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 Oggetto del messaggio: decreto "svuotacarceri": chiusura OPG
MessaggioInviato: gio, 09 feb 2012 - 12:40 pm 
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Come avrete sentito a breve gli OPG, tramite legge che verrà a breve approvata, verranno chiusi e le persone ivi internate considerate non gravi saranno affidate ai servizi di salute mentale territoriale, mentre le persone considerate pericolose saranno affidate a strutture regionali che dovranno essere create in ogni regione.
Che ne pensate? Io personalmente sono molto favorevole alla chiusura degli OPG, ma temo che i servizi territoriali e le regioni non sappiano reggere il peso di questa ulteriore incombenza visti i continui tagli alle risorse umane ed economiche dei servizi...
Inoltre ho la netta sensazione che gli OPG vengano chiusi ora non con un intento filosofico-umanitario simile a quello che ha guidato la riforma del 1978, ma prettamente per motivi economici visto che allo Stato costano un sacco di soldi queste strutture e chiudendole lo Stato risparmia!!! :roll:


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 Oggetto del messaggio: Re: decreto "svuotacarceri": chiusura OPG
MessaggioInviato: gio, 09 feb 2012 - 4:23 pm 
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Non so se la chiusura degli OOPPGG passi per questo decreto, ma non credo.

La questione non è solo del "cambio di competenza" bensì dell'eliminazione del sistema delle "misure di sicurezza" dall'Ordinamento penitenziario. Ciò vuol dire che questi rei (sono in OPG in quanto tali, non lo dimentichiamo...) ricadranno nel circuito ordinario di pena.

Hai ragione: sta avvenendo quel che avvenne nel 1978 con la Legge 180: l'imput fu ideologico, la conseguenza favorente fu il risparmio.

Sia gli allora "pazzi", sia gli attuali ospiti degli OPG (se liberati...) insisteranno su servizi assai carenti e, dal 1978 ad oggi, molto medicalizzati. Oltre a portare scompiglio in territori già abbastanza bisognosi di sicurezza-

Insomma, come si dice da noi in Romagna, è come "fare le nozze coi fichi secchi". Che poi qualche ospite si incazzi, è da tenerne in conto.....

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Ugo Albano

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 Oggetto del messaggio: Re: decreto "svuotacarceri": chiusura OPG
MessaggioInviato: sab, 11 feb 2012 - 3:31 pm 
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Iscritto il: gio, 10 nov 2011 - 10:43 am
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Penso che la chiusura degli OPG sia l'ennesima cazzata politica all'italiana, partorita solo per accaparrarsi l'elettorato.
Nel '78, i cosiddetti "alienati mentali" furono portati in pulman dai manicomi nelle piazze dei rispettivi Comuni di residenza, senza documenti con addosso qualche vestito e lasciati alla bontà di qualcuno che li accompagnasse a casa.
Lascio a Voi immaginare, il disorientamento dei poveri ex Pazienti manicomiali e lo stupore con conseguente scompiglio dei familiari.
La storia non doveva andare in quel modo, infatti, nella 180 prima e nella 833 poi si prevedeva: si, la chiusura dei manicomi ma in contemporanea, se non prima, la costruzione materiale di Strutture alternative per l'accoglienza, addirittura una per ogni Comune.
Oggi la storia si ripete con gli OPG ed, in peggio, perchè nessuno parla di Strutture Alternative, ma solo di Strutture territoriali gia carenti, perchè reduci della 180.


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 Oggetto del messaggio: Re: decreto "svuotacarceri": chiusura OPG
MessaggioInviato: dom, 12 feb 2012 - 10:24 am 
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Iscritto il: ven, 04 mag 2007 - 10:22 am
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Infatti, confermo.

Io che ho ormai cinquant'anni, io che ho visto i manicomi e come erano, io che ho visto come poi la riforma è stata attuata (di fatto procrastinando le megastrutture, trasformandole magari in tante unità-alloggio) posso dire questo: le riforme sociali in Italia non servono MAI E POI MAI alle persone, bensì ai poteri forti (p.e. alle holding che ieri ed ancora oggi gestiscono le macrostrutture) o alla "politica dell'immagine".

Come lo svuotacarceri degli OPG o l'indulto di qualche anno fa. I motivi sottostanti sono il sovraffollamento, l'incapacità gestionale, l'assenza di soldi, NON l'implementazione di una giustizia che va riformata. Per esempio depenalizzando i reati minori, per esempio dando alternative diverse per gli indagati (buona parte dei carcerati sono in attesa di giudizio), per esempio espellendo gli stranieri nel loro paese.

Io mi ricordo che quando chiusero i manicomi molti ospiti buttati fuori (ve le ricordate le stazioni italiane tra l'80 ed il 90?) facevano di tutto per ritornare dentro tramite i "ricoveri volontari": il malato di mente sa bene che una struttura contiene. Con gli ospiti degli OOPPGG sarà così: al di là di quelli che comunque resteranno in carcere per condanna, che uscirà si troverà a reiterare le condotte antisociali per cui, anche se il segmento "contenitivo" dovrà essere territoriale, sempre di strutture si tratterà.

Noi abbiamo sempre l'idea degli OPG o delle carceri come di "luoghi chiusi". Chi conosce l'Ordinamento penitenziario sa benissimo che erano (e sono) previste le colonie agricole le quali, ove realizzate, sono OTTIMI contesti di riabilitazione. Ora, che si vada in quella direzione (se pensate che decine di carceri finite e vuote sono in campagna) o se si vogla procedere verso comunità terapeutiche psichiatriche, la questione è ECONOMICA. Questa deriva però da scelte politiche che - se non c'erano negli anni 80 quando c'erano risorse - oggi le vedo difficili da realizzarsi. Di fronte a ciò non ho sentito i politici nazionali fautori di questa riforma dichiararsi in tal senso.

Siamo ancora sullo stile italico: "dichiarazione di principi, ma mai pragmatica realizzazione". E' come ai tempi di Mussolini: "andate in guerra....voi, io resto quà a Roma....".

Personalmente io prendo distanza emotiva da questi giochi. C'è un gioco politico-economico che noi assistenti sociali non governiamo, nè la politica ha la buona educazione e l'umiltà di chiederci alcunchè.

Insomma, nel nostro piccolo "facciamo il possibile", governiamo però i nostri limiti. Non è che - come al solito- fungiamo noi da capro espiatorio di un sistema che non funziona.

In tutto ciò - lo dico per esperienza - c'è un solo fronte che ci capisce: è il malato di mente. Ragionando sul "possibile" ci si aggancia sempre. E ciò è molto bello, a mio parere.

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Ugo Albano

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