 - 8:34 pm 
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Iscritto il: ven, 02 gen 2015 - 4:27 pm
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:P scusate ma in cosa consiste vagliare i fatti e fare sopralluoghi?


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 Oggetto del messaggio: Re: Denuncia o segnalazione anonima agli assistenti sociali
MessaggioInviato: mar, 06 gen 2015 - 6:02 pm 
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Gent.mo Ugo Albano
vorrei inserirmi nel post, pur molto vecchio, per confrontarmi in merito alla procedura da Lei indicata.

Nella risposta indicava la possibilità di effettuare una "segnalazione anonima per evitare ritorsioni", con destinatario l'Organo Giudiziario.

Tale indicazione mi lascia molto perplesso, sia perché le segnalazioni anonime sono (dovrebbero essere, a norma di legge) del tutto estranee al nostro ordinamento, e quindi inutilizzabili, sia perché per tutelarsi da "eventuali" ritorsioni, il segnalante potrà sempre avvalersi di tutti gli strumenti e percorsi legali messi a disposizione dall'ordinamento stesso.

Insomma, mi sembra si ipotizzi il ricorso ad una scorciatoia illegittima nonché per certi versi pericolosa.

Chi vuole effettuare una segnalazione con meno "formalità", può senza dubbio rivolgersi al servizio sociale, che potrà in primo grado valutare la verosimiglianza di quanto esposto nonché l'attendibilità del segnalante, oltre a registrarne debitamente il nominativo.

Tale assunzione di responsabilità, da parte segnalante, è indispensabile, poiché, a seguito delle condizioni poste dal Legislatore, che consentono a chiunque di effettuare anche le più disparate segnalazioni (talvolta strumentalmente moleste, o esplicitamente ritorsive), qualora non vi fosse possibilità di risalire, in sede di giudizio, all'identità del segnalante, verrebbe ad essere inficiato il principio del contraddittorio, cardine su cui si basa il giusto processo e ne risentirebbe anche l'efficienza dell'apparato giudiziario.

Ugualmente l'idea di poter richiedere preventivamente tutela alle Foze dell'Ordine temendo ritorsioni mi risulta di difficile comprensione.
Soprattutto su come esse, le Forze dell'Ordine, potrebbero realizzare fattivamente tale tutela in una fase in cui la segnalazione manca di qualsiasi riscontro concreto, e che potrebbe in futuro persino rivelarsi essere del tutto falsa, tendenziosa, molesta e addirittura calunniosa.

Chiarifico, non intendo assolutamente scoraggiare chi ritiene vi siano dei buoni motivi per attenzionare un nucleo famigliare dal fare la necessaria segnalazione, ma che chi afferma un fatto debba prendersi la responsabilità di sottoscrivere la propria dichiarazione, con nome e cognome e di ribadirlo anche nelle opportune sedi questo sì.
Altrimenti si correrebbe il rischio di scadere in un pericoloso (per tutti, non da ultimo il minore) e vigliacco "schiaffo del soldato".

M.


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 Oggetto del messaggio: Re: Denuncia o segnalazione anonima agli assistenti sociali
MessaggioInviato: mar, 06 gen 2015 - 7:16 pm 
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Egregio,

pur non condividendo buona parte di quanto da Lei scritto,

faccio presente di aver invitato il segnalante a rivolgersi alle forze dell'ordine, e a giustificare loro, eventuali richieste di tutela.

Denunce o segnalazioni, se comportanti violazioni di regole civili e/o penali, hanno rilevanza per il nostro Ordinamento.

Chi è di competenza è la polizia giudiziaria.

Non è certo l'assistente sociale che valuta se intervenire o se dare credito ad una segnalazione anonima.

Buona serata!

_________________
Ugo Albano

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 Oggetto del messaggio: Re: Denuncia o segnalazione anonima agli assistenti sociali
MessaggioInviato: mer, 07 gen 2015 - 1:25 pm 
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Baby Utente
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Gent.mo Ugo Albano,
La ringrazio per l'intervento e spero di non averLa indisposta.
Sapendo che spesso si pone in modo equilibrato e disponibile speravo - e spero -di potermi confrontare concretamente sulla corretta procedura da seguire.

Se non condivide quando da me indicato, e vorrà gentilmente spiegarmi il perché, risulterà per me una preziosa occasione di imparare, comunque.

In particolare non condivide che chi asserisce in merito a terzi, auspicando sovente l'avvio di un procedimento (necessariamente giudiziario), debba prendersi la responsabilità (tutta) delle proprie asserzioni?

Certamente "Denunce o segnalazioni, se comportanti violazioni di regole civili e/o penali, hanno rilevanza per il nostro Ordinamento.".
Non però se anonime, caso di cui si discuteva e che mi piacerebbe meglio chiarire.

Lungi da me sostenere che i servizi sociali possano valutare o dare credito a una segnalazione anonima.
Bensì sostenevo che i servizi, identificato il segnalante, possano effettuare una pre-valutazione, meno formale, rispetto alla Autorità Giudiziaria, ed eventualmente procedere poi ad una autonoma segnalazione alla Procura .

In ogni caso la identificazione (ed indicazione negli atti) del segnalante è per me imprescindibile ed obbligatoria.
Mi sbaglio?

La ringrazio anticipatamente.
M.


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 Oggetto del messaggio: Re: Denuncia o segnalazione anonima agli assistenti sociali
MessaggioInviato: ven, 09 gen 2015 - 6:47 am 
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Iscritto il: ven, 04 mag 2007 - 10:22 am
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Gentile Mario,

è difficile dare una risposta, ci vorrebbe - appunto - qualcuno della polizia per riferire di preciso.

Si tratta infatti - quella di identificare il segnalante e/o mantenere il suo anonimato se da lui richiesto e se così valutato- di una discrezionalità agita dalle forze dell'Ordine. E' logico che agli atti deve risultare chi segnala. Altra cosa è però "non procedere" se il segnalante non si qualifica.

Mi sembra una questione di lana caprina. E' come se io, per esempio, avessi paura del mio vicino spacciatore e, per "imboccare" le forze dell'ordine, chiedessi di non esser identificato. Un buon agente prende per buona la mia imbeccata, verifica e procede, come è suo compito. Al contrario, se la non identificazione è motivo di non azione, la cosa si giustifica da sè nel valore (di omissione).

Nella mia pratica capita a nche a me di ricevere "segnalazioni anonime". Ecco, io più che "fissarmi" su chi segnala, cercherei di capire cosa c'è sotto. Se l'ipotesi è quella di una violazione dell'Ordinamento interesserei subito le forze dell'ordine. Non è che faccio superman e piombo a casa della gente da solo. Con i rischi (giuridici, e pure fisici...) connessi....

Saluti.

_________________
Ugo Albano

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 Oggetto del messaggio: Re: Denuncia o segnalazione anonima agli assistenti sociali
MessaggioInviato: mer, 14 gen 2015 - 10:59 am 
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Gentile Ugo Albano,
La ringrazio per la disponibilità mostrata nel voler proseguire il confronto e consentirmi di meglio comprendere le modalità con cui questo delicato tema viene affrontato dai Servizi.
Naturalmente non mi aspetto che possa esservi una assoluta adesione od uniformità di applicazione al punto di vista da Lei indicatomi, come d'altronde accade in qualsiasi altro ambito professionale.

ugo.albano ha scritto:
Si tratta infatti - quella di identificare il segnalante e/o mantenere il suo anonimato se da lui richiesto e se così valutato- di una discrezionalità agita dalle forze dell'Ordine. E' logico che agli atti deve risultare chi segnala. Altra cosa è però "non procedere" se il segnalante non si qualifica.

Mi corregga se sto male interpretando: in buona sostanza laddove vi fosse anche una segnalazione del tutto anonima, mi pare di capire che sia ipotizzabile nel Suo discorso comunque una qualche attività da parte delle Forze dell'Ordine.
Attività che se ben comprendo potrebbe essere precedente (o indipendente) alla trasmissione della notizia di reato alla Autorità Giudiziaria, per la necessaria iscrizione nell'opportuno Registro delle Notizie di Reato.

Personalmente fatico a ritenere tale possibilità una opzione, in quanto espressamente esclusa dall'art 240 c.p.p:" I documenti che contengono dichiarazioni anonime non possono essere acquisiti né in alcun modo utilizzati salvo che costituiscano corpo del reato o provengano comunque dall'imputato".
Differenti orientamenti espressi dalla giurisprudenza, seppur rilevanti, risultano essere appunto "orientamenti" e non certo Legge dello Stato.

Inoltre ho sovente riscontrato, da parte delle Forze dell'Ordine l'esplicita conferma che, a differenza di un tempo ormai lungamente passato in cui esisteva una sorta di agente di quartiere, l'orientamento delle stesse è di evitare qualsiasi intervento non urgente o doverosamente procedibile d'ufficio, laddove non vi sia un conferimento di incarico da parte della sopra menzionata Autorità Giudiziaria.
Mi è parso un condivisibile criterio di garanzia.

ugo.albano ha scritto:
Mi sembra una questione di lana caprina. E' come se io, per esempio, avessi paura del mio vicino spacciatore e, per "imboccare" le forze dell'ordine, chiedessi di non esser identificato. Un buon agente prende per buona la mia imbeccata, verifica e procede, come è suo compito. Al contrario, se la non identificazione è motivo di non azione, la cosa si giustifica da sè nel valore (di omissione).


Proverei, per verifica di corretta mia comprensione, a mantenere l'esempio pur cambiandone la prospettiva.
Se fosse il Suo vicino a sostenere che Lei si dedica allo spaccio, (o che maltratta in qualche misura i suoi figli, visto che siamo nella sezione Minori del Forum), un buon agente potrebbe/dovrebbe a Suo avviso prendere per buona l'imbeccata del suo confinante e, pur senza identificarlo, procedere ad una autonoma verifica di qualche tipo?
Non dovrebbe forse, prima di avviare qualsivoglia attività - che potrà risultare fortemente interferente nell'ambito delicato di una famiglia e di minori coinvolti- notiziarne seppur urgentemente l'Autorità Giudiziaria ed ottenerne almeno l'apertura di un formale procedimento?
Inoltre, un buon agente non dovrebbe attentamente saggiare anche la credibilità, terzietà del segnalante, e ancor prima di credere a quanto riferitogli, di annotare nome e cognome di quest'ultimo?

Siamo in un paese in cui il conflitto personale è diffuso e spesso acerrimo, le liti condominiali (e coniugali) affollano ed affossano i Tribunali.
E' pertanto perfettamente possibile che si possano strumentalmente depositare insinuazioni volte a colpire "l'avversario" laddove egli è più vulnerabile: ed i figli minori lo sono sempre.

Certamente si avvierà un procedimento di verifica da parte dei Servizi e della Autorità Giudiziaria in merito alla reale fondatezza delle accuse mosse.
Tuttavia esiste ed è sensibile anche una dimensione del disagio determinato dalla improvvisa interferenza che verrà ad interessare il nucleo oggetto di solerte (e inatteso) attenzionamento.
Nessuno può sentirsi perfettamente a suo agio mentre è osservato, nessuno può sentirsi al riparo, o protetto, quando è posto in discussione, anzi a rischio, il suo rapporto con i propri figli o con i propri genitori.
Nessuno infine può ritenersi od essere certamente al riparo da errori giudiziari che qui, come in ogni altro ambito del diritto (ma estenderei con "dell'attività umana") esistono ed esisteranno sempre.

Il supremo interesse del minore può coincidere con la volontà ritorsiva di un vicino di casa male informato o male intenzionato?
E può credersi essere nell'interesse del minore che il nucleo ove egli vive venga sottoposto a radiografia (qualcuno si spinge a parlare di "autopsia") sulla base di dichiarazioni fornite da terzi, di cui non sia come minimo stata adeguatamente verificata la neutralità oltre che credibilità, e che magari non vogliono neppure risultare ben identificabili?

Lo strumento (e le risorse) messe a disposizione dal Legislatore sono ampie e a totale ed esclusivo beneficio del minore. Ma gli abusi, le strumentalizzazioni nel ricorso a tali strumenti (e risorse) quando non assumano addirittura carattere spiccatamente persecutorio, sono adeguatamente individuate e poi perseguite?

Ringrazio Lei, come di consueto, o altri Suoi Colleghi che vorranno intervenire, per la disponibilità.
M.


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 Oggetto del messaggio: Re: Denuncia o segnalazione anonima agli assistenti sociali
MessaggioInviato: mar, 20 gen 2015 - 3:58 pm 
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Iscritto il: mar, 15 gen 2013 - 4:28 am
Messaggi: 23
Secondo me la denuncia anonima si può fare se dici alla polizia perché.

Betta


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 Oggetto del messaggio: Re: Denuncia o segnalazione anonima agli assistenti sociali
MessaggioInviato: mar, 20 gen 2015 - 7:05 pm 
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Iscritto il: dom, 07 feb 2010 - 11:20 am
Messaggi: 59
Secondo me la denuncia anonima si può fare spiegando ed essendo sicuri di quello che si racconta alle forze dell'ordine o all'assistente sociale che poi informerà subito l'Autorità Giudiziaria per avviare le indagini ed un eventuale processo di aiuto in base alle decisioni dell'Autorità Giudiziaria.


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 Oggetto del messaggio: Re: Denuncia o segnalazione anonima agli assistenti sociali
MessaggioInviato: mer, 21 gen 2015 - 10:38 am 
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Iscritto il: mer, 27 ago 2014 - 10:16 am
Messaggi: 15
E' possibile fare una denuncia alle autorità, polizia o carabinieri non anonima, ma chiedendo loro di rispettare il tuo anonimato con i terzi magistrato e servizio sociale compresi?
Il servizio sociale può fare a meno del mandato del tribunale dei minori per convocare la famiglia anche in caso di segnalazione non anonima? Mi chiedo il senso di convocare una famiglia per un colloquio e dirle "il tuo vicino tal dei tali ha detto che maltrattate i vostri figli, è vero?"
Non lavoro e anche nei tirocini non mi sono mai occupata di minori ma mi sembra che non ci sia una linea di condotta univoca in questi casi.


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