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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: burocrazia
MessaggioInviato: mar, 27 feb 2018 - 8:14 pm 
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Iscritto il: ven, 19 gen 2018 - 9:33 pm
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salve a tutti,

volevo sapere quest'anno come è messa la professione di assistente sociale in quanto a burocrazia. può capitare di stare ore e ore a compilare scartoffie? a me piacerebbe di più il rapporto faccia a faccia, visite ecc.

insomma come è la giornata tipo di un assistente sociale? cambia a seconda di dove lavori?


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 Oggetto del messaggio: Re: burocrazia
MessaggioInviato: gio, 01 mar 2018 - 11:09 am 
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Iscritto il: ven, 04 mag 2007 - 10:22 am
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Il quesito è malposto: non si tratta di "burocrazia e scartoffie", bensì di procedure amministrative connesse al lavoro.

I procedimenti amministrativi sono strumenti e non fine del nostro lavoro. Noi infatti agiamo processi di aiuto basati essenzialmente sulla relazionalità.

Capisco il senso della "iperburocratizzazione": dipende però pure dal modo con cui lo si approccia. Per esempio nel mio lavoro le richieste le compila l'utente, io le valuto ed assieme a lui valuto la decisione, che può anche passare per un contratto sociale che l'interlocutore sottoscrive.

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Ugo Albano

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 Oggetto del messaggio: Re: burocrazia
MessaggioInviato: ven, 02 mar 2018 - 6:04 am 
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Iscritto il: sab, 04 apr 2015 - 7:26 pm
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Nel mio attuale lavoro in tutela minori non c'è burocrazia ma tanta, tanta scrittura.
Ad ogni colloquio, visita domiciliare, incontro di rete, perfino telefonata, segue un'accurata verbalizzazione o trascrizione. Credo si tratti di un momento fondamentale di riflessività, di rigore metodologico e progettualità del proprio operato.
Quando poi c'è da scrivere una relazione per l'autorità giudiziaria, l'aver già compilato un'accurata cartella sociale è un aiuto insostituibile, a cui deve aggiungersi la capacità di sintesi e la capacità di "leggere" le situazioni con una certa distanza che solo la scrittura può dare.
La web serie sugli assistenti sociali "aiutanti di mestiere", che mi piace molto e che sto guardando perfino coi miei figli che vogliono sapere cosa faccio tutto il giorno, non rende giustizia a questa dimensione invece fondamentale della scrittura (spero sia solo un sacrificio per esigenze cinematografiche). Cosa ne pensate?


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 Oggetto del messaggio: Re: burocrazia
MessaggioInviato: ven, 02 mar 2018 - 1:00 pm 
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Iscritto il: ven, 04 mag 2007 - 10:22 am
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Io credo che oggi dovremmo sforzarci di usare un linguaggio più appropriato, se è vero che la comunicazione crea la realtà. Per esempio non si tratta di “scrivere” o di “burocrazia”: tali azioni in sé dicono tutto e niente se scollegate da un ragionamento professionale. Finanche il termine “burocrazia” è positivo, se cioè connesso alla gestione di procedimenti amministrativi connessi alla gestione di progetti di aiuto. La “burocrazia” significa appunto la disciplina degli atti in base a dei percorsi-standard, proprio per evitare abusi. Inviterei ad essere più precisi sull'uso delle parole: chi ci legge e ci vede sciatti una certa idea se la fa (e fa bene!) sull'assistente sociale. Insomma l'immagine professionale ce la creiamo noi, pure attraverso la scrittura.

Ma anche la c.d. “relazione di servizio sociale” ha un senso preciso di valore amministrativo, peritale o comunque valutativo rispetto al fine per cui viene emessa. Lo scopo è rappresentare “in scienza e coscienza” la realtà e convincere l'interlocutore con prove oggettive l'essenza di una tesi. E' una questione non solo di “saper scrivere” (e ciò affonda le radici nei percorsi scolastici di ognuno), ma di “scrivere professionalmente”. Non si tratta solo delle solite relazioni, ma pure degli articoli scientifici e delle pubblicazioni in generale. A me vengono in mente i diversi corsi sulla scrittura professionale che di tanto in tanto offro: in questi desumo in parte una grande voglia di pubblicare, in alcuni casi veri e propri bisogni di “laboratorio competenziale” da parti di chi si scopre bisognoso di mettere a punto quest'arte.

Tutto ciò con all'orizzonte un'impoverimento generale della lingua italiana, una disabitudine alla lettura ed un'esplosione del linguaggio (che io odio) di internet, sciatto, sgrammaticato, con sigle ed acronimi incomprensibili. Per non parlare dei puntini sulle i maiuscole o le x a posto di "per". Io per questi motivi ho bocciato tanti all'esame di stato......

Insomma, si tratta anche di amare la nostra lingua. se la si ama, la si cura. E' come nell'amore.......

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Ugo Albano

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