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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Cambio di famiglia
MessaggioInviato: mar, 14 feb 2017 - 9:34 pm 
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Dormiente
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Iscritto il: mar, 14 feb 2017 - 11:36 am
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Salve a tutti, sono un ragazzo di 17 anni che tra due mesi ne compirà 18. Sono giunto fino a qua perché ormai non ce la faccio più, la mia adolescenza, anzi, la mia intera vita è stata letteralmente un inferno. Vi spiego a grandi linee (Sì, in modo molto generale perché altrimenti starei a scrivere fino a domani, questo per farvi capire quante ne ho passate, e non scriverò tutto.) la mia infanzia. Nacqui il 29 aprile del 1999, mia madre compì 18 anni il 3 aprile di quel mese, quindi già da lì potete ben capire che nacqui per sbaglio. Mio padre picchiava me e mia madre, le bruciava la macchina, e io ero sempre in mezzo poiché venivo sempre sballottato da una parte all'altra. Mia madre si lascia con mio padre e conosce un uomo con cui successivamente si sposerà, io avevo solo 3 anni quindi vidi in quest uomo una figura paterna, tant'è che dopo essersi sposati io lo iniziai a chiamare papà, e chiesi di prendere il suo cognome, così fu, se non fosse per il fatto che lui non c'era mai in casa. Lavorava in Piemonte e faceva il militare, allora a 8 anni mi trasferì da casa mia (Vicino a Cagliari, in Sardegna) la in Piemonte per un anno circa. Tornai in Sardegna ma le cose andavano sempre peggio, mio padre (adottivo) litigava spesso con mia madre, fino al punto di lasciarsi. Ennesima delusione. Lui continuava a illudermi dicendo che si sarebbe risolto tutto, quando già conviveva con un'altra donna. Da lì iniziò il mio declino caratteriale. E dico così perché non sono per niente felice di come sia adesso caratterialmente. Mia madre dopo questa rottura, diciamo che se ne fregò parecchio di me, andava spesso in discoteca, o lavorava o usciva, e quindi iniziai a capire che nella vita ti devi rimboccare le maniche e che non hai bisogno di nessuno se non di te stesso. (Tutto questo dagli 11 ai 13 anni circa, dove la situazione peggiorò di gran lunga.) Terza media, uno dei peggiori periodi che abbia passato nella mia breve vita, mia madre si ruppe i crociati giocando a pallavolo, quindi essendo impossibilitata di muoversi dovevo occuparmi io delle faccende di casa, a soli 13 anni, vivevo anche con mia nonna e mio zio che, la prima anch'essa non messa bene non poteva fare granché, mentre il secondo era partito in Australia. Una mia giornata classica era: sveglia, scuola, tornavo a casa, preparavo il pranzo, lavavo i piatti, mi occupavo del cane, svolgevo ciò che c'era da fare in casa (pulire in terra, pulire il terrazzo del cane, sistemare etc.) A soli 13 anni avevo accumulato già un grande stress, nonostante ciò si aggiunsero numerosi messaggi, prima innocenti ma morbosi da parte di mio padre naturale, che ignoravo, e successivamente intimidatori. Come se non bastasse mia madre iniziò a frequentare un ragazzo (l'attuale compagno) e da lì iniziò l'abisso, la discesa verso l'Inferno. Si avvicina l'estate e io dovevo svolgere l'esame di terza media, cambiai nuovamente casa, però sempre nel mio paese. Dopo aver superato l'esame mi arrivò la tragica notizia: mi sarei dovuto trasferire a casa del compagno di mia mamma (dove abito tutt'ora) perché LUI non riteneva sicuro stare lì nel mio paese. Non mi chiesero niente, ne se fossi d'accordo o meno.  Il compagno di mia madre aveva e ha tutt'ora il vizio di mettersi in mezzo e mettere parola su tutto, come se fosse mio padre. Dopo essermi trasferito nel paese del compagno di mia madre (che chiamerò Pinco d'ora in poi) ci rimasi un mese perché c'erano dei lavori da fare, quindi neanche il tempo di trasferirmi lì che subito dovetti cambiare casa nuovamente, stavolta in un quartiere di Cagliari, dove abitava mia bisnonna. Da qui, lontano da mia madre iniziai a capire quanto io stessi bene senza di lei, quanto mi piaceva stare da solo, e iniziai sempre di più a crearmi una sorta di guscio protettivo in modo da non avere più sentimenti, che tutt'ora non ho (e non lo faccio per vantarmi, ma sono io stesso a dire che ho problemi, perché veramente sono diventato apatico). Durante i miei 2 anni di convivenza da mia bisnonna facevo avanti e indietro da casa a Cagliari a casa di Pinco, dormendo in un materasso in terra perché non c'era spazio. Dopo che i lavori sono stati ultimati mi trasferì definitivamente a casa di Pinco. Ma andiamo nei dettagli, sono sempre stato trattato come un moccioso, ho sempre fatto figuracce, sono sempre stato preso in giro perché ero il classico ragazzo che doveva tornare prima degli altri, poteva uscire solo il sabato, avrebbe fatto sport solo se se lo fosse meritato o gli veniva ritirato il cellulare. Ora posso capire le punizioni a 13, 14, 15 anni esagerando, ma che a 17 anni io non possa praticamente avere una vita sociale, praticare dello sport o che mi debba essere sequestrato il telefono solo perché "non vado bene a scuola" (oltretutto è sempre stato così, non ho mai eccelso ma semplicemente perché non ho voglia di andare a scuola), eppure sono in quarta superiore, non mi hanno mai bocciato, e mi basta veramente poco per studiare, ma per poco vi dico che un capitolo di storia se mi ci mettessi lo studierei in un'ora neanche. A 17 anni ancora vengo trattato così, e preso in giro da tantissima gente, che con toni di sfottio  (anche miei amici che conosco dall'infanzia e che ho sempre frequentato) mi dicono "Usciamo? O tua madre ti ha punito?" Vedere che tutti si godono la vita, fanno sport, e io invece rimango tutto il giorno rinchiuso in camera a letto perché facendo così mia madre pensa di ottenere qualcosa, ma ancora non ha capito che ottiene solo il contrario. Oltretutto si lamenta con tutti del mio comportamento, che sono un buono a nulla, che farò il fallito da grande e tante altre cose. Ora quello che vi chiedo è se c'è un modo per far sì che io possa avere un'altra "famiglia" almeno per il tempo necessario di prendermi il diploma e cercarmi un lavoro, una volta avuta la mia indipendenza totale voglio chiudere con tutta questa situazione e crearmi una vita nuova. Io odio letteralmente mia madre, per me potrebbe morire che non batterei ciglio, e non lo dico tanto per dire, fidatevi. Sono stanco, ho avuto numerosi istinti suicidi, sono andato dallo psicologo, ho passato MESI senza uscire, a piangere in cameretta, a 16 anni, mi addormentavo in lacrime e mi risvegliavo l'indomani per andare a scuola senza neanche cenare perché non mi chiamavano, invitavano ospiti a cena a mangiare sushi e io dovevo cenare prima con pasta al burro o in bianco e andarmene in camera per non farmi vedere. Aggiungo che è già da un po' che mi dice "Appena avrai 18 anni ti prendi la roba e te ne vai, cercati una casa perché qua non ti ci voglio più". Ecco il perché della mia richiesta, per non rimanere sotto un ponte, per avere un appoggio minimo fino a quando non mi realizzerò. Mi definisco un ragazzo determinato e ambizioso, quando mi punto su una cosa la faccio, sono molto testardo e orgoglioso a livelli osceni, e se sto chiedendo aiuto è perché veramente sono disperato e non so più cosa fare. Grazie per l'attenzione, attendo risposte


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 Oggetto del messaggio: Re: Cambio di famiglia
MessaggioInviato: mer, 15 feb 2017 - 6:52 pm 
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Iscritto il: dom, 07 feb 2010 - 11:20 am
Messaggi: 59
Ti consiglio di andare a parlare con l'assistente sociale del tuo Comune e con lo psicologo se lo frequenti ancora. Vedrai che ti daranno tutti i consigli del caso.


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