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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Allontanamento di minori e abuso di potere
MessaggioInviato: mer, 28 gen 2015 - 10:32 pm 
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Dormiente
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Iscritto il: sab, 02 giu 2012 - 9:54 am
Messaggi: 5
Buonasera!
Premetto che sono ancora una studentessa in scienze del servizio sociale, dunque la mia identità professionale ed il mio punto di vista sono in formazione. Per questa ragione vorrei conoscere il parere di voi professionisti in merito alle questioni che in questi ultimi giorni riempiono la stampa e la tv circa l'allontanamento di minori in circostanze poco chiare. Sui social tutti gli assistenti sociali difendono i colleghi tirati in ballo in questi casi, ma nessuno si pone la questione dall'altro punto di vista. Ovvero, questa professione, seppur si ancori a norme precise, resta comunque a discrezione del professionista dunque non potrebbe realmente trattarsi di abuso di potere?! L'ordine opera frequenti controlli sull'operato dei suoi iscritti? Mi è rimasto impresso l'intervento di un a.s. di Venezia che nella puntata di Presadiretta di domenica sera: afferma di aver lasciato il suo posto di lavoro presso il comune, proprio perché non ammetteva il modo di lavorare del servizio. Ahimè nel mio primo tirocinio presso il comune ho potuto sperimentare quanto gli a.s. siano sottoposti a pressioni e decisioni prese dal dirigente che non è assolutamente competente nel settore. Perché nessuno interviene, controlla, denuncia?? Non ci credo alla figura dell'assistente sociale come angelo, sempre e comunque.
Che ne pensate?


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 Oggetto del messaggio: Re: Allontanamento di minori e abuso di potere
MessaggioInviato: ven, 30 gen 2015 - 12:09 am 
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Novizio
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Iscritto il: mar, 24 nov 2009 - 8:48 pm
Messaggi: 108
Infatti Solea, l'assistente sociale non è un angelo, ma un professionista.
In quanto professionista, rispettando norme precise, utilizzando una specifica metodologia e un quadro di riferimento teorico, deve anche valutare. La valutazione comprende un'azione discrezionale, nel senso che il professionista deve svolgere un'attività "ponderativa" di tutti gli elementi di una situazione avendo come obiettivo e limite l'interesse del minore.
Il potere di fatto lo esercita il Tribunale che tiene ovviamente conto delle valutazioni dell'assistente sociale ( non solo questa comunque).L'assistente sociale nel realizzare una valutazione non può quindi esercitare un abuso di potere, potrebbe semmai essere accusato di imperizia o abuso d'atti d'ufficio.
Perchè quindi la funzione valutativa dell'assistente sociale viene vissuta con tanto "scandalo" e fonte di tanto pericolo?
Facendo un paragone perchè una perizia medica/psichiatrica richiesta dal Tribunale ( frequente nei procedimenti penali) che prevede, nello stesso modo di quella dell'assistente sociale, un'attività discrezionale non crea tanto "scandalo"? Non crea "scandalo" neppure quando in un'udienza vengono presentate due perizie mediche/psichiatriche in completa antitesi l'una con l'altra (avrai letto senz'altro di situazioni simili). Come mai quando eventualmente avviene una cosa simile con una valutazione dell'assistente sociale tutti si strappano i capelli?
Mi viene da credere che è proprio l'opinione comune ad identificare l'assistente sociale con la figura dell'angelo (essere quasi divino che rappresentà la Verità sola e unica, che tutto deve vedere e prevedere, che tutto può risolvere .....)e non con quella del professionista.
Anche l' assistente sociale, come qualunque professionsita dipendente pubblico, è sottoposto a pressioni e decisioni dei dirigenti spesso non tecnici. Alle volte si dissocia dalle linee di lavoro del proprio servizio, ebbene dov'è lo scandalo?
Ti chiedi perchè nessuno interviene, controlla, denuncia?Bè considerato che sei una studentessa potrebbe essere per te un esercizio utile approfondire questo tema: chi controlla, denuncia e interviene rispetto alle decisioni di un ente? chi controlla, denuncia e interviene rispetto l'operato di un professionista?
>Per quanto riguarda la difesa della categoria rispetto agli interventi dei media sul tema degli allontanamenti non mi pare si configuri come una difesa ad oltranza della categoria, ma un tentativo di difesa della corretta informazione. Come potrai leggere anche nell'ultimo intevento della Presidente dell'Ordine è veramente sconfortante prendere atto che i media forniscano deliberatamente dati scorretti. E' altrettanto sconfortante che le informazioni sui singoli casi vengano date in modo parziale e di parte tanto da far apparire gli allontanamenti degli eventi che avvengano in circostanze poco chiare. Le circostanze sono sempre chiare e ben argomentate nei decreti di allontanamento che vengono emessi dal Tribunale ma non ne ho mai sentito leggere uno in modo integrale durante una trasmissione.Tutto questo non serve proprio a nessuno, salvo all'audience.


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 Oggetto del messaggio: Re: Allontanamento di minori e abuso di potere
MessaggioInviato: ven, 30 gen 2015 - 8:35 am 
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Iscritto il: ven, 04 mag 2007 - 10:22 am
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Località: Forlì
Carissimi/e,

essendo a casa con l'influenza ed avendo tempo (....) mi sono soffermato sul termine "abuso". Ho preso il vocabolario e così lo vedo spiegato:

1) uso eccessivo di qualcosa;

2) esercizio di un diritto in contrasto con lo scopo per il quale è stato attribuito.

Ordunque, mi pare che l'abuso assomigli ad un "rischio a gestir male il potere".

Quindi la prima riflessione è: ma abbiamo questo potere? La risposta è NO. Questo potere - nel caso specifico di cui si occupa la stampa- è del Giudice, non nostra. Non lo dice Ugo Albano, lo dice il Codice Civile.

Negli allontanamenti la nostra funzione è di accertamento e di informativa al giudice. Ora, cosa accertiamo e segnaliamo?

Vediamo il Codice. All'art. 330 si recita:
......Il giudice può pronunziare la decadenza dalla responsabilità genitoriale quando il genitore viola o trascura i doveri ad essa inerenti o abusa dei relativi poteri con grave pregiudizio del figlio. In tale caso, per gravi motivi, il giudice può ordinare l'allontanamento del figlio dalla residenza familiare ovvero l'allontanamento del genitore o convivente che maltratta o abusa del minore. ........

Il "focus" della nostra osservazione e comunicazione al Giudice riguarda quindi il GRAVE pregiudizio. Sottolineo il "grave". La povertà o l'indigenza non lo è, conosco tanti genitori poveri che amano e fanno crescere i loro figli nella dignità più completa.

Per GRAVE si intende (sempre secondo il dizionario che ho sotto mano) "...che è caratterizzato da cause, svolgimento o conseguenze sfavorevoli, dannose o pericolose...".

Il problema riguarda quindi la VALUTAZIONE SOCIALE riguardo alla GRAVITA'. Quindi si valutano i fatti e non le opinioni o, peggio, le deduzioni. L'abuso si annida proprio lì, nel dare una lettura non oggettiva ai fatti.

Faccio un esempio: un genitore musulmano che vieta alla figlia adolescente di andare in discoteca NON E' un grave pregiudizio. Un padre che dà un sonoro scapaccione al figlio NON E' un grave pregiudizio.
Sono semmai segnali di un disagio su cui intervenire con azioni di counseling, stop.

La GRAVITA' richiama invece AGITI IRREVERSIBILI rispetto alla SANITA' DEL MINORE. Per capirci: riduzione in stato di schiavitù, rapporti sessuali coi figli, violenza fisica e morale, sono esempi di GRAVE PREGIUDIZIO perchè semplicemente dopo l'azione il minore ne esce malato, distrutto e potenzialmente (da grande) un "ripetitore" del pregiudizio stesso.

A mio modo di vedere l'equivoco è la gravità. Se prendessimo una serie di "agiti genitoriali" e facessimo un brainstorming, volete scommettere che avremmo una diversità di valutazione? Lo sforzo da fare è quindi quello di imparare a valutare e poi di condividere indicatori di pregiudizio. In tal senso gli assistenti sociali italiani dovrebbero compiere questo sforzo intellettuale. Ma non partiamo da zero, semmai dobbiamo solo comunicare i contenuti della Ns. valutazione. Per essere professionisti bisogna essere trasparenti, comunicare i criteri di valutazione e condividerli; il resto (le chiacchiere o i singoli "criteri personali") non serve a nulla.

Io penso che servizi giornalistici - come Presa Diretta della scorsa domenica - siano sempre da salutare come occasioni di riflessione/miglioramento. Per capirci: non è che ogni volta dobbiamo difenderci dai giornalisti, semmai è necessario il contrario. Siamo noi che dovremmo chiamare Iacona e dirgli "...ascolta, noi assistenti sociali vorremmo poter aiutare i minori, ma ci dicono che non ci sono i soldi per assumere assistenti sociali, però si pagano milioni alle comunità..."

Quindi, cari colleghi, è oggi necessaria COMPETENZA e PROFESSIONALITA' nonchè EQUILIBRIO nel valutare le situazioni di pregiudizio. L'allontanamento di un minore dalla famiglia è un atto di GRANDE SOFFERENZA, lo decide il Giudice (sempre!!!), noi dobbiamo solo valutare il pregiudizio in scienza e coscienza. Tutto qua.

Saluti.

_________________
Ugo Albano

=============================
CONTATTO DIRETTO:
http://digilander.libero.it/ugo.albano


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 Oggetto del messaggio: Re: Allontanamento di minori e abuso di potere
MessaggioInviato: dom, 01 feb 2015 - 5:33 pm 
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Baby Utente
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Iscritto il: lun, 10 nov 2014 - 7:44 pm
Messaggi: 10
Mi pare che il tema presenti aspetti di grande complessità, ma anche fatti molto semplici ed inequivocabili.

In quanto professionista, all'assistente sociale è richiesto di essere professionale.
L'utenza si attende certamente professionalità ma troppo spesso lamenta di non averne trovata.
Mi pare un dato di cui occorre semplicemente prendere atto.

Poi, se la categoria ritiene (e personalmente lo condivido in toto) di essere pienamente "qualificata" per svolgere il proprio ruolo in modo professionale, forse dovrebbe meglio riflettere sul fatto che anche un professionista qualificatissimo ottiene scarsi risultati quando lavora di fretta o peggio con superficialità.

Nessuno si aspetta angeli, ma porte -e orecchie -aperte e vetri trasparenti.
Se invece si trova un muro di cemento...

Norme precise, una specifica metodologia e un quadro di riferimento teorico.
Sì, ma quali? Ce le vogliao dire? Perché tra la indispensabile "discrezionalità" e la necessità di una attenzione sartoriale e la molteplicità di figure coinvolte, e le pressioni dirigenziali e l'errore umano e ogni caso fa storia a se, etc.. tutto pare esservi tranne che certezze nel modus operandi dei Servizi.
Norme precise, una specifica metodologia e un quadro di riferimento teorico sono ciò che l'utenza vorrebbe con tutto il cuore riscontrare nel "professionista dell'ascolto" con cui si trova ad interloquire. Magari associate alla assoluta trasparenza , base della richiesta fiducia che i Servizi chiedono all'utenza..talvolta sorprendentemente dimentichi o incuranti del fatto che, anche se muniti di mandato dell'Autorità Giudiziaria, sono loro l'elemento estraneo che entra all'interno di un nucleo familiare. potenzialmente o fattivamente mutandone anche in maniera drastica gli assetti, gli equilibri.

Però poi, guardandosi in giro, si riscontrano centinaia, migliaia di voci che lamentano una forte difficoltà - se non un grave danno - nell'essere entrati in contatto, per qualsivoglia motivo legato ai minori, con i Servizi Sociali.
Cioè, il non operatore, l'utente che viene a conoscere i Servizi Sociali minorili, pressoché invariabilmente se ne lamenta o peggio tace per non lamentarsi.
Anch'esso è un fatto, un dato di cui semplicemente prendere atto.

Chi non condivide la veridicità di questa statistica, può consultare Google alla ricerca di quei pochi, sparuti (se esistenti) pareri elogiativi, maturati dopo esperienze positive, postate dall'utenza entusiasta per il servizio ricevuto.
Magari postarne qualche esempio, anche solo per mia utilità, dato che per quanto cerchi, non riesco a trovarne di voci positive da parte di utenti, anche oggetto di solo iniziale interessamento dei Servizi, magari finiti sotto osservazione per via di una segnalazione in malafede e poi del tutto "prosciolti"..dopo qualche anno di osservazione.

Chi cerca si imbatte invece immediatamente in un coro, un lungo fiume poderoso di lamentele, di sofferenze, talvolta di denunce proprio contro l'operato dei Servizi.
Cioè, si vedono decisamente più mostri più che paladini.

L'operatore onesto vorrà e dovrà considerare queste voci.
O veramente si pensa che possano essere solo gli operatori stessi ad autovalutare il proprio operato e le modalità con cui esso viene realizzato?

Non pensate che oggi i Servizi raccolgano, in termini di popolarità, solo i frutti che discendono direttamente dal loro modo di operare concretamente?
Qualcuno ci vede veramente la "deliberata scorrettezza" informativa?
L'audience???


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 Oggetto del messaggio: Re: Allontanamento di minori e abuso di potere
MessaggioInviato: lun, 02 feb 2015 - 9:35 pm 
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Novizio
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Iscritto il: mar, 24 nov 2009 - 8:48 pm
Messaggi: 108
Gentile Mario,
quando mi riferivo alla deliberata scorrettezza informativa mi riferivo ad episodi come quelli evidenziati pochi giorni fa dalla Presidente dell' Ordine degli assistenti sociali http://www.cnoas.it/files/000001/00000199.pdf relativi in questo caso alla trasmissione di Presa Diretta a cui forse si riferiva Solea nel suo post, e non certo ai vissuti e alle esperienze delle famiglie che si trovano nella difficilissima situazione di dover accettare una valutazione da parte dei Servizi rispetto alle proprie capacità genitoriali per presunti gravi trascuratezze, abusi o maltrattamenti nei confronti dei figli.


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 Oggetto del messaggio: Re: Allontanamento di minori e abuso di potere
MessaggioInviato: mar, 03 feb 2015 - 12:35 pm 
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Baby Utente
Baby Utente

Iscritto il: lun, 10 nov 2014 - 7:44 pm
Messaggi: 10
Gentile Nuvoletta,
senza voler spostare l'attenzione dal tema, che è altro e a mio avviso ben più importante - riguardando la vita di tanti minori e famiglie - credo che parlare di "deliberata scorrettezza" informativa sia eccessivo e supponga una malafede della Redazione televisiva che, personalmente, mi sento di escludere totalmente.

Peraltro ho letto la dichiarazione della Presidente CNOAS, e non ho trovato concreto riscontro o rifermento a tale intenzionalità, bensì mi pare essere una richiesta di maggiore collaborazione.

Penso tuttavia che l'amaro in bocca debba generarsi, a tutti, non tanto per quanto mostrato da una o più trasmissioni televisive, quanto per il timore e diffidenza che l'utenza, in molteplici, diffuse occasioni, palesa verso i Servizi, in teoria preposti ad ascoltarla e laddove possibile ad aiutarla.

Cosa si evince in ambito di osservazione quando un minore mostri diffidenza, timore ad avvicinarsi a colui che dovrebbe ascoltarlo prima ancora di aiutarlo, ossia il genitore?

Cosa si evince in ambito di osservazione quando l'utenza minore mostri diffidenza, timore ad avvicinarsi a colui che dovrebbe ascoltarlo prima di aiutarlo, ossia i Servizi?

Valga solo la pena notare come tra genitore e minore, così come tra servizi e "utenza", esiste lo stesso rapporto di forze, che non è paritario.

Tale sfiducia non può essere solo un problema di cattiva informazione televisiva o a mezzo stampa, poiché troppi sono i riscontri negativi provenienti da fonti indipendenti, e rari, purtroppo.. i riscontri positivi (entrambi forniti principalmente dalle famiglie ovviamente, ..ma spero non si sostenga che siano tutte anche incapaci di metabolizzare con serenità la loro presunta o constatata inadeguatezza..).

L'allontanamento lo dispone il Giudice?
Ovviamente, ma tutti sappiamo che tale disposizione è fondata anche e soprattutto su ciò che i Servizi accuratamente o meno per primi relazionano.

Non tutto dipende dall'ass. sociale di turno?
Ovviamente, ma molto dipende da Lui. E questo dovrebbe bastare a far comprendere che se l'utenza diventa timorosa, non collaborativa, refrattaria, ostile, evidentemente non sono stati fatti tutti i passi giusti per coinvolgerla positivamente in un percorso trasparente e che dovrebbe essere di tutela del minore ma anche della sua famiglia. Perché ad essa ha diritto ed in essa, anche risanata, il minore trova il suo supremo benessere.
Certo, mettere un'etichetta alla famiglia liquidandola come "disturbante" o "non collaborativa" è più sbrigativo. Ma la sbrigatività comporta una infinita serie di conseguenze.

In tutta questa storia, semplicemente, la coperta, lo si vede, è troppo corta... e per di più qualcuno può tirarla più forte di altri.
Chi resta scoperto è però sempre primariamente il minore...

Quindi, ringraziandoLa ancora una volta per il contributo che generosamente ha voluto e vorrà dare al tema, mi permetto di riportare le parole del Poeta, quando ricordava a tutti noi:

"Anche se voi vi sentite assolti, siete lo stesso coinvolti."

M.


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 Oggetto del messaggio: Re: Allontanamento di minori e abuso di potere
MessaggioInviato: gio, 05 feb 2015 - 11:16 pm 
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Iscritto il: mar, 24 nov 2009 - 8:48 pm
Messaggi: 108
Gentile Mario, lei mi ha chiesto
Cita:
Magari postarne qualche esempio, anche solo per mia utilità, dato che per quanto cerchi, non riesco a trovarne di voci positive da parte di utenti, anche oggetto di solo iniziale interessamento dei Servizi, magari finiti sotto osservazione per via di una segnalazione in malafede e poi del tutto "prosciolti"..dopo qualche anno di osservazione.


Uno l'ho trovato!!!!! :P :P :P
Proprio sei post qua sotto 'Peso' indagine assistenti sociali e tempi"
maxpower dice
Cita:
....lunedì nuovo incontro con gli assistenti sociali.....Meno male che esistete!


Mi permetta un po' di legerezza rispetto un argomento molto molto difficile.


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