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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: assegno di cura!
MessaggioInviato: lun, 10 ago 2009 - 3:56 pm 
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aiutando una collega che ha il nonno che vive in provincia di Caserta ho scoperto che nel comune dove risiede, oltre ad esserci pochissimi servizi rispetto a dove lavoriamo noi (EMILIA ROMAGNA) non hanno l'assegno di cura, risorsa, che pensavo fosse presente in tutta Italia..è possibile????? :shock:
saluti

Elisa


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 Oggetto del messaggio: Re: assegno di cura!
MessaggioInviato: mar, 11 ago 2009 - 5:41 am 
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Certo che è possibile: dal 2001, per Costituzione, i welfare sono regionali erd ogni Regione fa quello che vuole, anche non rispettando la L.328 del 2000.

Rigurado all'Emilia-Romagna non concordo affatto sui "tanti servizi": l'assegno di cura, come sai, surroga appunto un servizio che viene dato sempre di meno. Lo dico lavorandoci.

Io ritengo che la forza di un welfare non risieda solo nelle risorse economiche, ma nella tenuta sociale di un territorio. Specialmente per il futuro, dove il federalismo fiscale farà sentire i propri effetti specialmente sul più basso finanziamento del welfare al sud.

Ugo Albano

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 Oggetto del messaggio: Re: assegno di cura!
MessaggioInviato: mar, 11 ago 2009 - 9:21 am 
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grazie della risposta.
concordo assolutamente che l'assegno di cura non è un servizio infatti l'ho definito come risorsa (probabilmente nella fretta di scrivere non ho messo la gisuta punteggiatura :oops: )che, ripensandoci, forse non è neanche questo il termine adeguato....perchè a volte è un mero strumento di "convincimento" ad accettare un rapporto con il servizio.


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 Oggetto del messaggio: Re: assegno di cura!
MessaggioInviato: mar, 11 ago 2009 - 10:05 am 
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eh, infatti, sono soldi dati per monetizzare un bisogno e non altro. Io lo chiamo "accompagnamento n.2" E questo è il welfare dell'emilia-romagna al 2009!

Meno male che al sud non c'è. Così si inventano altre risposte.

Con i contributi non si è risolto mai nulla, al sud come al nord. Eppure siamo ancora a questi livelli in Italia....ahimè, voglio cambiare Stato......

Ugo Albano

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 Oggetto del messaggio: Re: assegno di cura!
MessaggioInviato: mar, 11 ago 2009 - 7:00 pm 
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Se non si considera l'elevato tasso di suicidi in Fillandia, Norvegia e paesi limitrofi c'è un sistema di Welfare ottimo e i Servizi Sociali sono molto evoluti....potrebbe essere un buon posto per ricominciare! ovviamente la mia è una battuta.

Per me l'assegno di cura è un'arma a doppio taglio perchè a volte ti permette di "finanziare" dei bei progetti sull'individuo ma spesso è proprio una mera integrazione ad un finto reddito (l'ISEE estrapolato a volte è ridicolo).

invidi il SUD???? per me è molto frustrante non avere sempre le risorse minime...(e mi lamento sicuramente del brodo grasso)noi non siamo un bancomat ed è giusto ma quando in gennaio staccano il gas ad una famiglia con bambini penso che il colloquio diventi quasi secondario nel processo di aiuto


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 Oggetto del messaggio: Re: assegno di cura!
MessaggioInviato: mer, 12 ago 2009 - 6:15 am 
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Il discorso si allarga, come vedi, e ci spostiamo sui significati nascosti del servizio sociale.

Si tratta di capire se, per la tenuta di un invalido a casa, il solo soldo basta. Ben venga l'assegno di cura connesso ad un progetto (ma che fatica, visto che la connessione soldi-progetto non c'è per Legge -in emilia-Romagna!- e quindi ben si presta per scopi clientelari), il problema è però se il mio compito è "dare" a prescindere dal progetto (il che è tipico dell'Emilia-Romagna). Lo dico con cognizione di causa, coordinando le politiche domiciliari nel mio territorio.....

Non si tratta di invidia del sud o del nord: tra l'altro non ha senso. La visione che i welfare ricchi siano il "modello" e che gli altri (più poveri) debbano adattarvisi non è solo chiaramente (anche se celatamente...) razzista, ma spinge pure tanta gente a spostarsi per motivi economici. Per me il malato calabrese che viene a Bologna per un'operazione chirurgica che può fare pure a Catanzaro non è diverso dall'immigrato africano che viene da noi per "stare meglio". Il nostro lavoro non è "dare", fa "attivare le risorse che ci sono": son parlo di soldi, ma di risorse e di contesti.

Voglio dire che il nostro lavoro non può dipendere dalla forza economica del welfare. Anzi, quando ci sono i soldi, sono più facili gli abusi. Sennò che facciamo se i soldi diminuiscono? Sta succedendo da noi in Emilia-Romagna, e tu lo sai!

Infatti la carenza di risorse per me è sacrosanta, perchè ci spinge a modulare la nostra professionalità verso altre direzioni. Vogliamo cominciare a fare servizio sociale senza soldi? Vogliamo cominciare a pensare che non è solo il soldo quello che mi permette di avere un anziano al domicilio? Possiamo iniziare a concepire altre modalità di lavoro a costo zero? Nel 2009, con assistenti sociali laureati, io mi aspetterei un pensierò più alto, più innovativo, meno da "impiegati sociali".

Ma scusate, nelle zone più povere d'Italia o in un recentissimo passato in tutta la penisola gli anziani erano abbandonati? Non credo mica: c'era una rete di sostegno ed una cultura che se ne facevano carico. Tutto ciò ora è più debole, lo so, ma vanno ricreate le condizioni con i servizi (a costo zero). Vogliamo parlare gi condomini solidali? Vogliamo parlare di sostegni ai parenti che si tengono un anziano? Vogliamo parlare di città architettonicamente concepiti a misura di "utente debole"? Vogliamo parlare di vicinato? Sto parlando di ipotesi di lavoro su cui nessuno lavora solo perchè, essendo a costo zero, non vengono considerati dalla politica. Sto parlando di campi "nostri" per storia.

Il nostro problema è di essere dipendenti pubblici e costretti all'esecuzione di politiche decise lontanamente dal territorio: siamo passati dal centralismo romano al centralismo regionale, ma lo stile è restato immutato (e meno male che il welfare è competenza comunale da sempre!). Se chi decide guarda al consenso politico e non all'efficacia dei servizi (i politici non sanno neanche che cosa sia), ecco che noi facciamo i bancomat. Per paradosso conosciamo l'ISEE estratto dell'anziano, ma non l'abbiamo mai visto il faccia. Dimmi tu che welfare è quello che funziona così. Dimmi tu che welfare è se neanche noi non ci poniamo criticamente in questo gioco politico-clientelare.

Ugo Albano

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In Friuli Venezia Giulia per l'assistenza ai non autosufficienti è stato pensato il Fondo per l'Autonomia Possibile, che vincola l'erogazione del contributo alla dimostrazione di spese reali effettuate per la persona bisognosa.
Questo in molti casi ha stimolato alla messa in regola delle badanti e sicuramente ha consentito un uso più oculato dei soldi pubblici che vengono destinati realmente per l'assistenza.

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 Oggetto del messaggio: Re: assegno di cura!
MessaggioInviato: mer, 12 ago 2009 - 9:16 am 
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Bè non è che in Friuli sia così una gran figata, in realtà quando siamo partiti con il Fondo Autonomia Possibile abbiamo fatto una grande formazione sul Porgetto Personalizzato, sulla valutazione globale dei bisogni, ecc. ecc. con tutta una serie di strumenti che dovevano aiutarci rispetto al come valutare. Alla resa dei conti nonostante l'enorme impiego di tempo per riempire schede su schede di valutazione tutto si riduce ad una mera erogazione economica a fronte dell'assunzione di una persona. E' vero, sai che i soldi che dai sono finalizzati a sostenere economicamente la spesa assistenziale che deve essere documentata e quindi con regolare assunzione, e non vanno più al nonno che così comprava il maxischermo al nipote o cambiava i serramenti comme succedeva con la legge precedente sull'assegno di cura, ma io mi chiedo se ha senso tutto l'ambaradan che viene messo in piedi a supporto di questa erogazione. Poi è anche vero che l'orientamento politico regionale è quello di un ritorno al passato, quando l'assegno veniva dato esclusivamente a ricompensa del lavoro famigliare senza neanche chiedersi come i soldi pubblici venivano spesi. Ha ragione Ugo, quando si hanno i soldi si ragiona solo intorno ai soldi. Perché se tu dici ad una famiglia che ha una badante che secondo te al posto dell'assegno di cura potresti darle dei servizi apriti cielo, i soldi sono soldi e si devono avere, punto.


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 Oggetto del messaggio: Re: assegno di cura!
MessaggioInviato: mer, 12 ago 2009 - 10:39 am 
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MonicaB ha scritto:
i soldi sono soldi e si devono avere, punto.


Questo sistema di uso del denaro è un problema globale: ai bambini viene erogato il bonus bebè, agli invalidi l'accompagnatoria, agli anziani l'assegno di cura, alle famiglie numerose l'assegno per chi ha più di tre figli minori, agli indigenti la socialcard, ecc...

Parlare di servizi non è facile per due motivi:
- i servizi hanno comunque un costo
- i servizi vanno creati-organizzati-verificati
Quindi erogare il contributo economico è più facile, meno oneroso e in un certo senso funge da contentino per chi lo riceve e offre una sorta di liberazione per gli operatori che non sono capaci di riflettere sulle conseguenze che ciò comporta.

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 Oggetto del messaggio: Re: assegno di cura!
MessaggioInviato: mer, 12 ago 2009 - 1:17 pm 
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Vero sono d'accordo, la riflessione sul nostro welfare e sulla direzione che stiamo prendendo è più allargata. La politica sia statale che regionale per il Friuli (ma immagino e vedo anche per altre regioni) in materia prevede tutta una serie di interventi settoriali di tipo economico che snaturano il lavoro sociale, relegando i nostri compiti a dei meri adempimenti amministrativi dove l'aspetto progettuale e valutativo è sempre più in secondo piano. E' un automatismo ormai, bisogno - risposta economica. Basta vedere la tanto sbandierata social card (sulla quale mi sono già espressa criticamente più volte) la cui gstione ed erogazione è stata data alle Poste!!!!! Non che io la volessi, ma il messaggio è chiaro. Se le risposte al bisogno sono queste chiunque può erogarle, non serve più l'assistente sociale. Perdonatemi la battuta, lo può fare anche il postino! :D :mrgreen:


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 Oggetto del messaggio: Re: assegno di cura!
MessaggioInviato: mer, 12 ago 2009 - 3:12 pm 
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vedo che il discorso si sta allargando bene! e pensare che ripensando all'esempio fatto(famiglia senza gas) avevo avuto ripensamenti perchè poteva essere frainteso ma vedo che è stato colto perfettamente il punto!

un servizio sociale senza soldi? mah! utopistico? sicuramente siamo molto lontani dal poterlo realizzare e in parte proprio per colpa di noi Assistenti Sociali...nel senso che siamo talmente presi dall'affrontare ili quotidiano che, almeno io parlo per me, non si investire tempo ed energia per fare comunity care e questo comporta l'impossibilità di avere contesti a costo zero.

Sicuramente non sono d'accordo sulla linea dell'Emilia Romagna che con il FRNA ha stanziato un sacco di soldi che ha portato i SAA a concedere assegni di cura anche senza un reale piano assistenziale e ora che i soldi iniziano a scarseggiare tocca fare i tagli...

Nel distretto in cui lavoro, anche se ha risentito di quanto detto sopra, l'assegno di cura viene erogato solo (con fatica e mali di pancia) nel caso gli anziani abbiano o si apprestano ad avere delle reali spese assistenziali (figura privata- retta centro diurno- sad ecc...)

Io sarei felicissima di poter usufruire di risorse come rete di vicinato o amicali ma poi si arriva al solito punto in cui mi viene chiesto cosa ci possono ricavare o ancor peggio ereditare...oppure si tirano indietro perchè non sono parenti... sul mio territorio in particolare non posso parlare di volontariato perchè quasi inesistente e mi vergogno a dirlo molto politicizzato!

In un contesto come questo come mi posso collocare come professionista? perchè sono sicura che solo la nostra professionalità può essere la più indicata a trattare queste tematiche


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