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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: 18 giugno Mal di città: ambiente urbano e disagio psichico
MessaggioInviato: mer, 09 giu 2010 - 12:11 am 
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Iscritto il: mer, 09 giu 2010 - 12:01 am
Messaggi: 1
Ciao a tutti/e!

Mi chiamo Alessandro e sono un giovane assistente sociale (27 anni) che lavora da pochi mesi nell'ambito della psichiatria. Più precisamente sto lavorando per l'Associazione Contatto - Onlus "Per la Promozione delle Reti Sociali Naturali": il nome così lungo vuol richiamare direttamente alla mission principale dell'associazione, cioè portare avanti progetti e interventi rivolti a persone con disagio psichico e ai loro familiari sostenendo e lavorando con la loro rete sociale (sia essa fatta di persone, luoghi di socialità, studio, lavoro ecc..).

Se volete sapere qualcosa di più sull'associazione questo è il sito: http://www.retisocialinaturali.it/

Il titolo completo del convegno che abbiamo organizzato con il patrocinio della Provincia di Milano è: MAL DI CITTà: AMBIENTE URBANO E DISAGIO PSICHICO TRA BISOGNO LOCALI E TENSIONI GLOBALI

L'orario: 8:45 - 13:00 in Triennale a Milano Via Alemagna,6

Qui il link al programma dettagliato:
[url]http://www.retisocialinaturali.it/documenti/Convegno%2018%20giugno%20Triennale%20di%20Milano.pdf
[/url]

Al termine del Convegno verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

Le registrazione non è obbligatoria ma vivamente consigliata per aiutarci nell'organizzazione. Per registrarsi e richiedere informazioni scrivete a:
milena.isnenghi@ospedaleniguarda.it

Qui sotto una sintesi dell'approccio che sta alla base del nostro lavoro e del programma del convegno:

"Vivere in una grande città è nocivo per la salute psichica? Sembra proprio di sì a giudicare dalle evidenze epide-miologiche e dalla ricerca sociologica.

Il rischio di sviluppare disturbi sia lievi che gravi per chi vive in città risulta essere superiore a quello a cui sono esposte persone che vivono in aree a minore densità abitativa. Rispetto all'esito di queste patologie, così come all'uso dei servizi psichiatrici, un ruolo determinante è giocato dalla qualità delle reti sociali tanto che l'OMS ha incluso "urbanicity" e "neighbourhood disorganization" tra i fattori di rischio e viceversa considera "social responsibility and tolerance", "community networks" e "social support" come fattori di protezione. La psichiatria riscopre dunque interesse per il sociale e riprende a interpellare sociologi e politici per migliorare le condizioni ambientali dei suoi malati e dell'intera collettività.
La ricerca sociologica d'altra parte ci parla di bisogni relazionali insoddisfatti, di rapporti numerosi, ma superficiali e di reti sia primarie, come quelle familiari, sia secondarie, come quelle di vicinato, sempre meno strette e sempre meno supportive. Il tempo dei luoghi e delle comunità, delle appartenenze e delle sicurezze ha lasciato il posto al tempo della prestazione, del consumo e della simultaneità globale, con conseguente produzione di stress, patologie psichiche e comportamenti devianti. La sociologia riscopre dunque interesse per le microrelazioni interpersonali e riprende a interpellare la psichiatria alla ricerca di un pensiero più articolato e di sinergie interdisciplinari.
Le amministrazioni locali, sociali e sanitarie, sono impegnate nel sostenere le reti sociali, formali e informali, nella convinzione che una comunità coesa al suo interno rappresenti una valida risposta ai bisogni complessi della post-modernità, consenta un risparmio sulla spesa pubblica e rappresenti un investimento strategico. Un buon capitale sociale smorza infatti le tensioni che determinano altri bisogni e rende tutto più semplice nei rapporti con i servizi, le istituzioni e i decisori politici.
Intervenire sul disagio di chi vive la metropoli è possibile ed urgente e numerose, se pur silenziose, sono le esperienze di promozione di social network (non virtuali!) presenti da anni in città. Mettere a regime queste sperimentazioni, integrandole con i processi di miglioramento della qualità ambientale, consentirebbe di meglio affrontare gli impegni internazionali che la città si è assunta e di restituire dignità a quel patrimonio misconosciuto delle relazioni interpersonali che tanto influisce sul nostro benessere e malessere quotidiano."


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