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 Oggetto del messaggio: Congedo obbligatorio: due settimane ai padri
MessaggioInviato: sab, 30 ott 2010 - 7:55 am 
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Congedo obbligatorio: due settimane ai padri

STRASBURGO - L'Europarlamento apre per l'Italia la possibilità di non discriminare più gli uomini nella concessione dei congedi parentali.

fonte:
http://www.corriere.it/cronache/10_otto ... aabc.shtml

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 Oggetto del messaggio: Re: Congedo obbligatorio: due settimane ai padri
MessaggioInviato: sab, 12 mar 2011 - 8:28 am 
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Iscritto il: mar, 08 mar 2011 - 9:38 am
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Putroppo Il Consiglio dei Ministri del lavoro ha respinto il testo approvato dal Parlamento che estende il congedo di maternità a 20 settimane a stipendio pieno e riconosce ai padri due settimane di congedo retribuito dopo il parto.


Congedi di maternità, l’Europa frena

21 dicembre 2010

I governi dicono no al congedo di 20 settimane retribuito al 100% e al nuovo congedo di paternità, votati dal Parlamento europeo: troppo costoso per i bilanci degli stati. Il negoziato ripartirà nel 2011 dalla proposta della Commissione: 18 mesi alle mamme, niente per i papà.





Dopo i palloncini rosa e azzurri al Parlamento europeo, arriva il colpo di freno del Consiglio, e si ricomincia da capo.
I governi dell’Unione europea hanno respinto la proposta di congedo di maternità minimo di 20 settimane al 100% dello stipendio, giudicata troppo onerosa per i loro bilanci in tempi di crisi. “La grande maggioranza degli Stati membri ritiene che il Parlamento sia andato troppo in là, lasciandoci senza una base per negoziare”, ha spiegato Joëlle Miquet, ministro per l’Occupazione e rappresentante della presidenza di turno belga, al termine della riunione del Consiglio europeo dei ministri dell'Occupazione e Affari Sociali (Epsco), svolta a Bruxelles il 6 e 7 dicembre.


Il Parlamento europeo nel mese di ottobre aveva votato il progetto di modifica della direttiva 92/85, estendendo il periodo di astensione di sei settimane (invece di quattro, come proposto dalla Commissione) e con piena retribuzione, e istituendo il congedo di paternità obbligatorio di due settimane. La normativa non avrebbe modificato la situazione italiana per quanto riguarda la durata dell’astensione dal lavoro delle mamme, che è già di cinque mesi, ma avrebbe elevato il trattamento economico, che oggi è pari all’80% dello stipendio salvo alcuni contratti nazionali o aziendali migliorativi, oltre a introdurre il congedo per i padri, che è peraltro oggetto di una proposta di legge bipartisan in discussione in Parlamento.

La relatrice del testo, l'eurodeputata socialista portoghese Edite Estrela si era battuta con energia per emendare la proposta della Commissione, sostenendo che i governi europei, dopo aver salvato le banche e le imprese, dovevano dimostrare la stessa disponibilità verso le famiglie. Tuttavia secondo il ministro belga Joëlle Milquet questo argomento ha ancora bisogno di tempo e nella sua previsione sarà la prossima presidenza dell'UE ungherese ad occuparsene.

Nella riunione del Consiglio, in cui l'Italia era rappresentata non dal Ministro del Lavoro ma da quello della Salute, Ferruccio Fazio, la maggioranza dei presenti ha espresso preoccupazione per le implicazioni sulla finanza pubblica e si è schierata per un’interpretazione riduttiva del ruolo delle normative europee: ''Una direttiva dovrebbe stabilire norme minime nel rispetto del principio di sussidiarietà e delle diversità delle situazioni nei vari Stati membri'' quindi in pratica lasciare a questi la massima discrezionalità soprattutto sulla questione dell’indennità spettante a madri e padri in congedo.
La decisione del Consiglio non giunge come una sorpresa, dato che dopo l’approvazione delle 20 settimane da parte del Parlamento, avvenuta con pochi voti di scarto, sia la Commissione europea che alcuni governi (a cominciare da quello britannico) avevano espresso scetticismo sulla fattibilità della proposta di fronte alle esigenze di riduzione della spesa pubblica.

Tuttavia, la posizione dei governi ha suscitato un’aspra reazione soprattutto del gruppo parlamentare socialista, che si era impegnato per gli emendamenti votati dall’assemblea di Strasburgo. Per Britta Thomsen, portavoce dei socialisti per le politiche di genere, “il Consiglio, usando la crisi come scusa, chiude un occhio di fronte alla grande crisi demografica che l’Europa sta affrontando, e si dimostra di corte vedute”.
Anche la deputata italiana Licia Ronzulli, del Partito Popolare Europeo, considera la bocciatura della proposta come “un grosso passo indietro” che cancella “il lavoro che dall’aprile 2009 è stato portato avanti con tenacia e determinazione. Da anni si discute su come tutelare meglio le madri lavoratrici favorendone l’occupazione. Quando, finalmente, vengono formulate delle proposte in questa direzione, qualcuno decide di bocciarle ritenendole troppo costose. Sostenere che un congedo di tale lunghezza sia un onere insostenibile per gli Stati significa far pesare la crisi economica internazionale a chi già ne sta pagando le conseguenze. Risparmiare sulla tutela delle madri e dei loro figli significa compiere scelte politiche miopi e controproducenti”.
La relatrice in Parlamento, Edite Estrella, è stata ancora più dura: “Il Consiglio non ha ben capito qual è il ruolo del Parlamento dopo il Trattato di Lisbona”, una dichiarazione che lascia presagire un acceso scontro interistituzionale Parlamento-Consiglio.
In realtà, anche se con il nuovo trattato, le due istituzioni sono co-legislatori alla pari, la pratica mostra che alla fine è il Consiglio a negoziare in posizione dominante, perché espressione dei governi, specialmente se, come in questo caso, sembra godere dell’appoggio della Commissione.


Estrela ha comunque affermato che continuerà a lavorare con il Consiglio e con la futura presidenza ungherese dell’Unione (che prenderà il via a gennaio) per raggiungere il miglior accordo possibile. E in vista di questo risultato, la presidenza belga oggi in carica si è impegnata a formulare delle raccomandazioni su come procedere entro la fine dell'anno, prima della scadenza del suo mandato. Si apre ora una delicata fase di negoziazioni che si estenderà probabilmente per tutto il 2011, per arrivare presumibilmente a un congedo di 18 settimane, ma con ampia discrezionalità sull’effettiva applicazione delle misure finanziarie in ogni Stato membro. La base della discussione tra governi non sarà quindi la proposta approvata dal Parlamento europeo, ma quella originaria della Commissione, che si basa su un congedo di 18 settimane alle mamme e non prevede quello per i papà.


http://www.kila.it/archivio-notizie-in- ... ena-2.html

ed ancora : http://www.europarl.it/view/it/press-re ... D798059129


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 Oggetto del messaggio: Re: Congedo obbligatorio: due settimane ai padri
MessaggioInviato: sab, 12 mar 2011 - 5:36 pm 
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grazie per l'aggiornamento :D

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