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 Oggetto del messaggio: Anziani dimessi selvaggiamente
MessaggioInviato: sab, 23 feb 2008 - 5:09 pm 
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Iscritto il: mar, 07 nov 2006 - 10:36 pm
Messaggi: 6
Invito gli assistenti sociali di non obbligare,minacciando di chiamare i carabinieri, i familiari di anziani gravi
a firmare le dimissioni.
Ricordo che si incorre nell'art. 612. del c.p. "Chiunque minaccia ad altri un ingiusto danno è punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a cinquantuno euro. Se la minaccia è grave, o è fatta in uno dei modi indicati nell’articolo 339, la pena è della reclusione fino a un anno e si procede d’ufficio"

Mio padre è morto da solo e senza cure perchè un familiare inidoneo aveva accettato le dimissioni dall'ospedale e l'ass. sociale non si prodigava a trovare soluzioni alternative idonee.

Buon lavoro,
Luigi


Ultima modifica di luigi il mar, 09 mar 2010 - 8:13 am, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: dom, 24 feb 2008 - 10:34 am 
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Iscritto il: sab, 17 nov 2007 - 9:49 am
Messaggi: 15
Caro Luigi, innanzitutto mi dispiace per tuo padre...ma voglio invitarti a non generalizzare.

Io sono un'assistente sociale, ma prima di tutto sono una persona onesta e di buon senso, come la maggior parte dei miei colleghi, e mai mi sognerei di fare ciò che tu hai scritto.

Non è abitudine di noi assistenti sociali minacciare le persone, anzi! Ti posso assicurare che spesso siamo noi a ricevere minacce dagli utenti...

Il nostro codice deontologico ci impone di rispettare la vita, le persone come uniche; ci dice di adoperarci con tutti i mezzi al fine di aiutare l'utente ad uscire dalla situazione di bisogno in cui si trova... se non ci riusciamo, spesso è dovuto al fatto che non ci sono risorse da utilizzare...

Ovviamente sarebbe bello sentire anche la versione dell'assistente sociale con cui tu hai avuto a che fare..comunque, ti assicuro che il nostro lavoro spesso è mal visto, ma noi lo facciamo con passione, con poche risorse, ma soprattutto nell'interesse della persona che intendiamo aiutare.

ciao


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MessaggioInviato: dom, 24 feb 2008 - 9:39 pm 
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Iscritto il: mar, 07 nov 2006 - 10:36 pm
Messaggi: 6
Cara Fraver,
non volevo generalizzare, scusatemi. Devo però dire che l'assistente sociale non deve essere influenzata a comportarsi in un dato modo dalle autorità ospedaliere o dal comune
o dal suo datore di lavoro. Per non perdere il posto l'assist sociale non deve chiudere un occhio. Non deve far finta di niente. L'ass sociale deve rischiare il posto di lavoro denunciando i crimini. Gli si dice che non ci sono soldi, che non ci sono i mezzi e che infine non si può fare niente per il debole. Nel caso di mio padre sia con problemi fisici che mentali il problema era veramente difficile, lo ammetto. Io stesso ho segnalato da anni il suo problema, mi si rispondeva da tutti i fronti che per Lui non esistevano case di cura o soluzioni diverse. Davano la colpa a me familiare. E io l'ho lasciato davvero da solo perchè semplicemente non volevo impazzire con Lui. E sono rimasto a Milano e Lui nel centro sud.
Io vi imploro a denunciare a tutti i mezzi di informazione e autorità preposte tutti gli anziani malati e abbandonati.
Un caro saluto Luigi


Ultima modifica di luigi il mar, 09 mar 2010 - 8:14 am, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Anziani dimessi selvaggiamente
MessaggioInviato: lun, 08 mar 2010 - 10:03 am 
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Iscritto il: lun, 08 mar 2010 - 9:38 am
Messaggi: 1
Chiedo scusa se ritiro fuori questo vecchio post it ma è da poco che navigo su questo forum e da poco lavoro in ospedale e mi viene l'orticaria a leggere una simile"richiesta d'aiuto".
Per quanto ammiri e rispetti la risposta diplomatica e misurata che Fraver aveva dato allora e per quanto possa riconoscere che il problema degli anziani non autosufficienti che vengono dimessi dagli ospedale sia pesantissimo per la persona stessa e i familiari (quando ci sono)....sono impietrita di fronte alla sfrontatezza di un figlio che su sua ammissione ha abbandonato il padre in un'altra regione (tant'è vero che è stato un altro parente a doversi occupare delle dimissioni) e che ha la faccia tosta di dire che un operatore, un perfetto estraneo con una sua vita e problemi suoi (magari anche lui ha un anziano a casa o un disabile o semplicemente dei figli da mantenere), DEVE AVERE IL CORAGGIO DI PERDERE IL POSTO DI LAVORO pur di non creare problemi a lui che pensa di liberarsi la coscienza dicendo "E io l'ho lasciato davvero da solo perchè semplicemente non volevo impazzire con Lui".
Caro Luigi, se proprio vogliamo generalizzare senza approfondire il contesto e le motivazioni di ciascuno dei protagonisti di questa storia, allora io dico che tuo padre è morto solo e senza cure principalmente perchè solo l'hai lasciato tu che sei il figlio!!!!!!!!!!!!!!!!!!
E' chiaro e palese agli occhi di tutti che non ci sono soldi per contrastare la povertà e i problemi di non autosufficienza degli anziani, è una situazione tragica e inaccettabile che andrebbe affrontata a partire dai piani alti, ridistribuendo in maniera sensata le risorse, cambiando tutto il sistema, appoggiando realmente e concretamente queste persone non con un'ora al giorno di assistenza domiciliare che non serve a niente se un anziano è davvero messo male ma con interventi radicali e risolutivi!
Ma a parte queste considerazioni: visto che le dimissioni le decidono i MEDICI, che cosa può fare un assistente sociale in ospedale, sdraiarsi davanti all'auto del medico in questione minacciando il suicidio se dimetterà l'anziano?
Vorrei davvero ( e non solo spinta da spirito polemico) avere una risposta su questo punto: cosa deve e può fare un assistente sociale in queste situazioni, sia nei confronti di medici che a volte sono spietati ma a volte hanno solo bisogno di non trasformare il reparto in una corsia di casa di riposo, sia nei confronti del territorio che non offre aiuto ( e quando lo offre ha dei tempi davvero assurdi, aspettare il posto in RSA a carico del comune in ospedale significa che il più delle volte l'anziano muore in ospedale)?
Aspetto consigli e suggerimenti da chi ha più esperienza e competenze di me. Grazie


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 Oggetto del messaggio: Re: Anziani dimessi selvaggiamente
MessaggioInviato: ven, 12 mar 2010 - 12:15 pm 
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Iscritto il: dom, 03 feb 2008 - 10:08 am
Messaggi: 136
Località: toscana
Non sappiamo le motivazioni che ci sono stati dietro ai comportamenti di questo utente e se non disponiamo di un quandro della situazione pieno di tutte le informazioni possibili credo che sarebbe meglio non dare giudizi.
Le risposte sul territorio osno poche, noi siamo dei semplici dipendenti e non possiamo che fare quello che ci dicono i dirigenti o offrire le risorse che il comune per il quale lavoriamo decide di erogare.
Però siamo davanti alle persone che credono che siamo noi che decidiamo cosa dare e nn dare....


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 Oggetto del messaggio: Re: Anziani dimessi selvaggiamente
MessaggioInviato: ven, 12 mar 2010 - 9:06 pm 
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Novizio
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Iscritto il: mar, 24 nov 2009 - 8:48 pm
Messaggi: 108
Però siamo davanti alle persone che credono che siamo noi che decidiamo cosa dare e nn dare...

E' vero. L'ho verificato anch'io. Spesso i nostri utenti credono, o sperano, che noi abbiamo molto "potere" e molta "influenza" sulle decisioni. E più le persone sono fragili e "impotenti" più contano sul nostro "potere".
Anche i nostri dirigenti o i nostri amministratori, più sono carenti di risposte e di risorse, più si aspettano da noi grandi capacità d' influire sulla realtà e di incidere sui problemi solo attraverso le nostre capacità professionali.
Noi assistenti sociali ci lamentiamo di non avere molto "potere", mentre sembra che molti chi credano addirittura "onni-potenti". Una contraddizione.
L' ambiguità che noi stessi alle volte non cogliamo sta forse proprio nell' "oggetto" del nostro potere. Noi spesso non siamo i diretti erogatori delle risorse, nè i decisori delle risposte istiuzionali. Siamo però gli esperti della mediazione e su questa basiamo il nostro reale "potere". E' il potere della comprensione dei fenomeni, del'informazione e della spiegazione dei problemi complessi ai nostri utenti, dirigenti, amministratori. E' il potere della costruzione di proposte credibilie e della ricerca di chi , tra i soggetti coinvolti, è disponibili a condividerele. E' un lavoro molto difficile, ma non è certo un lavoro esecutivo di deicisioni altrui ,nè dipendente dalle sole risorse già precostituite.
Magari è questo che Luigi ci chiede in modo così "accorato".
Buon week-end


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